Gioco: Non c’è nulla per cui brindare

gioco non spicca il volo

La filiera vinicola italiana ha il suo “momento di gloria”, ormai si sa, in Vinitaly che ogni anno porta a conoscenza dell’opinione pubblica questo fiore all’occhiello del nostro Paese dove si racchiudono passione, economia e prospettive di crescita particolarmente in relazione alle esportazioni, mezzo che ha fatto conoscere questa parte della nostra economia al resto del Pianeta. Quindi, forse anche giusto che a questo evento vi sia stata la passerella delle nostre istituzioni: dal Ministro dell’Agricoltura, chiaramente coinvolto in primo piano, il Premier Conte, il vice premier Salvini, Luigi Di Maio, il Governatore del Veneto. Notata anche la presenza del Presidente del Senato e del Presidente del Parlamento Europeo. Tutte queste personalità riunite, stranamente d’accordo, si sono esibite in brindisi pubblici che hanno così evidenziato un’eccellenza del nostro Paese: e mai come in questo momento appare giusto questo intervento istituzionale che riguarda le prospettive economiche di questo comparto visto il pessimo andamento della nostra economia e delle criticità che sono state riscontrate a livello europeo nei nostri bilanci.

Sino a qui tutto lineare seppur non sia stato fatto un benché minimo accenno ai rischi legati all’abuso degli alcolici che rappresentano un enorme problema non solo nel nostro Paese, ma a livello mondiale. Nessuno, però, si permetterebbe mai di sottolineare alle varie rappresentanze istituzionali che il vino, o l’alcol in generale, può avere anche effetti negativi sulla salute delle persone: ovviamente, solo in caso di uso eccessivo e fuori controllo. Ma questo cosa c’entra con il mondo del gioco d’azzardo italico? Forse nulla, ma questo confronto fra il settore dell’alcol e del gioco vale la pena di essere sottolineato: perché nel gioco, come per il vino, un consumo regolare non provoca alcun effetto negativo. Anzi, forse è dimostrato che anche il gioco, come il buon vino, può dare un benessere fisico all’individuo per via della componente ludica che risulta essere presente anche di fronte alla vincita in danaro. Chissà perché nei confronti del gioco vengono ad applicarsi criteri morali decisamente diversi rispetto a quelli che si riservano agli alcolici.

Nel mondo ludico, compreso il mondo dei casino online, vietato parlare di economia, produttività, occupazione perché lo stesso gioco deve essere considerato, forzatamente, “anti-economico”: questo è il pensiero dei perbenisti e dei detrattori. Ed anche, ancora più assurdo, vietato esaltare le risorse che finiscono nelle casse dell’Erario e che provengono dal settore ludico perché danaro (a dire dell’attuale Esecutivo Giallo-Verde) proveniente ed incassato sulla “pelle delle persone”. Per aggiungere poi “dispregio ad altro dispregio”, non si tiene conto neppure dei risultati rivelati dall’Osservatorio Europeo delle Droghe e delle Tossicodipendenze: esistono più adolescenti europei che hanno abusato di alcol, od hanno fumato tabacco od altro, piuttosto di giovani che si sono relazionati con il gioco d’azzardo. L’Italia, purtroppo, con i suoi adolescenti nell’ultimo anno si posiziona ai vertici delle classifiche per il consumo di alcol e fumo, con annessi e connessi, ma che si attesta soltanto all’ottavo posto per quello che riguarda il gioco d’azzardo.

Quindi, ciò che sbalordisce è come possa essere il gioco in testa ad ogni provvedimento proibizionistico, mentre l’alcol, al primo posto di questa particolare “classifica” viene ignorato ancora oggi in modo sistematico. L’alcol non è problematico: il gioco d’azzardo sì, e va conseguentemente “proibito”. Mentre il Governo continua ad adottare restrizioni sempre più “impegnative” nei confronti del gioco, ne vieta la pubblicità, aumenta in modo scriteriato la sua tassazione promettendo in tutte le Regioni della nostra Penisola battaglia contro il settore dei giochi, i ministri che rappresentano il nostro Governo a Vinitaly, che pure si rispetta ed ammira, brindano all’altro motore dell’economia nazionale, l’alcol, mettendo chiaramente in pratica “due pesi e due misure” il che però non è una novità e non dovrebbe più stupire. Ora però, tra un brindisi e l’altro, i nostri ministri dovranno anche occuparsi nuovamente dei conti pubblici: il Documento di Economia e Finanza sta aspettando di avere contorni ben delineati e chiari.

Anche se il Governo continua a ribadire che non vi saranno manovra correttive di alcun tipo, nell’ultimo incontro avvenuto qualche giorno fa tra Giovanni Tria, Ministro dell’Economia, ed i Commissari Ue Moscovici e Dombrovskis si è riparlato di allarme per la congiuntura italiana, facendo purtroppo riferimento ad un eventuale aumento dell’IVA e delle accise, previsto dalla clausola di salvaguardia che ci trasciniamo dietro da qualche anno! Probabilmente, per questo si prevedono “tempi di tempesta” nel quale “scorrazzeranno” vertici tecnici e politici per valutare le ultime decisioni su misure da effettuare: vertici sui quali peseranno i dati che si attendono dall’ISTAT. Uno scenario certo non radioso per il Paese, ma anche per il gioco pubblico che ormai è abituato da anni, di Governo in Governo, da legislatura in legislatura, ad essere utilizzato come bancomat di Stato di fronte alle necessità di “fare cassa”. Questa volta, però, sembra proprio non vi siano margini per ulteriori interventi a livello di tassazione almeno non prima di aver riformato e riordinato il settore ludico.

Ma è un copione, ormai, che il mondo del gioco è abituato, purtroppo, a vedere girare attorno a sé: problematiche di bilancio? Il settore ludico è lì che aspetta una ulteriore tassazione per far fronte alle mancanze di Stato. Altrimenti che bancomat sarebbe! Ma chi ha buona memoria ricorderà come in passato si sia ipotizzato, sommessamente, aumenti di tassazione sugli alcolici, che poi sono stati sistematicamente accantonati e questo “cambio di marcia” è stato “pagato” proprio dal gioco pubblico, e dalle scommesse sportive online. che si è ritrovato con altri rincari, sobbarcandosi anche quelli che erano stati programmati per altri settori. Uno sguardo altresì all’attuazione delle scelte economiche dell’attuale Esecutivo: la percentuale è del 18,5%, con un piccolo balzo di poco più di sette punti rispetto al monitoraggio precedente del mese di febbraio dove la percentuale si attestava all’11,2%. A mancare all’appello nelle scelte dell’esecutivo è il riordino del settore dei giochi di cui non si sente minimamente parlare e per questo non c’è proprio nulla per cui brindare. Vinitaly permettendo, ovviamente.

Aprile 16, 2019: •
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