Gioco d’azzardo: In Veneto si rischia lo stop

stop gioco azzardo in veneto

Gli operatori del gioco e dei casino sul web, in territorio Veneto, si dovranno abituare ad aprire e chiudere le proprie attività “per ben tre volte al giorno”, perché così è stato deciso dalla Regione per contrastare il gioco problematico e per tutelare le fasce più deboli. Sicuramente, le braccia degli addetti ai lavori, a furia di alzare ed abbassare le saracinesche delle loro attività non avranno bisogno di “fare palestra”… diventeranno muscolose e prestanti: peccato, però, che di questa prestanza, poi non ne gioveranno sicuramente le stesse attività commerciali che vorrebbero proseguire nella serenità e che, invece, sono continuamente ostacolate da normative anacronistiche, ingiustificate ed anche un “tantino dissennate”. Infatti, le nuove misure che la Regione Veneto sta per assumere appaiono alquanto discutibili e limiterebbero e non di poco la libertà di impresa, ma anche la libertà individuale delle persone che ricercano il gioco legale. Intrattenimento lecito e divertente che, purtroppo, non trovano con le conseguenze che si possono immaginare: quelle magari di “incontrare” sul proprio cammino un punto di gioco illecito con tutte le carenze che ciò porta con sé.

Inserire nelle attività commerciali una triplice fascia oraria per il funzionamento delle Awp e delle Videolottery provocherà certo un enorme disagio per gli addetti ai lavori: questo provvedimento sul territorio Veneto appare un’altra aberrazione nell’applicazione di norme “in nome e per conto” del contrasto del gioco problematico. Obbiettivo di grande pregio in linea morale e di principio, ma che è stato riprovato non verrà raggiunto con questi strumenti che si sono rivelati poco congegnali allo scopo. Ma, invece, mezzi che stanno provocando dei veri e propri “buchi neri” nei bilanci delle attività di gioco che non riescono più a stare aperte e ad acquisire un “cassetto degno di tale nome”. Appaiono norme illogiche ed insensate che si concretizzano soltanto perché esiste un quadro normativo altrettanto illogico e confuso e che non ha preso, sopratutto, alcuno spunto dall’intesa sottoscritta nella Conferenza Unificata del 2017 e della quale si sono perse le tracce.

Continuare a “studiare” nuovi strumenti di contrasto, come le tre fasce temporali venete, non servirà assolutamente a ridurre il pericolo del disturbo da gioco d’azzardo per le categorie più sensibili. Risulterà essere solo un’imposizione assolutamente illiberale, decisa dalla “politica regionale” che va ad aggiungersi ad un quadro generale che vorrebbe regolamentare “in proprio” il gioco di Stato, mentre questo avrebbe tutto il diritto di “vivere sul territorio”, essendo in possesso di una concessione statale e proponendo un’offerta di gioco perfettamente lecita. Si sta scivolando veramente verso il “grottesco” con questi interventi da parte delle istituzioni decentralizzate che non sanno più cosa fare, o come comportarsi, per portare avanti una sorta di battaglia morale ed anacronistica contro il gioco d’azzardo, ma non rendendosi conto ancora oggi che l’obbiettivo che si raggiungerà, purtroppo, sarà quello della distruzione di un intero settore, con le sue imprese e con i suoi dipendenti.

Obbiettivamente, tale sarà la finalità di questi tre stop nelle attività di gioco sul territorio veneto, forse eviteranno la transumanza dei giocatori tra un paese e l’altro, ma nulla di più: non disincentiveranno di certo la pulsione del gioco ed andranno, forse, a rendere più omogenea la regolamentazione di quella Regione che al momento non è equamente distribuita. Andrà solo a ribadire il concetto che le istituzioni decentralizzate continuano a vedere in questi strumenti ostativi al gioco la possibilità di contrastare il gioco problematico: invece appare chiaramente che questo “triplice provvedimento”, nel modo in cui è stato messo in campo, sembra dissennato e grave, ma sopratutto incongruente in relazione alla libertà di impresa, cosa di estrema rilevanza. Chi opera nel mondo del gioco e delle scommesse ha tutte le carte in regola per poterlo fare, tenendo ben in alto la legalità che si va inevitabilmente a contrapporre con l’emersione sempre più importante di punti di gioco illegali, pronti e senza limiti di alcun genere a proporre gioco con offerte estremamente allettanti.

Purtroppo, il gioco illegale non tutela assolutamente i giocatori, in modo particolare coloro che magari si avvicinano al gioco d’azzardo per la prima volta e non hanno esperienza dei tranelli nei quali possono incorrere: chissà se la Regione Veneto ha riflettuto anche su questo quando ha emesso questo “triplice provvedimento” così particolare. Ciò che si evince, purtroppo, è che non si conosce assolutamente il sistema gioco, poiché non ci si rende conto che il settore ludico è composto da migliaia di piccole e medie imprese con i propri lavoratori ed impedendo loro di lavorare si mette l’intera economia della Regione in pericolo, considerando che il gioco è una parte predominante proprio nel sostentamento del territorio. Per fare un paragone forse anche un tantino assurdo: se la stessa persecuzione, la stessa determinazione nel limitare la libertà di impresa delle società di gioco, considerando che le stesse “possono provocare dipendenza” e che le istituzioni ritengono giusto combatterle con ogni arma possibile, che ne sarebbe se tale atteggiamento si adoperasse anche nelle altre dipendenze come il fumo o come l’alcool?

Si crede che non possa essere venuto in mente a nessuno di osteggiare quei gestori che vendono “sigarette” oppure il “bianchino o la grappa”! Eppure, anche queste si chiamano dipendenze: o no? Forse nei confronti del gioco d’azzardo il Governo centrale ha fatto discendere una sorta di “odio” che si sta trascinando in modo più sentito e serrato negli ultimi due anni. Così facendo è anche riuscito a trasmettere alle Amministrazioni questo sentimento negativo che viene percepito “in modo occulto”, ma che si traduce in pratica con tanti provvedimenti “dissennati” che stanno riuscendo a distruggere il settore pubblico del gioco consegnandolo nelle mani del gioco illegale che è lì, pronto ad accogliere quei giocatori che vogliono, comunque, intrattenersi in modo divertente con ciò che trovano a loro disposizione: ed a volte persino non si rendono conto di trovarsi “in mezzo” al gioco illegale, con i rischi che quest’ultimo può nascondere, ma che vengono ben celati con offerte allettanti e coinvolgenti.

Dicembre 3, 2019: •
SitoRecensioneLicenzaVisita
888 casino logo
888 Casino
20€ Gratis + 500€
legale aams
Visita
snai casino logo
Snai Casino
10€ Gratis + 1000€
legale aams
Visita
starcasinò logo
StarCasinò
125 Giri + 1000€
legale aams
Visita
netbet casino logo
Netbet Casino
10€ Gratis + 1000€
legale aams
Visita
betway casino logo
Betway Casino
5€ Gratis + 1000€
legale aams
Visita
leovegas casino logo
Leovegas Casino
225 Giri + 1000€
legale aams
Visita
eurobet casino logo
Eurobet Casino
5€ Gratis + 1000€
legale aams
Visita
betflag casino logo
Betflag Casino
30€ Gratis + 1.000€
legale aams
Visita
casino.com logo
Casino.com
10€ Gratis + 500€
legale aams
Visita
unibet casino logo
Unibet Casino
100% Fino a 300€
legale aams
Visita
voglia di vincere casino logo
Voglia di Vincere
100% Fino a 1000€
legale aams
Visita