Esports: Parliamo dei suoi giovani consumatori

esports e giovani

Tante volte nel buttare l’occhio al futuro che può avere il gioco, non quello svolto nelle piattaforme casino, ci si è ritrovati a raccontare qualcosa degli e-Sports e del mondo dei ragazzi che circonda questa scelta. Se ne parla ancora poco, ma è senza dubbio una “disciplina” che sta acchiappando l’attenzione di tanti, anche di adulti ovviamente, che anche se “non frequentano” vanno ad assistere ai tornei che stanno diventando sempre più frequenti e con sempre più affezionati. C’è un mondo di persone che (fortunatamente) non segue solo il calcio, ma che guarda con attenzione a qualcosa di nuovo, di tecnologico, di coinvolgente: ma anche a qualcosa che necessita appunto di una certa disciplina senza la quale i risultati positivi sicuramente non arrivano. Tutto ciò per arrivare “a raccontare” del termine dell’edizione della Milan Games Week, fiera del videogioco, che si è conclusa la scorsa settimana e che ha occupato tre padiglioni dell’area di Rho Fiera, richiamando tantissimi visitatori e proponendo divertimento, rivelazioni, esperienze ed intrattenimento. E non solo: ha offerto anche qualche opportunità per gli appassionati di conoscere personalmente le “star” del settore.

In realtà, questa fiera che è durata soltanto tre giorni, e dove forse gli affari hanno lasciato più spazio del solito alla creazione di incontri con i fan del comparto, è stata senz’altro un’edizione diversa dalle altre, anche se è senz’altro presto per tirare una sorta di “bilancio” per il quale bisognerà aspettare ancora qualche giorno. Invece, come anticipato, “l’arte degli incontri” è stato argomento predominante in questo evento, e cosa che incarna proprio gli e-Sports che sono quasi creatori di occasioni per comunicare ma non solo per quello che riguarda le proprie competizioni. Per la prima volta. in questa Fiera si sono visti i Team e-Sports in carne ed ossa, con uno spazio “dedicato” ad ognuno ed, ovviamente, ognuno organizzato in modo diverso: ma tutti ricolmi di appassionati ed anche di tanti curiosi che magari si avvicinano a questi famigerati e-Sports per la prima volta e, quindi, spinti dall’interesse o di un selfie o di un gadget. Tanti i Team presenti, come i Mkers, Glash, Exceed, Machete Gaming, Fnatic: tutti con le loro peculiarità e con i loro player professionisti di turno.

Bisogna sottolineare che il quadro rappresentativo di questa Fiera enfatizza gli e-Sports con particolari effetti complementari: mix di luci e colori, acustica ed immagini proiettate sui maxi-schermi hanno creato una particolare atmosfera che ha coinvolto moltissimo il pubblico e durante gli eventi si percepiva, quasi con i brividi, una sorta di “effetto stadio” assolutamente coinvolgente. Considerata la cospicua presenza di appassionati si può dire che gli e-Sports stanno assolutamente crescendo di interesse anche nel nostro Paese ed eventi come questo hanno convogliato un pubblico quasi totalmente “partecipante” alle sfide: e pubblico, peraltro, che è rimasto praticamente incollato ad una sedia per seguire le gesta dei vari player. In effetti, l’interesse viene polarizzato proprio dai vari singoli player e non dal team nel suo complesso : cosa inevitabilmente da approfondire meglio perché coinvolge un discorso abbastanza complicato.

Oggi, invece, ci si vorrebbe concentrare in modo particolare, soltanto sui partecipanti all’evento: ma non sui player, bensì sui “consumatori”. Soggetti che hanno affollato la fiera, sin dall’inizio, per cercare di carpire qualche autografo dei player preferiti ed anche qui, come si conviene alla nostra gioventù, non si è stati esentati dall’assistere ad orde di ragazzini che inseguivano la loro “star”, scortata dagli uomini della sicurezza che, quasi, ne oscuravano la presenza. Un fenomeno al quale, chi è un po’ datato, è ormai abituato ad assistere poiché succede spesso in modo particolare con i cantanti, con i giocatori, ed ora anche con i player degli e-Sports che mai si poteva pensare potessero suscitare così tanto consenso. Ovviamente, il pubblico urlante era composto da giovanissimi, tantissimi, ed anche da tanti genitori al seguito, magari per scoprire qualche novità videoludica. Invece, altri adulti erano in attesa dei propri ragazzi in coda per gli autografi ed attendevano pazientemente, mettendo mano al portafoglio per qualche maglietta, oppure per un nuovo gioco.

Eh sì, perché ormai i player degli e-Sports, quelli che rappresentano i gruppi che si è elencato più sopra, ma anche di altri team non partecipanti all’evento, sono quasi delle star ed anche essi vengono rincorsi ed acclamati (anche se, sinceramente, ci pare un po’ troppo), ma questo è un fenomeno dei giorni nostri: in fondo, oggi, basta fare veramente poco, come gli influencer per esempio, per essere considerati star ed essere seguiti incondizionatamente da giovani schiamazzanti, armati di telefonino. Quindi, tanta pazienza da parte dei genitori e tanta ansia per i giovanissimi: anche tante persone diverse, con disabilità, curiose e partecipanti a questo incontro il che fa percepire quanto questa forma di intrattenimento possa essere trasversale. Da un lato il videogioco semplicemente e dall’altro la sua evoluzione sportiva. Per fare infine un resoconto generale dei partecipanti, ci si trova davanti a tanti ragazzini straniti che inseguono il loro idolo che, magari, non si è fatto neppure raggiungere e, di conseguenza, sono rimasti delusi.

Ma ci si trova, anche, di fronte a genitori che con occhi straniti seguono i desideri dei propri ragazzi e non possono fare a meno di esprimere il proprio sgomento dinnanzi a tanto interesse per una cosa così effimera. Ma tutto questo, indubitabilmente, rappresenta un nuovo mercato del gioco, che nuovo sicuramente ormai non è più, ed una disciplina sportiva, considerando che questo ultimo discorso è stato preso in seria considerazione dagli organi competenti: infatti, sembra che per partecipare ai tornei di e-Sports, i player si sottopongano a sforzi ed esercizi fisici notevoli che possono essere equiparati a quelli degli sportivi in genere, calciatori, giocatori di basket, corridori e che, quindi, anche gli e-Sports possano rientrare negli sport olimpici. Quello che è certo, preso atto del successo di questo ultimo evento, è che ormai non si può più parlare di giochi sconosciuti: ormai gli e-Sports sono entrati nel cuore di tanti giovani ed anche di coloro che, purtroppo per loro, giovani non lo sono più!

20 Ottobre, 2019: •
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