Gioco D’azzardo: Continuare a sbagliare è degradante

continui sbagli verso il gioco azzardo

Non si può di certo guardare all’excursus di questo annus horribilis senza provare un brivido sulla schiena per le tante cose negative che l’emergenza sanitaria ci ha fatto conoscere anche perché per alcuni è stato un periodo doloroso, di rabbia e di sconforto. Oltre a tutto questo che ha colpito i cittadini del nostro Paese, si deve forzatamente guardare all’emergenza economica che sta seguendo quella sanitaria e che è difficilissima da affrontare. Infatti, pare di essere di fronte a decisioni assunte dall’attuale Governo centrale che sforano nell’essere “completamente al di fuori dalla realtà” e prese da persone che sembra non vivano la vita reale o che non riescano a comprendere le esigenze delle aziende, la loro rispettiva rilevanza per il sociale, l’importanza dei lavoratori che oggi non riescono assolutamente a vedere ciò che sarà un domani che non può essere lontano anche se si è tutti disorientati, cittadini ed imprese, sul quando il nuovo Sistema Italia potrà risorgere.

Dovrà avvenire inseguendo progetti che ancora non si conoscono e non si comprendono, ammesso che realmente ci siano, usando con “sana razionalità” ciò che l’Unione Europea metterà a disposizione in modo da non “sciupare completamente” questa occasione leggendaria che viene offerta agli Stati Membri per rinascere insieme alle loro industrie ed alle loro imprese. Mentre attualmente si sta assistendo a Dpcm, ora diventati decreti, per stabilire la vita di tutti noi: si deve assistere alla chiusura, apertura, richiusura di tante imprese, cosa che lascia tanti punti interrogativi senza risposta, mentre altri settori rimangono desolatamente chiusi ed altri addirittura ancora dimenticati dai ristori o risorse che dir si voglia. A chi interessa, come noi, il mondo dei giochi è evidente che sconcerti il vedere tutte le attività chiuse nonostante il settore ludico abbia fatto di tutto per adeguarsi ai protocolli richiesti per tenere i battenti aperti che aperti sono rimasti veramente molto poco!

Oltre tutto, in un periodo dove il gioco sta cercando di reagire a questa emergenza come può, cercando persino di trovare l’entusiasmo per innovarsi, prestando moltissima attenzione allo sviluppo dei prodotti: magari indirizzando gli sforzi verso alcuni speciali segmenti come le scommesse per esempio che possono risentire forse meno dei periodi di chiusura o di inibizione delle attività sportive e si rivolgono agli eSports ed agli eventi virtuali. Invece, per i giochi da casinò, ed ovviamente si sta parlando sempre del gioco online, visto che il terrestre è latitante “da mesi”, l’innovazione è stata rivolta a migliorare i componenti di abilità e di gioco cercando di attirare la parte più giovane della nostra attuale società che è, senza ombra di dubbio, più abituata alle dinamiche di gioco competitive e di abilità. Ma l’innovazione si è anche rivolta verso prodotti con maggiore intrattenimento e, quindi, alla durata delle partite affrontando il rapporto tra somma spesa dal giocatore e tempo effettivo di gioco.

Questo è ciò che ha in mente il mondo del gioco, compresi i siti migliori di casino on line, per la parte che ora funziona (quello online) e per quello che sarà alla ripartenza dopo la metà di gennaio, od almeno si spera questa sia la data. Non si comprende davvero dove prenda questa forza di reazione per affrontare un futuro che sicuramente l’Esecutivo di oggi sta mettendo notevolmente a rischio con il suo “scriteriato” comportamento nella valutazione che ha imposto al gioco, ritenendolo di rischio medio/alto, mentre altri settori forse “rischiosi” rimangono aperti. Il mondo del gioco invece no: desolatamente chiuso e quest’anno due lockdown imposti alle attività ludiche appaiono veramente troppi. Sinceramente, il principio di non essenzialità imposto ai giochi, e sul quale ci si è già espressi più volte ritenendolo ingiusto, proprio “non ci piace”, in quanto il divertimento è da considerarsi una sorta di “cibo per il cuore e la mente” poiché vivere qualche ora in leggerezza può solo far bene in un momento di cambiamento delle nostre abitudini.

Ma di riapertura delle attività ludiche proprio non se ne parla! Mentre si disquisisce continuamente sui ristoranti e bar e si ascoltano almeno apparentemente le loro esigenze, per il gioco pubblico non si affronta nulla. Proprio non si pensa ai lavoratori del settore che potrebbero creare un problema serio per l’occupazione, da nord a sud del nostro territorio visto che il gioco è presente ovunque. Inoltre, si sono stabiliti dei ristori per le aziende che sono state chiuse per il contrasto al virus che non sono sufficienti, anzi se ci si permette la parola, sono veramente ridicoli in proporzione alle spese che le attività di gioco devono comunque affrontare per supportare i tantissimi mesi di chiusura. Ed ancora non appare chiaro se i produttori delle apparecchiature da intrattenimento siano inseriti in questi ristori oppure no. Il Governo centrale quindi sbaglia ancora, si dimentica, non considera, non si interessa, persiste nello schierarsi nel “non decidere e nel non affrontare” le problematiche del gioco pubblico che sono parecchie.

Inoltre, la sua chiusura per un tempo così lungo è un vero e proprio rafforzare il gioco illegale e la criminalità che ne tira i fili con tanta sapienza ed addirittura in modo quasi indisturbato. É esattamente per questo che l’assenza del Governo centrale per il gioco appare devastante per il territorio, per il sociale, per le tante imprese che compongono il settore e per i suoi lavoratori che non sono certi di vedere le proprie aziende riaprire al termine di questo lockdown e con “i chiari di luna” che si affacciano.. In attesa finalmente di un intervento istituzionale, ci si ritrova con i vari TAR che sono costretti a diventare protagonisti di diatribe tra gioco e Stato, sempre più numerose, per pronunciarsi sulla legittimità o meno degli svariati Dpcm: forse con i TAR lo Stato pensa di aver designato i “suoi supplenti” dopo essersi appoggiato agli Enti Locali ed aver permesso che legiferassero “a più non posso” creando una situazione, se possibile, ancora più rischiosa per tutte le attività di gioco che onestamente non sanno “più da chi difendersi”. E meno male che sono “Riserve di Stato” e che dovrebbero essere “zona protetta”.

Gennaio 4, 2021: •
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