Il gioco ci sarà sempre: E’ tempo di rinnovarlo

tempo di rinnovamento del gioco

Da che mondo è mondo, ricorrere al gioco, ed anche ai migliori casino online, fa parte del genere umano: da che mondo è mondo, esiste qualcuno che ne “fa cattivo uso” e viene trascinato in percorsi devastanti. Da che mondo è mondo, bisogna affrontare il gioco (come tutte le altre cose che la vita sottopone) con responsabilità e con la conoscenza dei suoi “lati oscuri” che sono sempre esistiti, forse chiamati diversamente da gioco problematico, ma che si sono sempre manifestati nei confronti dei cittadini-giocatori più fragili. Ma sembra veramente troppo che “nascondendosi” dietro il gioco problematico si prendano iniziative proibizionistiche, demonizzatrici e fuorvianti nei confronti della filiera del gioco e dei suoi addetti ai lavori: e che, oltre tutto, si mettano in campo strumenti per contrastare la stessa problematicità del gioco che non hanno ottenuto gli effetti che lo Stato si era prefissato e ciò risulta confermato da svariati studi e ricerche che hanno concluso il netto contrario.

Ma, forse, è arrivato il momento che l’Esecutivo in carica si renda conto che la filiera del gioco c’è, esiste ancora e vuole assolutamente esserci: per questo, la fiera annuale di Enada ha voluto rappresentare forte e chiaro tale concetto e ribadire che è inutile voler cercare di affossare il mondo del gioco d’azzardo che ha sempre avuto, ha tuttora ed avrà sempre i suoi fidati “proseliti”. Sarebbe il caso di comprendere che, invece che ostacolarne il futuro, sarebbe meglio riordinarlo e riformarlo in modo che finalmente arrivi ad avere il suo posto nel sociale: ci si deve rendere conto, sopratutto, che il gioco pubblico lecito è stato “creato” una quindicina di anni fa per sottrarlo a quello che legale sicuramente non è. Quindi, per tenere alta la legalità sul territorio, tutelare i cittadini da ciò che si nasconde dietro il gioco illecito e proteggere i territori dalla criminalità organizzata che, allora come ora, detiene il controllo del gioco d’azzardo illegale.

Sembra che tutto questo si sia dimenticato, prima ancora di sottolineare che lo Stato, che ha creato con il gioco pubblico “la sua riserva”, oggi consenta che quest’ultima venga distrutta dalle norme estremamente restrittive ed a volte proibizionistiche che le Regioni hanno messo in campo e che ora, oltre tutto, non riescono più neppure a gestire. A forza di proibire ed inserire distanziometri e fasce orarie di accensione delle apparecchiature da intrattenimento, si fa trovare il gioco lecito nella condizione di non poter più lavorare: ciò sembra un’incongruenza senza limiti ed una situazione che sfiora il grottesco se non ci si trovasse davanti ad una situazione di vero disagio di tutto il settore ludico, e quindi delle sue imprese nei vari comparti. E non solo, ovviamente, ci si deve confrontare con la disoccupazione di tutte quelle risorse che operavano nelle imprese di gioco che sono state costrette a chiudere i battenti a causa, appunto, di dissennate Leggi sul Gioco regionali.

Bisogna rendersi anche conto, e pare che i vari Esecutivi di turno non lo abbiano assolutamente fatto, che il comparto degli apparecchi di gioco è stato cambiato recentemente per la variazione del payout subita negli ultimi mesi: il sentire “voci” che paventano un ulteriore aumento sta veramente facendo entrare nello sconforto tutto i settore, perché non è in grado di sopportare un nuovo accanimento nei suoi confronti. Purtroppo, un conto è prendere atto che vi sarà un aumento e l’altro sarà riuscire a farvi fronte, cosa che l’intera compagine ludica sa di non poter affrontare. Forse, solo l’avvento del tanto desiderato riordino nazionale del settore potrebbe “mettere una pezza”, far fronteggiare alle imprese questo nuovo aumento in vista di tutto ciò che di positivo avverrebbe con il riordino dei giochi: si muoverebbe dopo tanto tempo il mercato, si risolverebbe la annosa “questione territoriale”, si aprirebbero le gare di assegnazione delle nuove concessioni e tutto ciò che può accadere conseguenzialmente.

Sembra persino impossibile che l’Esecutivo non arrivi a pensare a questo certo sviluppo che porterebbe, oltre tutto, nuova linfa nel settore ma, sopratutto, nuove risorse con una indispensabile movimentazione di mercato. Questo benedetto riordino, che era già stato annunciato sin dalla Conferenza Unificata del 2017, di buona memoria, deve vedere per forza la luce per il bene dell’economia di un settore che impiega migliaia di risorse, ma particolarmente nell’interesse dell’economia dell’intero Paese che non ha bisogno di ulteriori aumenti della disoccupazione, argomento estremamente delicato e che i vari Esecutivi non sono riusciti a fronteggiare: neppure con il Reddito di Cittadinanza che sembrava “dovesse smuovere le montagne”! Ma così apparentemente non è stato.

Anche se una parte dell’attuale Esecutivo Giallo-Rosso è contraria, anzi avversa, al gioco pubblico che ha cercato di fermare in ogni modo, pure proibendo la sua pubblicità cosa di cui si “raccoglieranno i frutti” tra qualche mese e saranno frutti senz’altro asprigni, oggi sarebbe indispensabile che si facesse un passo indietro e che ci si mettesse a studiare e mettere in campo il riordino del settore dei giochi. Ciò per dare un poco di equilibrio all’intera filiera e, sopratutto, per difendere la legalità che da qualche tempo è veramente in pericolo: il gioco illegale non aspettava altro che qualche passo falso del gioco legale (seppur non di sua volontà, ma per volontà del Governo) che rendesse libero tanto spazio sul territorio.

Subito si è dato da fare per appropriarsi di questo spazio, inserendo a più non posso posti di gioco illegali, che non pagano né tasse, né tanto meno autorizzazioni e che sono gestiti dalla criminalità organizzata con grave pericolo sia per i giocatori che per il territorio. Anche questo, nonostante il gioco pubblico continui a farlo presente al Governo, non suscita alcun interesse a chi dovrebbe, invece, essere attento a questi sviluppi. Per continuare nel perverso intendimento di “spazzare via il gioco d’azzardo dall’italico territorio, perché immorale” si sta facendo il male di tante imprese di gioco lecite ed anche per le casse dell’Erario che non potranno più attingere a piene mani da un settore che è in una sorta di “agonia profonda” che non fa prevedere nulla di buono.

Ottobre 26, 2019: •
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