Il cambiamento che dovrebbe fare la politica nei confronti del gioco

cambiamento della politica nei confronti del gioco

Chissà se è nato prima l’uovo o prima la gallina? Dilemma irrisolto che ci portiamo dietro da un bel pezzo! E ciò per arrivare al dilemma di questi nostri tempi: chi avrà mai detto o pensato che andare contro il mondo del gioco d’azzardo, compresi i siti migliori di casino, e le sue imprese significa per la nostra politica far vedere che si interessa al bene dei propri cittadini? Qual’è la “vera verità” che si nasconde dietro il “fare” della nostra attuale politica? Si continua a portare avanti da parte dei nostri sempre più cospicui Esecutivi, che si alternano in modo alquanto precipitoso, una serie infinita di battaglie contro il gioco pubblico, ma non informative od insegnamenti che potrebbero, essere utili per allertare chi si avvicina al gioco d’azzardo, di farlo con responsabilità. Insomma, la nostra brava e buona politica al posto di istruire e consigliare i tanti giocatori che in ogni caso esistono e richiedono il gioco su come comportarsi nei confronti di un intrattenimento che a volte può presentare “spiacevoli sorprese”, purtroppo non fa altro che ostacolare il gioco pubblico e lecito camuffandosi dietro il fatto di ritenerlo immorale e che, quindi, è da combattere.

Non sarebbe giusto che la politica cambiasse il suo atteggiamento ed anche che l’industria del gioco faccia qualcosa di iniziativa propria per rendere il gioco più sostenibile? La strada maestra da percorrere sarebbe quella di rendere il gioco legale meglio inserito nella nostra società: sicuramente non proibendo od impedendo di giocare ed eliminando i punti dedicati che così concedono spazio a quelli illegali, bensì rendendo i giocatori più consapevoli ed i punti di vendita del prodotto legale di Stato più appetibili, invece che mettere il “bastone tra le ruote” alle attività commerciali ludiche. Ma la politica non vuole cedere e vuole far vedere che si interessa alla cittadinanza ponendo limiti, aumentando in modo esasperante la tassazione sugli apparecchi di gioco, estromettendoli dai territori di competenza, mettendo distanziometri ed orari di accensione diversificati. Ma non pare, poi, che queste scelte siano positive, anzi: così facendo si continua a far crescere il gioco illegale e con esso la criminalità organizzata che lo gestisce, ovviamente non pagando alcuna tassa allo Stato.

Oggi, purtroppo, con questo atteggiamento anacronistico della nostra politica il futuro del gioco è quanto mai incerto e tantissime persone rischiano di perdere il posto di lavoro. L’industria del gioco è in crisi in tutti i reparti della filiera e non si vede una soluzione rapida che possa mettere le cose apposto: una delle poche possibilità potrebbe essere rappresentata dal benedetto riordino del settore che darebbe più tranquillità e certezze agli imprenditori del settore che muoverebbero così il mercato che, purtroppo, è fermo in modo assolutamente preoccupante. D’altra parte nessuno vuole più investire nel nostro mercato che era ritenuto uno di quelli più interessanti a livello europeo e non solo: è ovvio che tutta l’incertezza anche normativa che regna attorno a questo settore non invita sicuramente gli investitori stranieri a rischiare danaro nelle nostre imprese.

E senza parlare, poi, del divieto della pubblicità ai giochi, altro impedimento che la nostra politica ha messo in campo, oltre tutto dichiarandosi assolutamente soddisfatta di tale provvedimento che sta mettendo nel disastro più totale il comparto delle apparecchiature da intrattenimento. Dunque, si può dire che la politica non vuole cambiare (anche se dovrebbe) i suoi rapporti con il mondo del gioco pubblico, particolarmente da quando è al Governo il Movimento Cinque Stelle che non sa più cosa studiare per mettere in difficoltà le attività di gioco. Gioco che, invece, vorrebbe cambiare ma che non può perché è allo stremo delle sue forze economiche e non si sente di investire ancora in un settore che è completamente a rischio ed in mano a normative che bloccano qualsiasi iniziativa di sviluppo. Ed allora? É un po’ come il gatto che si morde la coda: si continua a parlare, a disquisire ma non si conclude assolutamente mai nulla di concreto.

Però, il confronto tra settore ludico ed istituzioni è una cosa che sta diventando indispensabile per poter avere la speranza di un futuro. E da questo confronto dovrebbe uscire qualcosa di nuovo, di diverso dai soliti comportamenti che sono stati tenuti sino a questo momento: sopratutto, comportamento che dovrebbe essere coerente. Se si ricorre alle risorse del gioco pubblico, bisognerebbe anche dare modo a questo settore di non essere sempre “appeso ad un filo”, ma di potersi muovere a proprio agio sul mercato non dovendo sempre aver paura di nuove normative sempre più ostative. Dovrebbe avvenire una sorta di “miracolo” che vada a toccare la nostra politica e che cambi le sue intenzioni e la sua vecchia interpretazione del gioco pubblico: non si dovrebbe più vedere il gioco né come soltanto un bancomat al quale accedere quando se ne ha bisogno, né come un insieme di operatori “di serie B”.

Ma bisognerebbe vedere un settore che ha saputo creare tanto per il sociale, sopratutto nell’occupazione, ed anche dato tanto allo Stato ed alle casse del suo Erario: necessita proprio un cambiamento politico di rotta e da parte dell’industria del gioco, invece, si dovrebbe intraprendere un serio percorso di autoregolazione per proporre prodotti sempre più sicuri e per poter accontentare sempre più le esigenze di chi vi si rivolge. Sicuramente la tecnologia e l’innovazione sono i due elementi che possono aiutare il gioco ad essere migliore: ma possono anche aiutare il Governo a controllare meglio i “consumatori di gioco”. Quindi, l’avvento delle Awp e delle videolottery, da remoto potrebbe essere senza ombra di dubbio un passo importante per arrivare almeno alla tutela dei minori, considerando che questi apparecchi richiedono l’inserimento della tessera sanitaria per poter funzionare e da qui la rilevazione dei dati di nascita. Perché si è così in ritardo anche con questo sviluppo? Sarebbe senza dubbio positivo per tutti: ma la politica vuole davvero cambiare il suo atteggiamento nei confronti del gioco, oppure vuole continuamente perseguitarlo?

Novembre 19, 2019: •
SitoRecensioneLicenzaVisita
888 casino logo
888 Casino
20€ Gratis + 500€
legale aams
Visita
snai casino logo
Snai Casino
10€ Gratis + 1000€
legale aams
Visita
starcasinò logo
StarCasinò
125 Giri + 1000€
legale aams
Visita
netbet casino logo
Netbet Casino
10€ Gratis + 1000€
legale aams
Visita
betway casino logo
Betway Casino
5€ Gratis + 1000€
legale aams
Visita
leovegas casino logo
Leovegas Casino
225 Giri + 1000€
legale aams
Visita
eurobet casino logo
Eurobet Casino
5€ Gratis + 1000€
legale aams
Visita
betflag casino logo
Betflag Casino
30€ Gratis + 1.000€
legale aams
Visita
casino.com logo
Casino.com
10€ Gratis + 500€
legale aams
Visita
unibet casino logo
Unibet Casino
100% Fino a 300€
legale aams
Visita
voglia di vincere casino logo
Voglia di Vincere
100% Fino a 1000€
legale aams
Visita