Gioco D’azzardo: Lo Stato sarà contento delle entrate generate

entrate dello stato per il gioco

La cifra di 1,034 miliardi di euro, importo che lo Stato andrà a raccogliere dal decimo aumento inflitto al mondo dei giochi, casino online italiani legali compresi, a mezzo della Manovra 2020, è senza dubbio ragguardevole ed è, quindi, fin troppo evidente che lo Stato ne sia soddisfatto. Non ha sicuramente importanza che a seguito di tale imposizione andranno a chiudere migliaia di imprese che si occupano del business del gioco lecito: è essenziale far quadrare il bilancio e le spese statali, il resto sono effetti collaterali di cui l’Esecutivo Giallo-Rosso è bene a conoscenza, ma che fa finta di non sapere. O forse dichiarerà anche ufficialmente di saperlo, ma dirà anche che si ritiene che il gioco potrà far fronte anche a quest’ultimo passaggio: ciò poiché (secondo lo Stato) si gioca sempre di più e con interesse sempre maggiore: e questa sarà, probabilmente, la motivazione che metterà al sicuro i nostri politici da eventuali critiche che non tarderanno ad arrivare da parte degli operatori e che faranno seguito a quelle già messe in campo e con voce stentorea.

Ma, “in barba” a tutte le varie opposizioni che il settore ludico ha messo in campo per far comprendere quanto questi ultimi aumenti sul Preu possano risultare dannosi a tutta l’industria del gioco, l’Esecutivo esterna la sua soddisfazione per il “raccolto presente e futuro sul gioco, sino al 2022”. Non bisogna dimenticare che sono previste anche le procedure di gara per le concessioni per le apparecchiature da intrattenimento e per il gioco a distanza ed, anche, che sono previsti versamenti “una tantum”, cosa questa che porterà importi ragguardevoli alle casse dell’Erario. Per quanto poi riguarda gli introiti extra-tributi bisogna tenere presente che la Guardia di Finanza sta mettendo in atto numerosi controlli, anche a livello ultra-nazionale per quanto riguarda frodi tributarie in materia di IVA e nel settore doganale, quindi l’evasione fiscale e l’economia sommersa, ma le Forze dell’Ordine sono molto attente anche alle violazioni delle norme del gioco pubblico in relazione alle quali vengono emesse sanzioni “importanti” che andranno a riversarsi sempre nelle casse dell’Erario.

E tutto questo non vi è dubbio che farà piacere al bilancio statale, ma la tassazione aggiunta proprio con la Manovra 2020 non farà sicuramente piacere all’industria del gioco che non sa proprio più come sottolineare che la percentuale delle tasse è arrivata ad un punto insostenibile: quindi, Erario soddisfatto senza dubbio ma il settore ludico cade a pezzi, mettendo veramente a rischio migliaia di imprese. Un dato positivo, se così si può dire, è rappresentata da una nota integrativa inserita dal Ministero della Salute nei documenti che accompagnano i conti dello Stato: obbiettivi importanti relativi alla prevenzione ed al trattamento del disturbo da gioco d’azzardo. Senza dubbio interventi di pregio e che certo il settore si aspettava, ma che non vanno sicuramente ad “accontentare” i protagonisti del gioco che vorrebbero più attenzione per il comparto e per coloro che vengono coinvolti, purtroppo, dalle derive che discendono dall’abuso del gioco e quando quest’ultimo non viene approcciato con responsabilità.

In tutta questa confusione settoriale, creata dagli ultimi movimenti finanziari dell’Esecutivo, due importanti associazioni che curano gli interessi delle imprese del gioco si stanno allarmando e non poco: si tratta di Sapar e di As.Tro che da sempre seguono molto da vicino le vicissitudini del mondo ludico e dei rispettivi assistiti. Non vi è dubbio che c’è tanta paura per le piccole e media imprese che compongono questo sistema gioco così preso di mira: in principal modo le due strutture si preoccupano che questo “dissesto” del settore lecito non vada ad incentivare l’avvicinamento dei giocatori ai punti di gioco illegali che stanno facendo “affari d’oro” al posto della legalità che sembra non trovare più spazio sul territorio. E questo, oltre che creare instabilità nel gioco pubblico, creerà anche problemi al territorio visto che il gioco illegale trascina con sé anche altre attività che non sono sicuramente tranquille: prima di tutte quelle dell’usura alla quale i giocatori problematici sono soliti ricorrere per “soddisfare” le proprie esigenze compulsive.

Sin troppo evidente che tale situazione di disagio del settore sia un problema importante e, quindi, è giusto che le due associazioni si stiano dando da fare per vedere se vi sia anche una seppur minima possibilità che l’Esecutivo possa fare un passo indietro relativamente all’ultimo aumento od almeno, come ultima ratio, che almeno provveda veramente al riordino del gioco, nel suo complesso, in modo che gli operatori in virtù di questa riforma possano riuscire a vedere qualche soluzione ai loro problemi, possano fare dei programmi e studiare qualcosa di concreto per il futuro. Non vi è dubbio che il riordino risolverebbe la “questione territoriale” che sta tenendo in stand-by il mercato del gioco già da tanto tempo. D’altra parte, non si può evitare di pensare che quel poco che rimane di utile per le imprese di gioco deve essere destinato a pagare le tasse ordinarie come fanno tutte le altre imprese come Irpef, Irap, Ires, la retribuzione ai dipendenti, i contributi previdenziali ed i costi di gestione.

Inevitabilmente, e facendo i “conti della spesa”, come si usa dire normalmente, rimane un importo veramente risicato per gli imprenditori, cosa che non giustifica il tenere aperte le attività commerciali ludiche e questo non può che creare instabilità. Ed è esattamente questo che fa preoccupare le due associazioni, insieme ad un’altra considerazione che lascia ancora oggi perplessi coloro che amano il gioco d’azzardo: come fa lo Stato centrale che è titolare del gioco pubblico, continuare a sostenere le varie battaglie sul campo ed anche a livello mediatico contro le “sue stesse riserve” e nel contempo continuare inopinatamente attingere al “suo pozzo” con tanta spudoratezza? É certamente il momento più cruciale che il gioco abbia mai passato negli ultimi cinque-sei anni: come si fa ad essere contenti e soddisfatti di questo “sfacelo” seppur portatore di tanti quattrini per le casse dell’Erario?

6 Gennaio, 2020: •
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