Gli aumenti delle tasse sul gioco fanno rumore

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Non si comprende se ormai il mondo del gioco, ed anche quello dei siti migliori di casino online, sia rassegnato oppure se questo ostinato silenzio da parte del Governo centrale non ottenga esattamente l’effetto contrario: il gioco pubblico è stato ancora una volta ferito ed ancora una volta ne vuole uscire più forte particolarmente dopo aver visto che era stato deciso un aumento del Preu al 23% che poi, successivamente, è passato al 23,85% senza alcun confronto con gli operatori del settore. Inconcepibile per qualsiasi altro settore, ma non per il gioco: per il settore ludico è tutto concesso, qualsiasi aumento, qualsiasi percentuale, ogni e qualsiasi provvedimento. D’altra parte, dopo il famigerato Decreto Dignità, cosa ci si doveva aspettare dalla Manovra 2020? Non esiste più alcun ritegno e l’Esecutivo Giallo-Rosso non si preoccupa neppure di salvare le apparenze: pensa, decide e mette in atto qualsiasi cosa gli venga in mente. Sembra che l’industria del gioco sia “trasparente” che non sia composta da decine di migliaia di piccole e medie imprese e che non vi siano 150mila dipendenti che vorrebbero vedere uno spiraglio nel loro futuro.

Tutto ciò, secondo la parte Gialla del nostro Esecutivo, non esiste: il gioco pubblico, e le imprese che lo compongono non sono degni di essere ascoltati, di presentare le loro esigenze e le loro paure commerciali, di avere la possibilità di difendere il lavoro dei propri dipendenti. Evidentemente, il mondo del gioco è tutto etereo ed impalpabile, insomma una cosa con la quale non ci si può confrontare. Ma che diventa immediatamente reale quando, invece, si mettono le mani nelle “tasche del gioco” per raccattare quattrini per la quadratura dei conti dello Stato: allora sì, il gioco pubblico è un settore che si tocca, è vero, sopratutto rende, anche se è immorale! Quanta incongruenza, falsità ed ipocrisia esiste. Nessun settore è stato mai trattato in questo modo, neppure gli Istituti di Credito che in alcuni casi hanno persino truffato i propri clienti: loro vengono ascoltati quando vanno in crisi e vengono pure aiutati dallo Stato e senza tante remore!

Eppure il settore dei giochi ha una voce ed una presenza ben forte, è rappresentata da circa 150mila lavoratori che non sono stati ascoltati: non solo, ne sono state peggiorate le condizioni con l’ultimo aumento della tassazione e senza neppure un confronto considerato che oggi la nostra politica “è in altre faccende affaccendata”. Evidentemente, non ha importanza che i nuovi interventi governativi non facciano altro che favorire la rinascita del gioco illegale che si combatte da 20 anni e che il gioco pubblico, con la sua legalità e la sua professionalità e la sua tutela dei giocatori, era riuscito a soppiantare. L’illegalità, a sua volta purtroppo, sta soppiantando la legalità mentre i giocatori continuano a giocare inevitabilmente: se non lo possono fare nei luoghi leciti perché sono costretti a chiudere, lo fanno in altri punti che legali non sono. E ciò non va bene né per gli utenti, né tanto meno per il territorio che si riempirà di imprese illecite gestite dalla criminalità organizzata che sicuramente di scrupoli verso i consumatori non ne ha.

Così, tutte le strade lecite risultano chiuse e si lascia un “patrimonio di giocatori” in mano all’illegalità: e che non si dica che gli interventi governativi vengono fatti per tutelare società e territorio perché è esattamente il contrario. Ma quello che sconcerta è che tutto questo è sicuramente a conoscenza dell’Esecutivo Giallo-Rosso, che però in ogni caso tira diritto, seguendo la sua falsa morale ed il suo perbenismo assolutamente fasulli che svaniscono appena ci si rende conto che degli introiti del gioco non si riesce proprio a farne a meno. Ma, siccome “il diavolo fa le pentole, ma non i coperchi” lo stesso Esecutivo si accorgerà che, con l’ultimo aumento imposto al gioco, non potrà fare conto sulle entrate che si era preventivato di avere, poiché il gioco è già arrivato da tempo a raschiare il fondo del barile: dopo di quello non rimane altro da recuperare e di questo lo Stato se ne renderà presto conto.

E meno male che questo Esecutivo sembrava volersi schierare con la nuova e giovane imprenditoria: ma, forse, per quella che si occupa di qualsivoglia settore tranne che del gioco. Quelle imprese non fanno parte, evidentemente, del mercato che contribuisce a sostenere il nostro Paese nonostante i suoi fatturati, i lavoratori impegnati e le tasse che vengono pagate. Quindi, ci si trova ancora una volta davanti ad un Esecutivo che non ascolta le richieste della categoria dei giochi, mentre quelle del settore della plastica, o dello zucchero o delle bibite gassate vengono ascoltate ed, anzi, ci si scusa persino di aver pensato di mettere una tassa su quei settori! Per il gioco pubblico, invece, la tassazione aumenta senza confronto e senza discutere: in pratica un dicktat e neppure leggero, considerate le percentuali di aumento e quella finale che risulta essere quella più “cara d’Europa”. Forse, ascoltare e confrontarsi con la realtà del gioco era senza dubbio meglio: e farlo quando il gioco lo aveva richiesto per evitare questo stillicidio di chiusure di piccole e medie imprese.

É certo che ci vorrebbe, almeno, un poco di buon senso: aumentare il Preu ed abbassare la percentuale delle vincite. Ma gli apparecchi non potranno essere pronti prima di due mesi e mezzo e bisognerebbe cambiare il parco macchine in un comparto dove alcuni devono ancora finire di effettuare “il cambio precedente” (recentissimo): quindi? Sembra quasi un piano strategico per mettere il settore in ginocchio: e poi ad abundantiam si emette un bando che diminuisce il parco “macchinette slot machine” ed aumenta il costo dei diritti. Questo significherebbe aiutare e dare spazio alle piccole imprese? No! Significa proprio il contrario, vuol dire distruggere, poiché se qualche temerario dovesse partecipare a questo bando dovrebbe investire e poi, magari, sentirsi rispondere dall’Amministrazione comunale che “quegli apparecchi non si possono accendere”. Ma chi si vuole prendere in giro? Non si comprendere questo profondo accanimento nei confronti del segmento delle apparecchiature da intrattenimento.

Gennaio 12, 2020: •
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