Gioco d’azzardo: Ancora in balia di norme restrittive

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Lo scorso anno il gioco pubblico, ed anche le piattaforme legali italiane di casino, è stato lasciato in balìa di norme restrittive che si sono messe di traverso, sull’italico territorio, al percorso delle sue varie attività commerciali: forse, non se ne è addirittura parlato abbastanza considerato che tutto il settore, in modo particolare nel 2019, ne ha dovuto subire le gravi conseguenze ed ha chiuso l’anno come il peggiore degli ultimi tempi ed a “rischio di estinzione”. Ancora, però, si erano intravisti davvero pochi distanziometri di un chilometro dai luoghi sensibili, mentre si era parlato con una certa frequenza di quelli di 300 e 500 metri. Veramente non si era neppure sentito parlare di leggi restrittive ad oltranza persino quando in un determinato territorio non esiste alcun punto di gioco pubblico, e quindi lecito: ma ormai chi ci legge sa che quando si parla di gioco non bisogna più stupirsi di nulla! Infatti, si può dire che anche quando il gioco non c’è, fa paura e ci si premura, quindi, di mettere il territorio al sicuro da eventuali future “terribili iniziative ludiche” che a qualche scriteriato imprenditore possano mai venire in mente.

Ecco, in ogni caso, che la città di Courmayer si mette al sicuro dal fenomeno del gioco e mette le basi per salvaguardare il territorio: non ha importanza che il distanziometro di un chilometro sia stato messo in discussione addirittura dal Consiglio di Stato che lo aveva ritenuto irragionevole ed improponibile, riferendosi al regolamento di Polizia Urbana varato dal Comune di Bologna. E, purtroppo, bisogna dare atto che, nonostante la sentenza emessa dal Consiglio di Stato, alcune amministrazioni hanno “tirato diritto” ed hanno applicato un distanziometro così lungo ed assurdo. Ma per tornare alla decisione intrapresa da Courmayer “ci piace” sottolineare che è un paese di poco meno di 2800 abitanti in provincia di Aosta, e che nell’ultima seduta del Consiglio Comunale si è approvata una delibera ancor più restrittiva di quella proposta dal Celva, Consorzio degli Enti Locali della Valle d’Aosta, che aveva esteso un regolamento-tipo per tutta la Regione, inserendo un distanziometro di 500 metri e fissando anche gli orari di funzionamento delle slot machine dalle 9.30 alle 11.30, dalle 15 alle 18 ed infine dalle 21 alle 24 di ogni giorno.

Evidentemente, quanto approvato dal Celva non è parso “abbastanza restrittivo” per l’Amministrazione di Courmayer e così si è provveduto a raddoppiare la distanza dai luoghi sensibili, da 500 metri ad un chilometro, mettendo in atto l’assoluto impedimento del gioco d’azzardo su tutto il territorio: e ciò dopo che la Polizia Locale, come detto all’inizio, aveva evidenziato che a tutt’oggi, non esistano attività con offerta di gioco in tutto il paese. Nel Consiglio Comunale si è parlato altresì di promuovere campagne di sensibilizzazione da effettuarsi nelle scuole relativamente al contrasto del gioco problematico e delle dipendenze in generale, misure da intraprendere in sinergia con la Sanità della Regione Valle d’Aosta e sulle quali tutti i presenti si sono trovati d’accordo. Prevenire è, senza dubbio, meglio che curare ma in questo caso sembra che la paura sia stata in parte “cattiva consigliera” nell’applicazione di un distanziometro che non consente alcuna possibilità a qualsivoglia attività ludica e, quindi, limiti la libertà di impresa su quel territorio.

Riflettere su questa iniziativa sarebbe più che opportuno, come è stato fatto in precedenza con delibere similari: dunque, il distanziometro di un chilometro è stato messo in campo per eliminare qualsiasi iniziativa relativa al gioco d’azzardo pubblico e, quindi, per mera avversione verso il settore, limitando però qualsiasi scelta imprenditoriale ludica, nonché la libertà dei cittadini di scegliere anche questo intrattenimento, oppure soltanto ad estrema tutela della salute della cittadinanza? Non sta sicuramente in chi scrive valutare le decisioni di quel Consiglio Comunale: in questi anni si sono viste iniziative di ogni tipo nei confronti del mondo dei giochi, quindi, nulla può più sorprendere. Rimane il fatto che è stato ignorato il parere del Consiglio di Stato che si è espresso “forte e chiaro” in relazione alla messa in campo di un distanziometro di tale misura: è evidente che i punti di vista nei confronti del gioco d’azzardo sono variegati ed ogni Amministrazione, almeno apparentemente, cerca di tutelare il proprio territorio.

Non si può che dissentire da un atteggiamento così ferreo e distante dalla realtà, sopratutto considerato che una simile presa di posizione appare proprio messa in campo per impedire (ed espellere) qualsiasi possibilità al gioco pubblico di stazionare su questo meraviglioso territorio, meta di tanti visitatori ed appassionati della montagna: sicuramente qualora apparisse all’orizzonte un’iniziativa commerciale di gioco non toglierebbe nulla allo stesso territorio se fosse messa in condizione di lavorare bene, con oculatezza, rispettando le norme esistenti che sono già alquanto restrittive e non hanno necessità di ulteriori “strette” che impedirebbero qualsiasi iniziativa ludica. Ancora una volta dispiace constatare che il rapporto gioco pubblico-sociale non è ben recepito e se si mettono paletti così importanti sicuramente tale rapporto non decollerà mai. E questo sembra proprio essere l’intendimento del Consiglio Comunale di Courmayer.

D’altra parte, durante tutto l’anno appena concluso si è continuato a sottolineare che la sotterranea e perseverante campagna demonizzatrice che particolarmente gli ultimi due Esecutitivi, seppur di diversa colorazione, hanno messo in campo ha contribuito ulteriormente a rendere il gioco pubblico, ed anche le scommesse online, ancora più lontano dal sociale. Ma, forse, l’opinione pubblica comincia a farsi delle domande: ma se il gioco pubblico è così deleterio, negativo, immorale come mai lo Stato centrale vi attinge ed usa le risorse che riesce ad imporre senza alcuna remora apparente? É più importante la quadratura dei conti dello Stato, e le varie rassicurazioni che con tali operazioni pervengono a Bruxelles, che la salute e l’integrità del popolo italiano? Se il gioco d’azzardo è così deleterio, criminale, fumoso perché si continua a consentire? Non varrebbe la pena di spazzarlo via dal territorio come più volte dichiarato dal Movimento Cinque Stelle, parte Gialla del nostro Esecutivo attuale? Invece, questa compagine politica sta applicando diversità di pensiero. Dunque?

16 Gennaio, 2020: •
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