Evasione fiscale internazionale: Coinvolto un Casinò

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Sicuramente, gestire il gioco d’azzardo, indipendentemente dal luogo dove lo si eserciti, sta diventando veramente un serio problema: in Italia, poi, tutte queste norme restrittive che tengono in ansia l’industria del gioco non rendono di certo il suo business interessante (economicamente) come un tempo, anzi. Infatti, non si comprende come oggi possano esistere ancora imprenditori che credono in questo settore, vi vogliano oltre tutto investire e sviluppare il proprio lavoro quando lo Stato, che gli stessi imprenditori dovrebbero rappresentare, sta tentando in ogni modo di contrastare qualsiasi iniziativa del gioco pubblico, e ciò indipendentemente che si parli di apparecchi di gioco, gratta e vinci, bingo, poker. Forse, la categoria delle apparecchiature da intrattenimento è quella più a rischio: ma nonostante tale pericolo, esiste sempre qualcuno che vuole acquisire i diritti per poter rappresentare il gioco lecito sul nostro territorio.

L’obbiettivo prioritario di chi lavora con il gioco d’azzardo è quello di impedire che quest’ultimo ritorni in mano alla criminalità organizzata: cosa che, purtroppo, sembra interessare ben poco al nostro Esecutivo Giallo-Rosso: ma questo, alla fine, è tutt’altro discorso vista la costante intemperanza che lo Stato centrale mette in atto nei confronti del settore ludico, peraltro “sua Riserva”. E del gioco illegale, e della sua estensione in aumento netto, invece, si dovrebbe avere paura perché arriva a studiare operazioni sempre più complesse che mettono a dura prova gli interventi delle Forze dell’Ordine che stanno operando con estrema attenzione su tutto il territorio sventando interventi criminali molto ben congegnati. Infatti, le Fiamme Gialle di Frosinone sono riuscite ad individuare una rete di riciclaggio per oltre 19 milioni di euro, una evasione fiscale internazionale per oltre 14 milioni di euro, nonché a denunciare le 13 persone responsabili, ognuno con un proprio specifico ruolo, di diversi reati: si spazia dall’associazione per delinquere alla bancarotta, dal riciclaggio alla mancata presentazione della dichiarazione dei redditi.

Un bello spettro di reati che crea soddisfazione ai militari che se ne sono diligentemente occupati e che fa plaudire alle loro indagini, anche sul mondo delle piattaforme migliori di casino online, quel che più importa, ai loro risultati. Oltre tutto, le indagini eseguite dalla Guardia di Finanza si erano concentrate sulle casse di un Casinò nel quale sono stati cambiati assegni, e versati contanti, per un ammontare di oltre 50mila euro da parte di due pluri-pregiudicati (per reati contro il patrimonio) ed, ovviamente, frutto di riciclaggio proveniente dal fallimento di alcune società. Lo sviluppo di tali indagini aveva consentito ai Finanzieri di individuare altri dieci soggetti, sempre pregiudicati e nullatenenti, risultati all’interno dello stesso Casinò proprio nei giorni e negli orari in cui erano presenti i primi due soggetti. Venivano, in quel preciso momento, effettuate operazioni di cambio assegni e versamenti in contanti per oltre 18 milioni di euro: sempre con importi frazionati e dentro la soglia consentita dalla normativa antiriciclaggio (quindi, “perfettamente in regola”).

Attorno a questo “bel balletto criminale” si evidenziava la posizione di un’agenzia di “porteur”, con sede ufficiale nel Regno Unito, ma naturalmente operante in Italia, che si occupava di trovare clienti da convogliare presso i vari Casinò italiani: con una via privilegiata per quel Casinò oggetto degli accertamenti della Guardia di Finanza. Tale Agenzia si occupava dell’accesso del nuovo cliente, dell’assistenza, della gestione dell’ospitalità sia prima dell’ingresso presso il Casinò sia dopo, all’interno della Casa da Gioco: insomma, si controllava che il cliente “stesse bene ed a suo agio” nella struttura ludica. Che professionalità! A tale Agenzia si potevano far risalire tutti i nominativi sotto indagine e, quindi, ad un rapporto di affari con il Casinò che le riconosceva una sorta di provvigione da configurarsi in misura agli importi che ogni cliente “invitato” utilizzava ai tavoli da gioco d’azzardo. La documentazione relativa alle varie movimentazioni bancarie dei soggetti indagati consentiva di risalire ai reali importi ed alla provenienza degli assegni utilizzati.

Si individuavano anche importi depositati all’estero per una ventina di milioni di euro circa, come le giocate effettuate attraverso la citata Agenzia, che è stata di conseguenza investigata, presso il Casinò per complessivi 81 milioni di euro: è senza dubbio una cifra rilevante che la Guardia di Finanza ha fatto risalire ed attribuito al periodo tra il 2012 ed il 2017. Oltre a questi importi, è stato anche possibile rintracciare quello relativo alle prestazioni rese dall’Agenzia alla Casa da Gioco: circa un corrispettivo di oltre 5 milioni di euro, ottenuto ovviamente in modo illecito, ed attraverso la falsa residenza all’estero dichiarata dall’Agenzia che, naturalmente, non era stata sottoposta nel nostro Paese ad alcuna tassazione. Tutti questi accertamenti, al termine, hanno portato alla denuncia di 13 persone responsabili di vari reati, nonché per quanto riguarda l’Agenzia di “porteur” e del proprio legale rappresentante, alla relativa verifica fiscale per il recupero delle imposte sui redditi per un totale di oltre 14 milioni di euro.

A chiusura di questo “racconto” economico-finanziario, e del coinvolgimento indiretto e, si spera involontario, del Casinò, non si può che sottolineare l’impegno delle Forze dell’Ordine e che questa sia la strada maestra da seguire per contrastare tutti quei fenomeni illegali che purtroppo falcidiano il nostro Paese e che nel mondo del gioco e delle scommesse online sono sempre più frequenti. Ma particolarmente vanno a colpire il lavoro onesto e lecito di quelle imprese che si occupano di gioco d’azzardo, ma nella legalità e seguendo le normative. É sin troppo evidente, invece, che i comportamenti illeciti da parte di imprenditori poco avvezzi a rispettare le leggi mettano in atto, oltre che una truffa nei confronti dello Stato, anche una concorrenza sleale nei confronti di chi opera a nome e per conto dello stesso Stato con un lavoro assolutamente lecito e rispettoso. E si conclude, come fa sempre chi scrive quando riferisce e “racconta” queste situazioni illegali, anche se sfiorano soltanto il gioco, che è esattamente per contrastare e combattere l’illegalità criminale che il gioco pubblico, e quindi lecito, deve continuare ad esistere ed essere sempre presente sul territorio: forse anche in numero maggiore di quello che oggi lo presidia.

9 Marzo, 2020: •
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