Gioco d’azzardo: Fronte unito per affrontare il futuro

gioco azzardo unito per un futuro migliore

Evidentemente, il desiderio di vedere un gioco d’azzardo, compresi i casino online sicuri, tutto unito, compatto in tutti i suoi segmenti, ma anche con il gioco di tutti gli altri Paesi europei, ha messo in moto, in ICE a Londra, parecchie disquisizioni su come si potrebbe “armare” globalmente questo settore per combattere definitivamente i suoi detrattori e far cambiare la loro idea verso il settore dei giochi. Di certo, trovare una sinergia europea che raccolga tanta forza economica, tanti Legislatori e tante imprese potrebbe finalmente far impostare strategie comuni e sinergiche, ma sopratutto significherebbe che il gioco, ovunque lo si guardi, dovrebbe avere le stesse normative peculiari in modo che i giocatori non sentano differenziazioni: quindi, finalmente davvero un gioco globale. Così ci sarebbe senz’altro da dire: “Sogno o son desto” perché sarebbe il massimo della rassicurazione sia per i giocatori “internazionali” che per le realtà territoriali che, tra di loro, non avrebbero più di tanto problematiche da affrontare e da risolvere.

Ed ecco perché in soccorso disinteressato per il gioco, arriva ICE che può essere il punto di partenza per questa innovazione che pare assolutamente intrigante, e che darebbe nuova linfa a tutti i suoi comparti. Quindi, ancora una volta, ICE risulta indubbiamente utile per offrirsi come “vetrina” per progettare un futuro per il mondo del gioco d’azzardo globale e vetrina che davvero rappresenti una seria opportunità di coinvolgere tutti i protagonisti, anche se si tratta di un obbiettivo alquanto ambizioso. Ma da questa vetrina piace anche rendersi conto che il nostro sistema gioco si fa ricordare, nonostante tutto ciò che gli è successo negli ultimi due anni, per essere stato un modello di riferimento per gli altri Paesi che dalla sua regolamentazione hanno potuto estrarre nuove idee ed esperienze per farne “tesoro” e con successo applicarle alla loro normativa.

Sicuramente, oggi, l’applicazione sul nostro mercato del divieto della pubblicità, l’aumento totalmente sconsiderato della tassazione alle imprese e, sopratutto, il clima dichiaratamente ostile dell’attuale Governo in carica rendono tutto più difficile e cose che si ripercuotono inevitabilmente sulle prospettive di sviluppo. Con questo divieto proibizionistico, l’Italia rischia veramente di rimanere ferma al palo rispetto all’evoluzione del settore che si “muove” sul mercato con una velocità inverosimile: di certo, avere una tale spada di Damocle sulla testa delle nostre imprese di gioco non giova ad aprire le porte al futuro. E di questo il settore ludico si sta rendendo conto e ne è spaventato anche di fronte a tutti gli investimenti che il Governo richiede, in modo particolare con il cambio del “parco macchinette” sempre in agitazione ed evoluzione. Ma il gioco, comprese le scommesse online, non è solo preoccupazione e non solo negatività: ma rimane indubbiamente un settore complesso.

Il gioco, infatti, è un settore tra i più sensibili e delicati, vuoi perché a volte ne possono discendere problematiche, ma anche perché attira “come le mosche dal miele” le organizzazioni criminali che si infiltrano persino nel gioco lecito: problemi da cui discende la sua complessità come in tutti quei settori, comunque, dove transita molto danaro contante. Ma non si deve pensare che il gioco fa vedere “nero” per forza, così come non deve rappresentare l’illegalità per antonomasia, altrimenti così facendo si rischia di passare dalla parte dei suoi detrattori e questo “non ci piace”. Viste le difficoltà che il fenomeno del gioco, in ogni caso, incontra ovunque ora sarebbe necessario, quanto indispensabile, operare per arrivare ad una armonizzazione europea che sarebbe un passo avanti veramente indicibile: certo che se nel nostro Paese non si riesce ad armonizzare il gioco sull’italico territorio, figuriamoci le difficoltà che si potrebbero presentarsi per tale armonizzazione a livello europeo!

Però, bisognerebbe almeno provarci perché questo metterebbe tutti gli amatori europei del gioco d’azzardo in un unico contesto, senza barriere. Tutto il mondo del gioco, quindi, deve applicarsi per far entrare in sinergia la sovranità degli Stati membri con la Comunità europea. Si potrebbe senz’altro cominciare, per quello che riguarda almeno il nostro Paese, con un tavolo di confronto tra Regolatore, operatori, politica a mettere le basi per una cooperazione europea di cui si sente la necessità, almeno per riuscire ad intravedere un minimo di miglior futuro. Certo, sul nostro territorio esiste attualmente una politica che di confronti con il gioco non vuole proprio sentir parlare. Bisognerà vedere se la nuova Federazione FIEGL, neonata che rappresenta anche l’obbiettivo importante di “collegare” il settore proprio con la politica, riuscirà nell’intento di impostare un dialogo con l’Esecutivo Giallo-Rosso quanto meno per mettere delle basi per iniziare una nuova era tra politica e mondo dei giochi: ma qualche riserva e qualche perplessità sul risultato non si può negare che vi sia.

D’altra parte, si ritiene che oggi sia arrivato il momento in cui la politica in carica deve dichiarare in modo definitivo se “vuole il gioco” oppure lo vuole definitivamente eliminare (come si ritiene abbia voluto fare iniziando con il divieto totale della pubblicità): ma una posizione precisa la deve senz’altro assumere. E se il gioco pubblico, lecito e quindi di Stato, è destinato a proseguire la sua vita imprenditoriale e commerciale, come fra l’altro desiderano tanti suoi estimatori, deve assolutamente adeguarsi ai cambiamenti del mercato. Infatti, non vi è proprio il dubbio che lo stesso sia sempre più competitivo ed esigente e, quindi, deve essere aggiornato anche per poter garantire alle casse dell’Erario tutti quegli aumenti che è stato chiamato ad affrontare. Senza un adeguamento del suo cammino e, sopratutto, se si continua ad ostacolarlo senza dare nulla in cambio, almeno per far sentire il settore un poco più tranquillo e possibilista sul suo futuro, le sue imprese non potranno certo garantire di essere pronte ad assumersi l’onere degli ultimi aumenti di tassazione, così pesanti da affrontare. E questo riguarda solo i rapporti tra il mondo dei giochi e la stabilità per gli operatori e la politica italiana: soltanto dopo questo si potrà pensare allo sviluppo a livello europeo. Il che non è senza dubbio poco a cui pensare.

1 Marzo, 2020: •
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