Governo: Nessun occhio di riguardo verso il gioco legale

governo non considera il gioco

L’Esecutivo Giallo-Rosso durante la pandemìa ha studiato e fatto ciò che, evidentemente, riteneva più consono per il Paese: giusto o sbagliato che sia stato il suo atteggiamento e giusti o sbagliati che siano stati i tentativi di intervento per sanare la situazione economica si dovrà aspettare ancora un po’ per tentare di giudicarli. Onestamente, nonostante chi scrive queste righe non sia uno speciale estimatore di questo attuale Esecutivo “a quattro mani”, in una situazione di emergenza come quella che il nostro Paese sta passando non sarebbe stato facile per alcuno, anche per chi dice di avere tanta esperienza politica ed imprenditoriale, prendere decisioni nell’immediatezza di eventi che hanno trascinato tante famiglie nel dolore e nella consapevolezza di non avere armi sufficienti per combattere un nemico invisibile, pericoloso e incontrollabile. Sino a questo punto l’italico popolo è arrivato, obbedendo nella stragrande maggioranza dei casi ai suggerimenti del Governo e la “fase 2” si sta svolgendo tra timori, responsabilità e tanta voglia di “ricominciare a vivere” sia a livello personale che per le diverse attività.

Tutte stanno ricominciando o pensando di ricominciare: le remore sono tante, i protocolli impegnativi, la liquidità manca e sicuramente i mercati non lasciano intravedere un rientro facile delle diverse attività. Tutta l’Europa, e non solo, è stata coinvolta in questa pandemìa e nei risultati tragici che ha portato con sé. Però, è evidente che ci si voglia rimboccare le maniche e riaprire con la voglia di restare a galla e nuotare con tanta forza. Obbiettivamente, vorrebbe farlo anche il mondo del gioco e dei migliori siti casino italiani, ma gli viene impedito perché, ancora una volta, il Governo per quel che riguarda questo settore sembra non voler mai prendere decisioni ufficiali: quando si parla del “suo” gioco pubblico, seppure sia una “Riserva di Stato”, non viene assistito come si dovrebbe. Anzi, quasi i vari Esecutivi vogliono evitare di affrontare decisioni che riguardano la filiera del gioco, evitando persino di interessarsi della problematica dei suoi lavoratori che, tra diretti e quelli dell’indotto, sono sempre stati un numero assolutamente rilevante.

Nonostante i numeri che il gioco, nel tempo, è riuscito a dimostrare eccoci ancora una volta davanti alla non decisione dello Stato ed alla palla che è stata gettata più avanti, per la riapertura: dopo la metà di giugno senza volersi neppure confrontare con il settore. Il futuro di tante imprese e di tantissimi lavoratori rimane fermo ad un punto che l’Esecutivo non vuole sorpassare, anzi che non sceglie di sorpassare tirandosi dietro, purtroppo, tutte le altre conseguenze che i cittadini ed il territorio andranno ad incontrare a livello di ordine pubblico e di sicurezza. Il gioco legale è bloccato da due mesi ed il gioco illegale, invece, prospera e non poco anche durante il lockdown, figuriamoci ora che tutto riapre, le persone ricominciano a girare ed anche la voglia di divertirsi, magari giocando: ma se il gioco pubblico non c’è, dove andranno a giocare anche coloro che sono sempre stati dalla parte della legalità?

D’altra parte è comprensibile che dopo una lunga “detenzione domiciliare” si voglia dare spazio al divertimento, sempre con attenzione, in modo ancora guardingo ed anche con un po’ di timore. E se dovessero “saltare” le imprese di gioco che rappresentano, almeno sino ad oggi, il baluardo della legalità sul territorio, cosa che il settore ludico ha fatto per tantissimi anni? Si concretizzerebbero nuove e sconfinate praterie a disposizione dell’illegalità del gioco che come tutti sanno, ma che pare l’Esecutivo si rifiuti di ricordare, viene gestita egregiamente dalla criminalità organizzata. Sembra davvero impossibile che proprio lo stesso Esecutivo che dovrebbe proteggere il Paese da tutta l’illegalità, oggi non riesca a buttare “l’occhio” al di là del suo rapporto con il mondo del gioco, diventato evidentemente inconsistente, e rendersi conto delle difficoltà che farebbe vivere a tutti i cittadini qualora il gioco legale sparisse.

Ma se lo Stato centrale non riesce a fare questo, e non si capacita dell’importanza della strategia del gioco pubblico sul territorio, perché almeno non ascolta il parere del Capo della Polizia Gabrielli? Quest’ultimo, senza mezzi termini, ha dichiarato che la chiusura delle sale da giochi, delle agenzie delle scommesse e la mancata presenza degli altri giochi gestiti dai Monopoli, potrebbe spingere i giocatori verso il gioco illegale, con tutte le conseguenze del caso e lo Stato si renderebbe responsabile della “ripresa di possesso” del mercato del gioco e delle scommesse sportive da parte delle organizzazioni criminali. La rinascita di questa parte dell’illegalità, che predilige il gioco d’azzardo per i suoi affari, si era già riaffacciata sul mercato addirittura pre-Coronavirus, figuriamoci oggi dopo sessanta giorni di lockdown: sostituire il gioco pubblico non è stata poi una impresa così complicata, poiché erano così tante le problematiche che già prima dell’emergenza sanitaria avevano costretto tante imprese lecite a chiudere.

Ora, dopo la blindatura delle attività vi sarà ancora più spazio libero per inserirsi: e poi le aziende che potranno riaprire, quando sarà, non avranno sicuramente liquidità, né arriverà indubbiamente da risorse messe a disposizione dallo Stato. Quindi, sarà veramente “un gioco” per l’illegalità sostenere con danaro contante quelle imprese che ne avranno bisogno e che dovranno ricorrere all’usura illegale per poter mantenere in piedi le proprie attività e continuare a pagare i propri dipendenti. É da non credere, ma accadrà questo. Chissà se non si accorgerà neppure di questo il nostro Esecutivo. Come non si sarà accorto che l’illegalità è in grado di organizzare persino eventi clandestini sui quali organizzare scommesse illegali, con questo sostituendo un comparto (che dovrebbe essere invece legale ed aperto al pubblico) che dovrebbe far capo esclusivamente allo Stato centrale. Intanto, tutte le attività ludiche continuano ad essere chiuse e chissà sino a quando, continuano a perdere danaro, ed a perdersi come punti di gioco legali. Si fa in questo modo un percorso al contrario: quindici anni fa è stato creato il gioco legale per eliminare il gioco illecito ed oggi il gioco illecito si riprende il suo posto ed elimina il gioco pubblico, e quindi lecito. Bene così?

Giugno 6, 2020: •
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