Il domani del gioco potrebbe essere ricco di positività

futuro del gioco positivo

Ogni tanto “ci piace” riferire di vecchi proverbi o di “celebri frasi” dette magari in film di altra epoca: quindi, ecco perché ci si vuole riferire ad un vecchissimo film “Via col vento” ed alla sua celebre frase “Domani è un altro giorno”. Con queste parole si vuole rivestire il futuro del mondo del gioco, e dei migliori casino sicuri, dove il “domani” potrebbe essere foriero di positività e non sempre di cose negative che, purtroppo, costellano e si ripetono in questo mondo! Ma il “domani” del gioco, purtroppo, non è vicino e bisognerà attendere, almeno, sino al prossimo mese di giugno per conoscere prima il futuro dell’attuale nostra legislatura e delle diverse misure promesse al Paese che non sono state ancora realizzate, ivi compresa ovviamente la riforma del settore ludico con una normativa nazionale che lo regolarizzi. Quindi, ahimè, bisognerà attendere ancora qualche mese e, nel frattempo, le imprese di gioco dovranno nuovamente “navigare a vista”: ma visto che l’italico popolo è composto da poeti e navigatori…

Nel secondo semestre del 2019 si potrà valutare se la stima del Governo sulla crescita del Paese, lo 0,2% secondo il Ministro dell’Economia. rientrerà in questa “percentuale” e, di conseguenza, si potranno vedere attuate le promesse dell’Esecutivo Giallo-Verde e che, al momento, ancora non sono state nemmeno discusse. Vale, ovviamente, per il Reddito di Cittadinanza e per le disposizioni del Decreto Dignità o per le riforme economiche e fiscali, come la tanto celebrata “flat tax” e rimane ancora una sorta di “oggetto misterioso” di cui nessuno conosce i risvolti economici. Quindi, queste sono le cose principali che ci attendono nel secondo semestre e tutto rimarrà in stand-by sino alle prossime elezioni europee in programma a fine maggio, esattamente il 26. Si è creata tantissima attesa attorno a quell’appuntamento che non riguarda direttamente il nostro Paese, bensì quell’organismo che sempre meno va a rappresentare le singole entità nazionali.

Tutto si ferma e rimane in ostaggio delle elezioni e, particolarmente, il popolo italico che non aspetta altro che una spinta economica che dovrebbe arrivare dalle riforme, considerato che l’attuale Esecutivo è stato messo “a quel posto” appunto perché il popolo italico voleva un cambiamento: cosa che si dovrebbe attuare, nel bene e nel male. In realtà, nonostante queste elezioni non dovrebbero “toccare” direttamente i singoli Governi le conseguenze, invece, potrebbero essere importanti. Per tutti: per la maggioranza poiché si allarga sempre di più la sensazione che potrebbe consolidarsi l’inversione di tendenza tra le preferenze legate ai consensi di Legave M5S, e per le opposizioni dove il Partito Democratico, o più in generale il centro sinistra, potrebbe avere una sorta di “trampolino di prova” che attesti un eventuale “ritorno di fiamma” e di fiducia da parte di un pezzo d’Italia.

Bisognerà aspettare giugno per conoscere il “divenire politico” su tutti i fronti, compreso il gioco d’azzardo pubblico dove nel frattempo rimane la scadenza fissata ai primi di luglio per l’entrata in vigore definitiva del divieto di pubblicità. Rispetto a questo divieto, esiste l’attesa legata alle linee guida che dovranno essere pubblicate da Agcom: anche per queste vi sono stati numerosi rinvii, ed anche queste subiranno quella del “dopo elezioni”. Altro slittamento importante è il famigerato riordino dei giochi, annunciato dal Governo Giallo-Verde nel luglio 2018, attraverso proprio il Decreto Dignità, mai attuato, e mai più citato dallo stesso Esecutivo. Tutto in balìa delle elezioni? Oppure in attesa del “bilancio” dei primi risultati economici? Non ci è dato conoscere la risposta e così non rimane che attendere ancora e sperare che si ritorni a parlarne, o meglio ancora, che si incominci a parlarne ”sul serio” e non si continui nella latitanza come succede spesso quando si parla di gioco pubblico.

Sinceramente, della riforma del settore ludico c’è urgenza prima che la situazione precipiti: vi sono le nuove scadenze sui territori che discendono dalle norme regionali ed anche da una giurisprudenza che ritorna ad essere sempre più contraria alle imprese di gioco che si sentono costrette “a ritirarsi” ed a cercare di organizzarsi per riaffrontare il proprio cammino commerciale. Ma si dice che nelle crisi si possono nascondere delle opportunità: quindi, bisognerebbe guardare al futuro prossimo con un occhio positivo: vi è stata la nomina annunciata dal Consiglio dei Ministri al sottosegretario Alessio Mattia Villarosa che ha ricevuto la delega ai giochi e che sarà l’interlocutore diretto di questo settore: un incarico sul quale è stato discusso a lungo e che non era affatto scontato. Tale delega va ad affiancare quella già assegnata al sottosegretario Giancarlo Giorgetti per quanto riguarda il matchfixing, strettamente legato alle scommesse sportive.

Si può dedurre, quindi, che il Governo Giallo-Verde, almeno sulla carta, potrebbe essere quello con le intenzioni più ampie per arrivare alla riforme del mercato del gioco pubblico. Ma l’attuale Esecutivo, purtroppo, ha una “particolare attenzione” nei confronti dei giochi, anzi forse troppa attenzione derivante dalla sua particolare “avversione” per lo stesso gioco e per tutto ciò che vi gravita attorno. Il nuovo delegato ai giochi avrà tutto il tempo di farsi una propria idea sui giochi, un’idea si spera sgombera da posizioni ideologiche, ma sopratutto scevra da pregiudizi. Si spera, infine, che non si debba arrivare ad una manovra aggiuntiva che richiamerà la necessità di ricorrere ai danari provenienti dal gioco: delle sue risorse ve ne sarà assolutamente bisogno, sempre. E senza dimenticare che le medesime sono già state preventivate e garantite dal comparto, ma che probabilmente saranno difficili da mantenere se non saranno attuate riforme che possano effettivamente chiamarsi così. La questione territoriale ed il riordino sono obbiettivi irrinunciabili per il mondo dei giochi e si spera vivamente che siamo così importanti anche per l’Esecutivo Giallo-Verde: ma bisogna aspettare il prossimo semestre. Il “domani” che si sta aspettando si “allunga sempre di più” ed oggi si continuano a fare gli stessi errori: si promettono interventi sul settore ludico che non arrivano, purtroppo mai. Quindi, di cosa si sta parlando? Di aspettare, sempre attendere e sperare in un “domani” diverso.

Aprile 28, 2019: •
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