Gioco d’azzardo e finanza: Ci puoi scommettere

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Sicuramente si può dire che con il gioco, ed anche con tutti i casino, non ci si annoia proprio mai, essendo fonte di spunti alquanto diversi che lo riguardano e che sollevano discussioni che toccano svariati settori. Fermo l’argomento principe che è ancora e sempre quello se sia giusto o meno che il gioco esista (sull’italico territorio), ora si aggiunge un’argomentazione che riguarda la finanza e che coinvolge tanti capitali che vengono impiegati per scommettere e che sembrerebbero provenire proprio dal gioco. Ma qui, ed anche a seguito di questi voci, è d’uopo una domanda che si ripresenta puntuale, special modo in questo periodo di emergenza: “Per chi è utile tenere fermo il settore del gioco”. Domanda assolutamente lecita e pertinente che si sono posti spesso gli stessi operatori del settore ludico ed anche chi scrive si è posto più di una volta. Però, all’orizzonte ora appare uno scenario che vuole forse togliere quel velo quasi di cospirazione che ricopre il mondo dei giochi e che porta sempre alla conclusione che si facciano solo gli interessi delle grandi lobby dell’azzardo, discorso molto caro ad un certo nostro schieramento istituzionale.

Scenario, quello attuale, che sposterebbe i capitali che girano nel gioco, e precisamente nelle scommesse, e che viene invece indirizzato verso le imprese, ed al loro stato di salute più o meno florido, cosa che potrebbe giustificare e sostenere la tenuta globale dei mercati: almeno ciò sembra essere il parere di alcuni analisti che hanno “visto” questo “impiego di capitali atipico”. É stato notato, infatti, uno spostamento considerevole di capitali dal gioco d’azzardo legale alle imprese: in pratica, le Borse internazionali fanno emergere dai report pubblicati recentemente, che tra i motivi di “fermento” nel mercato internazionale, si riuscirebbero ad intravedere movimenti da attribuirsi al fermo del gioco verso la finanza. Ed in realtà questo significa che in Borsa sono arrivati tantissimi nuovi scommettitori, abituati ovviamente a puntare su eventi sportivi, come il basket, pugilato, corse di cavalli, calcio. E nonostante la pandemìa abbia inevitabilmente messo in ginocchio tutte le economie a livello planetario, con l’America che sta facendo i conti con una predisposizione alla recessione e con decine di milioni di disoccupati, ci si trova con il mondo della finanza che vede per citarne una, Wall Street, che invece “tira diritto” senza scossoni.

A marzo vi era stato nelle Borse un calo del 30% che ha allarmato tutti, ma dopo quel picco estremamente preoccupante le Borse USA si sono riprese in fretta e stanno “barcamenandosi” tra alti e bassi a volte impressionanti e questo porta gli analisti a ”curiosare” su queste movimentazioni atipiche che lasciano aperte diverse considerazioni. Quella principale è che la Federal Reserve sta finanziando le imprese acquistando le loro obbligazioni ed anche che vi sia la presenza di un enorme volume di capitali a caccia di investimenti. Quindi, anche se si sta vivendo in un clima “impossibile”, le aziende USA vengono considerate abbastanza solide e richiamano, per questo, investimenti. Proprio per queste considerazioni, gli analisti risalgono al concetto già anticipato che in Borsa sono arrivati questi nuovi scommettitori, che inizialmente puntavano sugli eventi sportivi e rimasti fermi per lungo tempo per la pandemìa, e che sono passati a scommettere sulle imprese.

Ciò è accaduto sopratutto quando gli andamenti del mese di marzo avevano reso i prezzi più accessibili: gli analisti cominciano ad averne certezza, anche se sono movimentazioni alquanto anomale o, quanto meno, effettuate da personaggi non consueti alla frequentazione della Borsa. Ma queste certezze discendono anche dal fatto che le società di scommesse sportive hanno “corretto e modellato” le proprie piattaforme digitali orientandole su quelle dei mercati azionari: e sicuramente questa è la grande rivoluzione che è riuscita a cambiare i mercati, e paradossalmente anche a sostenerli in questo regime di difficoltà, strano e pieno di altalenanze che non danno alcuna sicurezza. Ma sia il gioco che la finanza racchiudono e significano rischio: ed, in ogni caso, così si è concretizzata questa “corrente anomala” che è riuscita ad ottenere qualcosa di straordinario e positivo per i mercati azionari internazionali.

Ma senz’altro chi sfiora con la lettura soltanto “qualcosa” che riguarda la finanza ha visto che il Nasdaq, dove vengono quotate le imprese della Internet economy, ha venduto la sua tecnologia proprio ad alcune società di scommesse, cosa che è stata notata nel primo trimestre di quest’anno dai brokers che hanno visto aumentare sulle piazze azionarie i clienti attivi. Altre notizie che si leggono sono che dall’inizio sempre di quest’anno sul mercato USA sono arrivati ben tre milioni di nuovi acquirenti di azioni e questo evidenzia sempre di più una sinergia tra questi nuovi acquirenti ed il gioco e l’intrattenimento e la Borsa: ormai non sembra neppure più una novità, ma sta diventando quasi una certezza seppur alquanto strana. Forse, il tutto potrebbe anche attribuirsi alla recente legalizzazione delle scommesse sportive elettroniche negli USA e da una specie di similitudini tra le professioni di bookmaker e broker. Certo è che questo rappresenta un’ondata anomala di flussi economici che pochi si aspettavano!

Da questa strana movimentazione tra gioco e finanza, ovviamente, sono nati degli studi e delle statistiche come era inevitabile che fosse, d’altra parte: da una ricerca di queste si evince che il 43% degli americani tra i 25 ed i 35 anni, che seguono lo sport od attraverso la TV oppure direttamente allo stadio, scommette sugli eventi sportivi almeno una volta la settimana. Da questa specie di ricerca demografica potrebbe arrivare anche il numero maggiore di “nuovi investitori azionari”. Quindi, se si vuole rendere tanti discorsi importanti un poco più leggeri, e rispondere alla domanda che ci si è posti nelle prime righe di questo articolo, e quindi a chi gioverebbe tenere chiuso il mondo dei giochi, dalle diverse considerazioni che sono state fatte qui si potrebbe ricavare la risposta: ai mercati internazionali ed agli azionisti. Così ci saranno ancora più “pettegolezzi” sul gioco, ed anche di un certo rilevante livello economico, si potrebbe aggiungere!

Luglio 12, 2020: •
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