Gioco d’azzardo: Più consapevolezza e responsabilità

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Chissà se continuando a ripetere, quasi come una sorta di mantra, che per affrontare il gioco d’azzardo, ed anche i migliori casino online, necessita responsabilità e consapevolezza si arriverà all’obbiettivo di avere finalmente un gioco sano, divertente e sostenibile. Questo discorso viene portato avanti ormai da tanto ed è ricorrente in qualsiasi evento che coinvolga le imprese di gioco, gli addetti ai lavori ed i Regolatori che stanno cercando di studiare e mettere in campo norme e strategie per evitare che l’intrattenimento subisca una particolare metamorfosi e si trasformi in derive pericolose. Quindi, bisognerebbe guardare con attenzione quello che è accaduto a Bruxelles in “Responsability in gaming” che vedeva presenti i vari interpreti ed i protagonisti del mondo del gioco d’azzardo ai quali è caro questo preciso concetto di responsabilità e consapevolezza: e ciò non tocca ovviamente solo il nostro Paese, ma tutti gli Stati europei che si stanno occupando di questo particolare e delicato mercato.

L’obbiettivo di questo evento ospitato a Bruxelles è stato lo scambio e la condivisione di esperienze e conoscenze relative al gioco problematico, indubbiamente croce del settore: come il rendersi conto la sua crescita e gli effetti che si sono osservati nella psicologia delle persone che sono state coinvolte, purtroppo e loro malgrado, nel disturbo da gioco d’azzardo, cercando di “usare” queste esperienze per studiare nuove strategie che possano contrastare queste devianze in modo reale e non con strumenti che, con il tempo, si sono rivelati assolutamente inutili. Qui si vuole sottolineare, per esempio, quanto i cosiddetti “distanziometri” ed anche le fasce orarie di accensione degli apparecchi di gioco in essere nel nostro Paese siano stati dichiarati da Istituti di Ricerca di alta professionalità alquanto inutili per quanto riguarda il contrasto al gioco problematico, mentre hanno avuto un effetto assolutamente nefasto e devastante per quanto riguarda l’economia del settore ludico.

“Responsability in gaming” dovrebbe aiutare a conoscere quali possono essere le novità e le caratteristiche principali per arrivare al concetto della responsabilità e della consapevolezza quando ci si avvicina al gioco d’azzardo, in modo particolare per coloro che si affacciano per la prima volta a questo intrattenimento. Ovviamente, questo argomento suscita ovunque una particolare attenzione da parte dei Regolatori, ma anche di chi opera nel settore del gioco: vi sono state tanti incontri, con la presenza di studiosi e di esperti, che vogliono condividere tra loro le informazioni che vengono raccolte sul gioco problematico ed il gioco responsabile e consapevole. É evidente che questi scambi possono servire per mettere in pratica concretamente le strategie che derivano dalle esperienze vissute e, sopratutto, possono far nascere misure concrete e realistiche che gli operatori, poi, possono applicare nel loro vissuto quotidiano. Ma quali sono stati gli argomenti che l’evento di “Responsability in gaming” ha messo in luce? E, sopratutto, davvero cosa possono fare i protagonisti del gioco per cercare di attuare una politica di gioco responsabile?

Se si guarda questa manifestazione dall’esterno si può percepire che gli interventi per arrivare all’obbiettivo del gioco responsabile si basano sulla prevenzione proiettata verso i giovani e nei confronti dei soggetti più sensibili e vulnerabili. Ma anche che i regolatori a livello planetario sono arrivati a considerare il gioco responsabile come una priorità assoluta da mettere in campo subito e con strategie particolarmente mirate. Nell’arco dello svilupparsi di questo evento si è constatato anche che viene attribuito grande interesse all’intelligenza artificiale, cosa che appare una questione primaria percepita dai Regolatori, ma anche dai dirigenti di alto livello dell’industria del gioco, principalmente a livello europeo. Verrà naturalmente anche discusso relativamente alla normativa italiana sul gioco responsabile che, un tempo, era ritenuta di esempio per gli altri Paesi: bisognerà vedere se con gli ultimi provvedimenti (divieto della pubblicità ai giochi) questo “credito” risulterà invariato, ma ovviamente se ne discuterà a lungo e saranno gli stessi partecipanti a “decretare” il posto che la normativa italiana potrà conquistarsi nell’interesse degli altri Paesi.

Un altro obbiettivo primario dell’evento di Bruxelles è, senza ombra di dubbio, lo scambio delle conoscenze e delle strategie: in pratica, valutare su come tutte le parti che si interessano al gioco responsabile possano lavorare insieme. I protagonisti di questo percorso sono naturalmente in primis i Regolatori, poi l’industria, tutti i giocatori ed anche gli istituti di ricerca che si occupano della dipendenza da gioco d’azzardo. Sicuramente, sono tanti i soggetti che vengono coinvolti, ma lo scopo dell’evento è esattamente quello di cercare di rendere possibile questa “comunione di intenti” per arrivare allo scopo del gioco responsabile che coinvolge tutti gli Stati. Non si può evitare di pensare che il fenomeno del gioco abbia avuto sviluppo ovunque e che, di conseguenza, si debba studiare su qualsiasi territorio il metodo migliore per arrivare ad avere consapevolezza e responsabilità quando si gioca (e ci si vuole divertire).

Quello che emerge sicuramente è che la strategia che non si dovrebbe assolutamente usare per evitare il disturbo da gioco d’azzardo è la proibizione, il divieto: per questo lo studio della normativa italiana che è stata emessa di recente dal nostro Regolatore sarà guardata “con una particolare lente di ingrandimento” poiché, senza dubbio, ha creato parecchie perplessità sia per la sua messa in campo (anche se è già da un anno che se ne discute), sia anche per la negatività sui risvolti economici del settore ludico che tale divieto ha potuto provocare. In ogni caso, almeno questo è soltanto il parere di chi scrive, un Paese democratico non avrebbe mai dovuto emettere un simile provvedimento proibizionistico, cosa che si è ampiamente dichiarata ancor prima di questo evento e di queste righe. É evidente che un simile decreto non significa regolamentare il gioco, né tanto meno promuovere il gioco responsabile e consapevole: proibire, così come è stato fatto in Italia, significa l’esatto contrario, cioè aver deciso proprio di non regolamentare, vietando completamente la pubblicità e non introducendo una precisa e specifica normativa. Questa scelta operata dall’italico Governo è stato sicuramente un errore: e questo, invece, non è soltanto il parere di chi scrive.

Novembre 13, 2019: •
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