Emilia Romagna: Uno spiraglio sulle norme del gioco

emilia romagna incontro operatori di gioco

In questo ultimo anno, ma forse anche prima, si è dovuto continuare a sottolineare quanto le Leggi Regionali in alcuni territori abbiano fatto, e stiano facendo attualmente, danni incalcolabili per il settore del gioco pubblico e per quello dei migliori casino in Italia. Tante aziende hanno chiuso, licenziando i propri dipendenti, cosa che è andata a ripercuotersi sull’economia proprio di quei territori: in modo particolare si è parlato, ed anche in tantissime occasioni, del Piemonte e dell’Emilia Romagna territori che danno vita ad un numero notevole di piccole e medie imprese ed insieme che, purtroppo, sta “collassando”. Nessuno degli Amministratori Locali vuole fare un passo indietro, almeno sino a questo momento, nonostante lo stesso settore dei giochi, ma anche le associazioni di categoria, continuino a far presente la situazione disastrosa del sistema gioco. E non solo: purtroppo, a questo “disfacimento” del gioco legale si accompagna alla prepotente presenza del gioco illegale che, neanche a dirlo, approfitta della situazione per rimettere di nuovo le mani sul settore ludico che alla criminalità organizzata è gradito in modo particolare.

Questo è il risultato delle norme restrittive emesse solo contro il gioco lecito, ovviamente, mentre il gioco illegale prospera e raccoglie i frutti a piene mani: però, è con questa precisa situazione che il settore ludico si deve confrontare anche se, sinceramente, oggi qualche timido spiraglio per un’eventuale apertura con gli operatori del gioco si sta aprendo e proprio in Emilia Romagna, regione della quale già si parla da tempo, ma soltanto in relazione alle prossime elezioni regionali di gennaio 2020. Appare, comunque, che proprio su quel territorio la Giunta Regionale apra un dialogo con gli operatori del settore ludico, ma ponendo già un punto fermo sul fatto che non sono in animo proroghe relative alla Legge Regionale sul Gioco: l’apertura per le trattative, però, esiste e sembra un piccolo passo verso un possibile dialogo che si spera positivo. Una certa dose di ottimismo traspare, infatti, anche se il “no secco” ad una ulteriore proroga lascia trasparire assoluta incertezza per chi si occupa delle apparecchiature da intrattenimento situate nei locali pubblici in relazione alla scadenza dei contratti con i concessionari di rete.

Ma si vuole continuare a “vedere il bicchiere mezzo pieno” anche di fronte a questo “no perentorio” della Giunta che fa presente di tenere bene presente, in ogni caso, le possibili ricadute a livello occupazionale che possono discendere dalla Legge sul Gioco d’azzardo Regionale in essere ma che in virtù proprio di questo si potrebbe aprire un dialogo con gli operatori. D’altra parte, risulta che sia già stata concessa una proroga di 12 mesi per dare tempo a coloro che non fossero in regola con le norme relative al distanziometro di spostarsi con e proprie attività in zone suggerite dai Comuni ed un’ulteriore proroga di atri 6 mesi per adeguarsi alle disposizioni regionali. Questa rimane l’esposizione dell’attuale situazione da parte della Giunta Regionale nella quale si ribadisce, ancora una volta, che non esistono oggi le condizioni per una sospensione del provvedimento che andrà in vigore il 1° gennaio 2020. Nonostante questa pseudo-apertura della Regione ad un confronto, non si può evitare di avere preoccupazione per l’impatto economico ed occupazionale, che si scatenerà quando la quasi la totalità degli apparecchi di gioco “svanirà” dal territorio.

La Legge che entrerà in vigore ad inizio gennaio 2020 e che farà cessare le attività ludiche lecite che stazionano ad una distanza inferiore ai 500 metri da luoghi sensibili, comprende la delocalizzazione di tali attività: ma percorso che può risultare accessibile solo ad un numero alquanto ristretto di casi, ma che oltre tutto avrà un carico economico rilevante e che presenterà anche la difficoltà di trovare collocazioni alternative, Sono veramente poche le zone che possono avere un qualche interesse commerciale, al fine da rendere plausibile l’apertura di una azienda con tutti i costi che la stessa richiede. Fermo restando e da tenere assolutamente in considerazione che per tante attività che si “dovranno delocalizzare” e che magari sono aperte da anni, che hanno faticato a crearsi una clientela e trovare una nuova ubicazione… significa ricominciare tutto da capo.

Ma non si vogliono sentire ragioni in Giunta Regionale: la Legge sul Gioco verrà applicata seppure i Comuni allo scopo della delocalizzazione delle attività di gioco, non abbiano ancora terminato la mappatura dei luoghi sensibili ed a causa di questa “mancanza” non abbiano ancora notificato alle attività fuori dalle distanze minime le relative diffide a provvedere a delocalizzarsi. Insomma, qualche confusione ed incertezza c’è ed anche per questo motivo si desiderava una proroga. Ma anche poiché, al momento, non esiste ancora uniformità e trasparenza per quanto riguarda i vari calcoli delle distanze minime che andrebbero applicate. Si può affermare, quindi, che se la Legge sul Gioco dell’Emilia Romagna con il 1° gennaio 2020 diventerà operativa, si corre il rischio che quasi il 90% del gioco legale andrà a cessare ed a non essere, quindi, più rappresentato sul territorio.

Non vi saranno più sale da gioco ed agenzie di scommesse ed andranno a cessare quelle imprese che hanno nel gioco legale la loro unica fonte di sostentamento: con la loro chiusura si calcola, più o meno, una perdita di circa ottomila posti di lavoro. E si spera che questo non comporti anche, come già evidenziato per altri territori, lo spostamento del gioco dalla parte legale fissa, regolata dalle concessioni dello Stato, a quella illegale oppure a quella online che ha l’accesso assolutamente incontrollato per quanto riguarda i minori e, forse, che risulta più facilmente raggiungibile dai giocatori problematici che, in rete, non sono certamente controllati. Cosa che, invece, potrebbe accadere in un punto di gioco terrestre e legale, gestito da operatori che ormai sanno distinguere quando qualcuno non riesce più a tenere sotto controllo le proprie pulsioni verso il gioco. Chi pensa ancora che non sia indispensabile ed improrogabile il riordino nazionale del settore ludico? Solo i suoi più affermati detrattori, ovviamente.

13 Dicembre, 2019: •
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