Il cambio di passo che tanto serve al mondo dei Giochi

governo si deve occupare urgentemente dei giochi

Il vento di cambiamento continua a soffiare (secondo chi scrive, però, solo a parole e se ne spendono veramente tante da parte di entrambi gli schieramenti politici) e si continua a sottolineare ed a suggerire che per migliorare a livello economico il nostro Paese deve “cambiare il passo” altrimenti può rischiare di “rimanere (come si dice) fermo al palo” e tutto si potrebbe complicare nella vita quotidiana del popolo italico. Invertire la rotta anche nel settore dei migliori casino online italiani, quindi, diventa imprescindibile ed urgente se si vuole veder apparire una piccolissima percentuale di crescita che continua invece a latitare ed a mettere in crisi tutti i settori. Come sempre però parlare è bene, ma crescere davvero sembra quasi, al momento, una utopia e ciò anche se, parlando parlando, il nostro Premier Conte continua a sbandierare agli occhi ed alle orecchie della cittadinanza il “Dl Crescita” che forse vuole sembrare accattivante… quasi come il nome del Decreto Dignità, ma che si spera non abbia lo stesso (tragico) risultato, almeno per quel che riguarda il mondo dei giochi.

Il compito del Dl Crescita, naturalmente, dovrebbe consentire al Paese di ripartire con un “cambio di passo” più moderno, razionale, efficiente invertendo così la rotta che l’Italia sta percorrendo da un po’ di anni e che non ha portato nulla di concretamente buono. A rafforzare l’avvento del Dl Crescita sono le assicurazioni del titolare di Palazzo Chigi che ribadisce con forza che le “riforme già varate” dal Governo Giallo-Verde “sono nulla rispetto a quello che ancora faremo”. E meno male che qualcuno del nuovo Esecutivo è convinto e sicuro di quello che dice e, quantomeno, non si deve scontrare con un altro parere espresso da un “pari grado” cosa che, invece, i due schieramenti ci hanno abituato a sentire ogni qualvolta vengono fatte dichiarazioni sia sul “fare politico” che su quello “che si farà” negli interessi degli italiani. Qualche perplessità certamente a ben pensare esiste, anzi forse “più di qualche”, perché al momento variazioni positive per il quotidiano di noi mortali cittadini se ne sono veramente viste poche.

A parte il Reddito di Cittadinanza che ancora non si comprende come funzionerà in pratica e la Quota 100 che sembra difficile e complicata nella sua attuazione: ma si è solo all’inizio di queste “epocali novità” e bisogna dare loro spazio prima di distruggerle con discorsi o malcontenti. Ma cosa in effetti si cela dietro il Dl Crescita è di interpretazione difficile e per questo la mente ci fa ritornare al famoso Decreto Dignità che, certo, non ha innalzato la diffusione della stessa dignità tra i cittadini, ma ha funzionato indubbiamente dal punto di vista della comunicazione cosa che ha colpito profondamente l’opinione pubblica. Quanto ai risultati… si vedrà in seguito, poiché il cambiare passo non è impresa da poco: si spera, poi, che la cittadinanza italica non si trovi di fronte ad una “finanziaria aggiuntiva” a seguito delle elezioni europee come tanti “gufi” stanno iniziando a mormorare anche se i vice premier (questa volta di comune accordo) continuano a negarne l’accadimento.

Ma di parole se ne dicono talmente tante che ormai si è pronti a qualsiasi sviluppo anche se una manovra correttiva, magari mascherata da Dl Crescita, “farebbe non poco male” (alla mente ed ai portafogli) dei comuni mortali che stanno seguendo questo “cambiamento senza precedenti” con un poco di apprensione, ma anche con tanta curiosità. E visto che si cambia, chissà se questo comprenderà anche il mondo dei giochi! Ma per il momento, in questo scenario sicuramente confuso che aleggia attorno all’attuale Governo Giallo-Verde, cerca di sopravvivere il mondo del gioco pubblico preoccupato del proprio futuro oltre che, naturalmente, del destino dell’economia a livello nazionale considerando che lo stesso gioco ha sempre rappresentato la terza economia del nostro Paese. E le speranze per i protagonisti del gioco (che si stanno sempre più assottigliando nel numero) non si possono certo appellare ai contenuti del famigerato Decreto Dignità dal quale forse può discendere la dignità per qualcuno, ma non certo per il settore ludico.

Anzi, il noto decreto ha portato solo bavagli e divieti ingiustificati, nonché continui rincari nella tassazione dei giochi ed ha anche tradito le attese che lo stesso conteneva relativamente al riordino dell’intero settore che nel decreto si annunciava in modo stentoreo. Riordino annunciato, come detto, ma mai attuato e neppure affrontato anche se l’Esecutivo sa, o dovrebbe sapere, che una Legge Nazionale sul Gioco è diventata indispensabile, ma sopratutto si attende una riforma “degna di tale nome” e non ancora una volta una “mediazione” con assenza di certezze nelle norme e nella regolamentazione. Tutto il gioco pubblico, comprese le slot machine online, non riesce più a sopravvivere se il Governo centrale non interviene e si dovrebbe anche sapere che se non lo fa, ed anche in modo rapido ma eccellente, dovrà dire “addio” a quelle risorse che ha già inserito in bilancio per questo e per i prossimi anni a venire. Se neppure questo timore farà muovere i due schieramenti a capo del nostro Paese cosa dovranno vedere per riuscire a convincersi che quella dei giochi è una situazione ormai non più procrastinabile?

In questo settore, veramente, vi è necessità di un “cambio di passo” poiché ogni mese che passa, senza regole nazionali e precise, le industrie sono costrette a dibattersi in questa attuale mancanza di riforme e sono sull’orlo di un burrone. “Cambio di passo”, quindi, ed anche in modo veloce per il gioco pubblico che ha necessità assoluta dell’intervento “nazionale”, sopratutto se si pensa per esempio alla situazione che si è concretizzata in Piemonte dove le imprese di gioco sono effettivamente strangolate dalla Legge Regionale sul Gioco. Tutti si sono accorti dell’assurdità delle norme che contiene, ma si è “scelto” (innanzitutto, da parte dell’Esecutivo Giallo-Verde) di non intervenire e di continuare ad ignorare questo problema importantissimo poiché coinvolge un numero alquanto elevato di lavoratori. Forse, bisognerebbe rendersi conto che non basta annunciare un riordino perché lo stesso diventi effettivamente reale: non è proprio così. Così come si spera non succederà con il Dl Crescita…

Aprile 8, 2019: •
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