Gioco d’azzardo: Si attendono risposte dal Governo Draghi

governo italiano draghi deve dare risposte al gioco azzardo

Mario Draghi dovrà inevitabilmente trovare una sua formula magica da affiancare alla “bacchetta” che la maggior parte della popolazione presuppone lui detenga, seppur ben nascosta agli occhi dei mortali cittadini, per usufruire di un insieme di persone che possano aiutarlo nell’impresa forse più importante della sua carriera: la missione “Salva Italia”, seppur apparentemente impossibile potrebbe riuscire considerando che Draghi è riuscito come “uomo del Presidente della Repubblica” ad ottenere sostegno dalla maggior parte dei partiti, persino “dall’opposizione”, quindi dalla Lega e da Forza Italia, ma con esclusione di Fratelli d’Italia in persona di Giorgia Meloni che non appoggerà il nuovo Governo ma non si opporrà alla presentazione di “progetti studiati nell’interesse del Paese”. Questo è il quadro che si è delineato e che pur lasciando in fibrillazione gli addetti ai lavori porterà in breve tempo alla messa in opera del nuovo Esecutivo tecnico-politico che avrà il compito di tentare di accompagnare in acque tranquille il nostro Paese, i cittadini e le imprese.

Sicuramente la prima impresa impossibile per Draghi sarà veramente quella di trovare un “tocco magico” per tenere insieme queste forze politiche così distanti e litigiose tra loro dimostrando da subito l’abilità di mediazione che lo ha fatto così tanto considerare anche a livello internazionale. E questa senz’altro è la prima prova dove mostrerà quelle doti che tanti gli riconoscono e che in questo caso dovranno esprimersi al massimo per riuscire a partire nella seconda e più complessa “impresa impossibile Salva Italia” nella quale sfodererà tutte le sue potenzialità. Del resto i problemi del Paese sono tantissimi e tutti importanti ed urgenti: oltre tutto anche le priorità cominciano ad essere numerose e prima tra tutte indiscutibilmente il piano di utilizzo del Recovery Fund che pare cosa che richiama una particolare attenzione, sagacia, esperienza e mente aperta per progetti realizzabili e concretamente utili per la rinascita di tutta l’economia. Senza dimenticarsi dell’attualità della comparsa delle varianti del virus .

In effetti, varianti che cominciano a manifestarsi in punti diversi dell’italico territorio, e che inevitabilmente mettono in discussione la copertura del vaccino che si sta somministrando sicuramente tra incertezze e poca organizzazione. Ormai, sono passate le prime due settimane di febbraio e la data del 6 marzo segnala il momento topico che potrebbe accostarsi ad una riapertura di tante attività: ovviamente, si spera che si possano comprendere anche quelle del gioco pubblico e casino migliori, ma tale “nuovo inizio commerciale” parrebbe accompagnato dal timore di un riacutizzarsi dei contagi ed in attesa delle eventuali nuove decisioni che “qualcuno” dovrà prendere per non complicare ancor di più la situazione sanitaria che non lascia per nulla tranquilli. Ma è evidente che il settore ludico stia guardando con speranza verso quella data nella quale si aspetta qualche risposta relativa al suo futuro: soltanto che ad oggi non si sa chi dovrà dare questa risposta tanto attesa e di vitale importanza.

I tempi sono più che stretti prima di questa “fatidica data” e tante, tantissime le decisioni da intraprendere: l’industria italica, tutta senza esclusione di un qualsivoglia settore, aspetta davvero risposte anche se il nuovo Governo non è ancora “operativo”, né nel pieno delle sue funzioni. Ma la velocità con la quale Draghi è riuscito a formulare la composizione del “suo” Esecutivo è sintomatica della necessità improcrastinabile di prendere decisioni per il bene del Paese e l’ha portata a compimento nel limite delle sue umane possibilità anche se è senz’altro un “fenomeno”. Una matassa così ingarbugliata composta da importanti decisioni che trovarne il bandolo non sarà un’impresa semplice e ci vorrà veramente tanto impegno da parte di tutti: di coloro che lasciano e di coloro che andranno ad assumere nuove cariche o di coloro che sono stati riconfermati nei loro incarichi poiché hanno svolto al meglio il proprio lavoro seppur nell’Esecutivo precedente che non ha avuto vita sicuramente scorrevole, ma spesso ridondante di discussioni anche accanite su pareri a volte addirittura contrastanti.

Mentre la risposta che l’industria del Paese aspetta è quella di sentirsi protetta, sorretta, aiutata e tutto questo richiede trasparenza, risorse ben distribuite, progetti per il futuro: più facile senz’altro a dirsi che a farsi. Ma sicuramente prima di muoversi bisogna avere le idee chiare da svilupparsi in pochissimo tempo, ma con un raggio d’azione più che ampio respiro. Il settore ludico si mette, quindi, in attesa di essere preso in considerazione, di essere supportato in modo realistico e non come è successo durante lo scorso anno dove è stato palesemente “dimenticato” nei provvedimenti dei vari Dpcm che riguardavano l’organizzazione ed il sostegno di tanti settori, forse addirittura più a rischio di quello ludico. Ma ormai serve a ben poco pensare al passato che purtroppo però ha creato per questo settore pubblico danni ingenti: invece, serve guardare al futuro ed a questo nuovo Governo consentendogli però del tempo per intervenire perché come si suol dire “anche per fare i miracoli, bisogna attrezzarsi” e tutto non può accadere per caso o per fortuna, anche trattandosi di gioco.

Quello che risulta predominante, nella speranza, è la revisione della valutazione sulla “non essenzialità delle attività di gioco” e sull’attribuzione alle stesse di essere imprese a rischio medio/alto: cose entrambe che ogni giorno di più sembrano sempre meno giustificabili. Questo, ovviamente, di fronte alla riapertura di tante altre attività che sulla carta sembrano più pericolose per la salute o per il distanziamento sociale di quelle del gioco d’azzardo. Tutto dipenderà da cosa vorrà essere Mario Draghi per il Paese: “Uno, nessuno, centomila” e quindi tradurre davvero in “fare” quello che la gente si aspetta dopo aver passato un anno tragico da un punto di vista pratico, finanziario e psicologico ed un Esecutivo alquanto deludente e per nulla rassicurante. Servirà appunto sapere come si considera l’ex Governatore della BCE, ma sopratutto quello che la gente percepirà ed, infine, ciò che praticamente si farà per aprire il sipario su di un futuro che tutti vorrebbero in ripresa, con la rinascita di tutta la nostra potenza economica. E forse un vago richiamo a Pirandello non basterà: ci vorranno fatti.

Febbraio 26, 2021: •
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