Il gioco d’azzardo ed il suo inevitabile cambiamento

cambiamento inevitabile del gioco

Nel corso degli anni, sin già dalla sua stessa messa in campo, il mondo del gioco d’azzardo e dei migliori siti di casino in Italia, ha senza dubbio avuto un’evoluzione sostanziale dovuta essenzialmente alla tecnologia che lo accompagna, che si evolve in modo continuativo e che obbliga gli operatori, per stare al passo ed essere concorrenziali, ad effettuare continui cambiamenti. Oltre al cambio “personale” dello stesso gioco, i Regolatori dei vari Paesi si devono confrontare anche con la variabile delle esigenze del popolo dei giocatori, sempre più appassionato e ricercatore di raffinatezze ludiche che sino a qualche anno fa non facevano parte di questo intrattenimento. Oggi, invece, complice l’online in perenne lotta con il gioco terrestre, alle offerte diversificate che appunto il web offre, il lockdown che ha affinato le ricerche dei giochi e promosso la sua scelta, sembra esistere davvero una corsa all’imponderabile che sta mettendo a dura prova gli operatori del settore fisico che devono fare i salti mortali per competere sia tra loro che con quello che offrono le piattaforme e che spalanca uno scenario infinito.

Una “battaglia”, però, che deve sempre tenere presente che ad una buona parte dei giocatori piace ancora intrattenersi “fisicamente” e l’online lo ha preso in considerazione durante le restrizioni domiciliari per cause di forza maggiore, ma che ora ritorna “al vecchio amore del gioco terrestre”. Quello che sarà inevitabile è il processo di cambiamento che nei prossimi anni porterà il gioco d’azzardo al suo mutamento, cosa che non farà passare indenni gli addetti ai lavori che devono essere sempre concentrati su come “mantenere” il proprio posto sul mercato. Infatti, le attività ludiche vengono sempre osteggiate dalle norme in essere, ma anche “disturbate” dalla presenza sempre più concorrenziale del gioco illecito che sembra non potersi debellare. Cosa che si è palesata anche durante il lockdown, quando il gioco legale “è stato costretto ad una lunga chiusura” mentre quello illegale ha proseguito il proprio “lavoro in modo assolutamente indisturbato” ed ancora oggi ci si chiede come sia stato possibile.

Ormai il gioco pubblico, oggi, avrebbe dovuto “scrollarsi di dosso” il fatto di essere un pioniere sul mercato: dopo una quindicina d’anni circa di onorata vita legale sul territorio si è fatto conoscere, apprezzare o meno, portato tangibili contributi all’erario e fatto divertire i suoi estimatori. Ma tutto ciò non è servito a diventare sostenibile e, sopratutto, “sostenuto” dalle stesse istituzioni che l’hanno creato e la sua battaglia per esistere continua ad essere “cruenta” e faticosa. Non si deve dimenticare che negli anni, gli usi e costumi dei giocatori sono cambiati, così come pure i diversi contesti sociali, economici e culturali: infatti, i Regolatori dei diversi Paesi hanno dovuto “cambiare” le modalità nel proporre gioco e gli operatori hanno dovuto forzatamente adeguare le loro proposte, Non sempre è stato scorrevole perché i cambiamenti, particolarmente quelli relativi al nostro gioco ed alle apparecchiature da intrattenimento, quando impongono sostituzioni o variazioni sono costosi a livello economico e “scomodi” da un punto di vista burocratico, come tutto ciò che regolarizza il nostro Paese.

Oggi, dopo l’esperienza della pandemìa, ci saranno altri cambiamenti e variazioni da attuare: ulteriori investimenti per mettersi in regola con i protocolli istituzionali che sono costosi e complicati e che gli operatori devono applicare e supportare con le proprie risorse che sono già ridotte al lumicino: ma, inevitabilmente, non sarà ancora abbastanza poiché vi saranno varianti anche sull’offerta dei giochi che dovrà cambiare. Dovrà essere più raffinata e competitiva oltre ad essere innovativa: e qui si sta parlando del gioco terrestre che deve riconquistare il nuovo popolo di giocatori che è stato lontano dal gioco fisico per parecchi mesi, anche in modo forse scriteriato poiché nel frattempo avevano riaperto altre attività forse più a rischio di quelle del gioco. Ma la nostra politica è questa e senz’altro il gioco pubblico ha subito la consueta discriminazione che si trascina da qualche anno, special modo da quando esistono gli Esecutivi “a quattro mani”.

Il gioco è arrivato al punto che deve forzatamente provvedere a “svecchiarsi” a livello normativo, sopratutto quello del nostro Paese che si trascina una “Questione territoriale” vecchia ed obsoleta, ma che tuttora esiste e che blocca il mercato e gli investimenti: da qui la necessità sempre più urgente del riordino nazionale di tutto il mondo ludico. Oggi le stesse norme che le Regioni e le Province hanno messo in campo non sono più gestibili e gli Enti Locali a volte non riescono veramente più ad applicare quello che loro stessi hanno messo in campo: e questo denota sempre di più quanto può essere urgente fermarsi, fare un bel respiro, e provvedere con una certa urgenza alla riforma del gioco. Questo se si vuole che lo stesso gioco italiano possa ancora dire la sua sui mercati, considerando che il suo sviluppo è anche bloccato dal Decreto Dignità e dal divieto totale della pubblicità che racchiude, ed anche qui un cambiamento ci dovrà essere per forza.

Infatti questo provvedimento, anche secondo i Regolatori di altri Paesi, non sembra così funzionale per la presunta tutela della salute dei giocatori ma, purtroppo, questo “pessimo” divieto è stato comunque seguito, magari senza un’applicazione totale come in Italia: la Spagna, per esempio, si appresta a pubblicare entro quest’anno un decreto con restrizioni pubblicitarie che limiterà le attività degli operatori. Anche il Belgio seguirà “quest’onda” delle limitazioni pubblicitarie in TV e pure il Regno Unito, da sempre il più libero nei rapporti tra gioco ed istituzioni, intende intervenire per rafforzare il divieto di pubblicità del gioco e delle scommesse sulle maglie delle squadre sportive: pure Olanda e Svezia si muoveranno in tal senso. Il mondo globale dei giochi affronterà un cambio generale delle regolamentazioni che non riguarderà soltanto la pubblicità, ma anche la tracciabilità delle transazioni e l’identificazione dei giocatori sia del gioco fisico che dell’online. Da qui la riflessione degli operatori sul come muoversi in un nuovo contesto ludico per garantirsi la redditività dei propri investimenti e la sostenibilità del gioco. “Mal comune, mezzo gaudio?”… mah.

Ottobre 18, 2020: •
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