Evasione Fiscale: Continuano i controlli nel mondo del gioco

combattere evasione fiscale nel gioco

Non si può sicuramente affermare che le Forze dell’Ordine, in ogni comparto, non provino “interesse” alle attività di gioco ed alle piattaforme di casino virtuali: infatti, da nord a sul del nostro Stivale, continuano a tappeto i controlli per rincorrere l’evasione fiscale che in questo settore sembra essere presente poiché esistono ancora, purtroppo, tanti punti illegali che agiscono senza alcuna autorizzazione. In questi ultimi giorni si è raccontato di ciò che è successo a Napoli ed a Palermo per alcuni punti scommesse: oggi, invece si guarda a Torino e ad un’operazione di una certa rilevanza della Guardia di Finanza di quella città. Intervento che ha fatto emergere un’evasione fiscale per circa 2 milioni di euro, ha portato alla scoperta di centinaia di slot manomesse ed alle conseguenti sanzioni per oltre un milione di euro. Si vuole continuare a raccontare di ciò che “non ci piace” del mondo del gioco proprio perché con questo atteggiamento si vorrebbe rafforzare il concetto che necessita nel modo più assoluto il riordino dei giochi per “rimettere le cose (legali) al proprio posto”, ed a questo punto senza se e senza ma.

Scacciare dal territorio il gioco illecito e ridare il territorio al gioco pubblico, e quindi lecito, che da un po’ di tempo viene troppo condizionato e ristretto dalle normative in essere che hanno consegnato troppo spazio al gioco illecito che ha preso possesso di una parte di mercato che sicuramente non gli deve competere. Dunque, ritornando alla città di Torino, ed a quell’accertamento di frode fiscale così imponente, bisogna sottolineare che il tutto risale ad un imprenditore torinese che ha avuto l’idea brillante di gestire un business di slot machine “manomesse” che procurava ulteriori interventi anche nelle province di Cuneo, Vercelli ed Imperia dove sono continuati gli accertamenti per la verifica del rispetto delle norme della Legge sul Gioco in essere. Questo business delle slot manomesse era un meccanismo intelligente, semplice ma nello stesso tempo anche sofisticato: consisteva, infatti, nell’inserire schede appositamente modificate nelle slot in modo da non essere allineate alla rete dei Monopoli.

Ovviamente, lo scopo finale era quello di non comunicare al fisco gli introiti reali, aumentando così in maniera vertiginosa i guadagni della mente di questo bel business. In ogni caso, era un sistema ingegnoso, poiché per non attirare l’attenzione sia della Polizia che delle banche dati di controllo, venivano sporadicamente a comunicarsi alcuni incassi e proprio con questo fine erano state progettate le apparecchiature da intrattenimento, poi sequestrate. Questo machiavellico sistema aveva consentito al gestore del business di distribuire le slot truccate in modo quasi capillare in tutta la provincia del torinese, sforando in alcuni casi fuori provincia raggiungendo il cuneese, il vercellese ed arrivando persino fuori Regione, in Liguria, raggiungendo la provincia di Imperia. É stata senza dubbio un’indagine impegnativa per la Guardia di Finanza di Torino in quanto si sono dovute passare in rassegna decine e decine di esercizi commerciali, bar, sale scommesse e sale giochi.

Cosa che ha consentito la scoperta della mancanza dei contatori fiscali e non solo. Sono state anche identificate, infatti, quasi un centinaio di persone che partecipavano a questa maxi frode, persone che erano già ben note alle Forze dell’Ordine. L’importante è che i “numeri” finali, relativi a questa operazione della GdF di Torino, siano stati veramente importanti, come detto all’inizio: 2 milioni di euro per quanto riguarda l’evasione fiscale accertata e 150 le apparecchiature di gioco sequestrate oltre, ovviamente, sanzioni per un importo complessivo di 1 milione di euro: sono importi ragguardevoli. Ma, sopratutto, sono cose che devono far riflettere la nostra politica che spesso e volentieri, almeno sino a questo momento, è stata latitante nei confronti del settore ludico e, particolarmente, del suo riordino: il gioco illegale, privo della tutela prevista dalla legge, inganna i giocatori, non li tutela nel modo più assoluto ed infine sottrae risorse allo Stato.

Ciò che è più importante rilevare, però, è che questi apparecchi di gioco sono stati manomessi non solo per “imbrogliare” lo Stato, non versando i corrispettivi dovuti, ma anche strumentalizzati per compiere una vera truffa nei confronti degli ignari giocatori, poiché senza dubbio riducono al “lumicino” la possibilità di una loro vincita. Per questo motivo, si continua a sottolineare che i punti di gioco legali devono essere presenti e non devono essere messi in disparte da normative restrittive e proibizionistiche che limitano soltanto il gioco legale mentre aprono le porte, in modo veramente spudorato, al gioco che legale non è. Il proibizionismo, che negli ultimi due anni è stato schierato dalle Regioni e dagli Enti Locali nei confronti del gioco, è quanto mai rischioso: e pare strano che in un Paese dove la nostra politica vive di compromessi non si sia riusciti ad affermare il principio che proibire è controproducente e persino stupido. Ne sono la riprova tangibile il ritorno del gioco illegale sul territorio e l’evasione fiscale che le nostre Forze dell’Ordine stanno “rintracciando” sempre più spesso con estrema abilità e professionalità.

Nel gioco pubblico (quasi) non esiste l’illegalità o l’evasione, mentre nel gioco illegale quest’ultima la fa “da padrona a tutto discapito del territorio che ne subisce, purtroppo, le conseguenze. Evidentemente, proibire qualcosa che è ricercato e diffuso come il gioco d’azzardo, perché da tempo “immemore” fa parte della vita dell’essere umano, è sciocco e non produce nulla di positivo, anzi. Viene anche da riflettere su questa “doppia anima” di chi ci governa e che nel gioco d’azzardo sta creando danni incommensurabili al settore e lo sta conducendo al dissesto totale: da un lato l’Esecutivo “apre la sua Riserva di Stato” con il gioco pubblico e dall’altro (quasi) proibisce la sua evoluzione ed il suo mercato perché lo ritiene immorale. Però, cattura a piene mani le sue risorse quando serve gestire il bilancio pubblico: quindi? Cosa significa tutto questo? Una contrapposizione di idee e di atteggiamenti assolutamente incomprensibile e destabilizzante per tutto il mondo ludico, le sue imprese ed i suoi operatori.

Novembre 7, 2019: •
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