Il gioco d’azzardo responsabile deve farsi conoscere

gioco responsabile unica strada

Il lunghissimo lookdown cui tutti noi siamo stati sottoposti, e che si spera non ritorni per l’atteggiamento scriteriato di qualcuno, ha portato tante novità nella vita di ciascuno: dal riappropriarsi del tempo libero poiché che non si doveva rincorrere gli impegni di lavoro e di studio all’esterno dell’abitazione, al riconoscere le priorità “importanti” che sono risultate primarie e che prima forse non venivano considerate, al lavoro da casa come pure lo studio, al ricominciare a leggere libri oppure guardare qualche cosa di interessante in TV e non solo partite (che non c’erano) o telegiornali. Lo stare a casa, quindi, ci ha anche fatto imparare a formarsi a distanza con i vari corsi od informazioni che venivano sottoposte da persone qualificate: ovviamente, per questo sono stati coinvolti tanti settori tra i quali anche gli operatori del gioco e dei migliori casino che alla riapertura del mercato si sono trovati a fronteggiare il loro lavoro in modo assolutamente diverso da prima: ma chissà che indirizzo avranno preso questi imprenditori del gioco? Si saranno formati per il gioco fisico (o terrestre) oppure per quello online?

Oppure molto più semplicemente si sono orientati sul gioco responsabile che deve essere la base del mondo del gioco futuro, indispensabile se si vuole avere per tutti un settore sostenibile, utile e divertente. I “nuovi operatori” non devono assolutamente scegliere tra i due comparti: il gioco pubblico è unico, legale ed accattivante ed ogni segmento avrà i suoi estimatori. Quindi, gli imprenditori dovranno formarsi su entrambi i percorsi poiché non tutti percepiscono e vivono il gioco in modo uguale: c’è chi “sente” la necessità di avere un rapporto fisico con i suoi giochi, e c’è invece chi è più “astratto” e preferisce quello online perché forse è meno viscerale e poi si può vivere in qualsiasi momento della giornata ed ovunque. Ecco perché i giocatori, che sono tanti, possono avere la possibilità di scegliere che percorso intraprendere mentre l’operatore deve saper accompagnare e seguire entrambe le categorie, seppur così differenti, e con esigenze proporzionate alla loro scelta.

L’importante ed il concetto predominante è che tutti i giocatori devono essere assolutamente responsabili nei confronti di ciò che stanno intrattenendo, indipendentemente dal tipo di gioco che andranno a scegliere: come devono essere consapevoli di cosa possono incontrare sia nel gioco fisico che in quello online e, sopratutto, devono saper scegliere quando è ora di smettere di giocare. E gli operatori del gioco devono essere formati a questo: ad aiutare l’utenza a giocare divertendosi con leggerezza senza toccare puntate e quantità di gioco non sostenibili e che possono comportare problematiche. Il giocatore non deve assolutamente essere compulsivo o problematico perché a nessun operatore piace avere nella propria utenza una persona non responsabile e non consapevole. Ecco perché oggi più che mai, quando il gioco riapre i battenti c’è necessità che gli operatori “sappiano fare bene il proprio mestiere” e sappiano accompagnare i propri clienti in un percorso leggero, coinvolgente, divertente perché questo è il gioco e questo è ciò che vuole rappresentare e trasmettere.

In un mondo “nuovo” a seguito della pandemìa le basi per la formazione degli operatori deve servire per aiutare a migliorare il loro lavoro ed a renderlo maggiormente interessante a livello economico con quelle strategie che forse prima del Coronavirus non erano indispensabili, ma che oggi lo sono perché il gioco pubblico ed anche le scommesse online, settore tra i più penalizzati dalla chiusura, deve riprendersi al più presto e per farlo deve essere in grado di avere degli imprenditori “all’avanguardia” ed al passo con “questi tempi” che sono più che mai problematici. Gli operatori del gioco non devono neppure pensare che tutti giocheranno online avendone acquisito dimestichezza nel lockdown: alla maggior parte dei giocatori piace vedere persone intorno e, quindi, gli stessi operatori devono essere formati a gestire anche il gioco fisico, ma senza dimenticare la componente del gioco online che verrà sottoposta a chi è più predisposto. E la formazione può essere utile per riuscire a distinguere da che parte indirizzare la clientela.

Si può arrivare a dire che l’utenza del futuro si intersecherà l’una con l’altra, vi sarà una miscellanea di scelte e si capirà sopratutto che un giocatore non gioca o solo terrestre o solo online: può essere che vada a miscelare le due esperienze, sempre assistito da un buon operatore che deve saperlo informare bene e consigliare per il meglio. E poi non si può evitare di pensare che tante aziende, quando la riapertura del settore sarà più consolidata e vi sarà l’esperienza dello shock iniziale, non potranno riaprire e questo è un problema che fa ovviamente male al cuore: ma non solo per quello che riguarda il mondo del gioco, ma per tutti i settori. Senza dubbio, tanti imprenditori si saranno fatti spaventare dalla situazione economica e sanitaria che questo periodo ha presentato con tanta violenza, ma ve ne saranno anche tanti che hanno tenuto magari i contatti con i propri clienti e nel frattempo sono riusciti a comprendere cosa vogliono ora, con il nuovo modo di vita.

Questa potrebbe anche essere un’opportunità di cambiare ciò che magari nella propria impresa non andava in modo perfetto e trovare strategie alternative: ovvio che ci voglia “occhio lungo e qualche possibilità economica” perché per fare variazioni bisogna fare investimenti e non tutti saranno in grado di poterlo fare. Quindi, staranno in piedi quelle imprese che riusciranno ad innovarsi ed a diversificarsi: chi aveva solo il gioco fisico deve inserire anche l’online per avere più scelta e per soddisfare maggiormente la clientela: sempre pensando che i nuovi giocatori si riaffaccino nelle sale da gioco superando timori per il contagio ed anche i “tremendi protocolli” che vanno a cambiare l’impatto con la sala da gioco che conoscevano e nella quale si sentivano al sicuro e si intrattenevano con altre persone che hanno lo stesso desiderio di divertimento. Oggi è tutto più difficile: ed è per questo che deve esserci sempre più gioco responsabile e consapevole e operatori più formati e professionali. Ne va del futuro del gioco pubblico e delle sue imprese.

Luglio 18, 2020: •
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