Gioco d’azzardo: In questo momento scorre tutto troppo veloce

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Non vi è alcun dubbio che la vita attuale del popolo italiano, industriale e personale, offra uno scenario sempre in evoluzione: cambiamenti di strategie ed iniziative che devono forzatamente seguire lo sviluppo dell’emergenza sanitaria ed i conteggi quotidiani relativi al contagio fanno diventare l’attualità veramente difficile da seguire. Tutto cambia e si trasforma in base alla pandemìa e gli interventi devono per forza essere valutate “ad horas”. Si può sicuramente dire che questa frenetica evoluzione “non ci piace proprio”, anche perché non è portatore di cambiamenti positivi la maggior parte delle volte, bensì di notizie negative. In questa rappresentazione così mutevole si trova coinvolto anche il mondo dei giochi, compresi i casino migliori in rete, che, seppur abituato ad imprevedibili evoluzioni tecnologiche spesso positive, non riesce a seguire l’iter attuale ed a “star dietro” a così velocissimi cambiamenti che andranno a mutare per il prossimo futuro la vita di tutti ed anche quella dell’industria del gioco, dall’inizio alla fine della sua composizione.

Ecco, quindi, che le aziende del gaming si trovano coinvolte su di un palcoscenico in una rappresentazione irreale che non ha precedenti recenti: gli operatori del gioco stanno cercando di coordinare dei protocolli che possano rendere il gioco sicuro, ma che contemporaneamente saranno difficilissimi da seguire proprio per via dei continui cambiamenti che questa benedetta pandemìa ci sottopone quotidianamente e che non si riesce ancora a dominare ma soltanto a subire. Proprio per la “volubilità” della pandemìa è estremamente difficile per le aziende fronteggiare una simile situazione: sopratutto, per il mondo del gioco pubblico che è chiuso da ben più di un mese, che ha avuto gli introiti bloccati, che non riesce a raggiungere le poche risorse economiche messe a disposizione del Governo con le quali si andrebbero a tranquillizzare tutti i dipendenti. Come si sa, il gioco “muove” parecchia occupazione, sia per quanto riguarda i lavoratori diretti che per l’indotto che è cospicuo.

Anche dare semplici informazioni ai propri collaboratori risulta difficile per il gioco, proprio per la continua mutazione dello scenario del nostro Paese: prova diretta sono i molteplici decreti governativi che il Premier Conte è costretto ad emettere non certo per suo piacere, ma proprio per l’evoluzione dei contagi e per le risposte che il territorio riesce a dare. Rimane, nel frattempo, fondamentale che l’industria del gioco metta in atto nuovi modelli di lavoro per affrontare tutta l’enorme incertezza che il Coronavirus ha messo in campo, trasmettendo panico ed obbligando a cambiamenti che però dovrebbero essere coerenti a livello aziendale: e non è sicuramente un’impresa facile. Il gioco, poi, si trova a confrontarsi con il segmento “fisico” che in pratica è azzerato, quello “delle scommesse” fermo poiché i campionati sono quasi tutti sospesi: per questo, il settore deve mettere le risorse residue verso i canali digitali seppur anche qui qualche difficoltà esiste, ma indubbiamente molto meno che per il gioco terrestre.

Ma la situazione dell’italica economia è questa: tutto bloccato ed in attesa della famigerata “ripartenza” condizionata dalla continua richiamata dinamicità con la quale si muove la pandemìa: il gioco pubblico, però, non vuole farsi trovare impreparato “come e quando” avverrà la cosiddetta riapertura e si vuole focalizzare su alcuni precisi punti per sistemare il suo mondo. Per tutti gli operatori è evidente che la cosa più importante sia la salute dei propri dipendenti e ci si deve adeguare a tutte le iniziative a sostegno degli stessi e mettere in pratica le previste strategie governative. Altra necessità importante per il gioco è avere davvero la possibilità di accedere ai pochi sgravi fiscali messi a disposizione: però, il settore ludico ha sempre dei problemi quando si confronta con il Governo e, quindi, bisognerà vedere se riuscirà, almeno questa volta, ad usufruire delle facoltà che altri settori raggiungono senza problemi. In tutto questo bailamme di cambiamenti delle nostre vite, può essere che si aprano delle opportunità.

Nel gioco, in effetti, già si è visto lo sviluppo veloce dell’online e di tutto il portafoglio dei giochi da casinò proposto dalle piattaforme legali: oggi si trova con uno sviluppo vertiginoso ed è un’occasione da sfruttare al meglio poiché tutto il gioco cambierà, e nulla sarà come prima. Ormai questo mantra sta martellando le menti, rispecchiando l’evoluzione che accadrà nella nostra società in tutti i settori: cambieranno i sistemi di lavoro, i giorni lavorativi, gli orari, le aziende riapriranno, ma non si potrà garantire il 100% di sicurezza. Si dovrà convivere con il Coronavirus, poiché la sicurezza è garantita soltanto dalla chiusura delle società, impossibile da procrastinare. Ma bisognerà correttamente proporre una sicurezza affidabile per tutti gli operatori ed i lavoratori: d‘altra parte, questa sarà la vita del futuro e si dovrà imparare ad usare mascherina e guanti come se facessero parte dell’abbigliamento usuale, come se fossero un preciso ornamento: sgradevoli ma accessori vitali ai quale ci si dovrà abituare con “arrendevolezza” per non rendere lo scenario, già più che dinamico, in un’ulteriore emergenza pesantissima se dovesse mai ripresentarsi.

E poi, al momento, non bisogna dimenticare che questa situazione di assoluta incertezza special modo per il gioco, lo porterà a confrontarsi con l’illegalità che in questa situazione particolare farà valere il suo “potere economico”. Tra le aziende di gioco, settore particolarmente gradito dalla criminalità, ve ne saranno tante prive di liquidità che non riesce ad arrivare come si dovrebbe da parte dello Stato: l’illegalità, invece, sarà lì pronta ad offrire ciò di cui le imprese in difficoltà hanno veramente bisogno, danaro. E quante saranno quelle che per salvare il salvabile non vi ricorreranno? Chi vorrà buttare alle ortiche il lavoro di anni e mettere sulla strada i propri dipendenti? “Non ci piace” proprio dare una risposta inevitabile: tante imprese di gioco si dimenticheranno per un momento di essere “Riserva di Stato” e saranno facile preda di iniziative illecite. D’altra parte lo Stato si sta forse ricordando davvero, in questa fase tremenda a livello economico, di avere nel suo patrimonio “riserve di Stato” che rappresentano per l’erario circa 10 miliardi di euro all’anno di introiti?

Maggio 11, 2020: •
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