Decreto Rilancio: Il gioco non sa se averne paura

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Sinceramente, quando si sente che l’Esecutivo pensa al gioco d’azzardo, ed ai migliori siti italiani di casino legali, sembra inevitabile che gli operatori incrocino qualsiasi cosa possibile sperando che non arrivino nuove tasse, od esborsi imputabili a vario genere, o prelievi dai già futuribili risicabili introiti per far fronte a qualche “spesa imprevista dello Stato”. Purtroppo, il settore ludico è abituato a questo tipo di percorso istituzionale e quasi sarebbe meglio che lo Stato si dimenticasse completamente del “suo” gioco, come a volte fa per lunghissimo tempo, piuttosto che si ricordi e ricominci a tassarlo in modo inaspettato. Ma il destino del mondo del gioco è purtroppo legato a doppio filo con quello dell’Esecutivo e, quindi, non resta che guardare cosa “bolle in pentola” in questi giorni e cosa si pretende, nonostante tutto, considerato che il settore è ermeticamente chiuso da circa sessanta giorni, non si ha data certa della sua riapertura essendo stato inserito nella classifica di settore a rischio medio-alto.

Quindi, si vuole vedere cosa mai hanno studiato le menti dei tecnici governativi su previsioni future relative al settore ludico, cosa che mette inevitabilmente un po’ di ansia e di allarme negli operatori. Già il fatto che nel decreto Rilancio si parli espressamente di gioco, non depone al meglio, viste le esperienze del passato! Tanto per iniziare, si parla della proroga onerosa (!!) delle concessioni del gioco online, delle scommesse e del bingo: ma ciò che ha messo in preallarme gli operatori è una nuova tassazione sulle scommesse, comparto già in enorme difficoltà visto lo stop dei campionati che non consentono al comparto di “muoversi” in alcuna direzione: per sostenere il “Fondo per lo sport”. Nella bozza del Decreto Rilancio non è stata ancora inserita la percentuale e, quindi, vuol dire che i tecnici non sanno ancora bene cosa fare e come comportarsi: e questo non si sa se sia un bene od un male, cosa che comporta ulteriore apprensione negli addetti ai lavori.

Certo che si rasenta il ridicolo: non si è ancora aperta la possibilità ai giochi di ripartire che già si pensa di tassarne le entrate! I tecnici governativi sono proprio sicuri che (quando accadrà) il gioco andrà nuovamente a “guadagnare”? Ma si vuole andare con ordine, e vedere se si riescono a carpire i pensieri di chi illustra questa bozza del Decreto Rilancio: fortunatamente, almeno si sottolinea che il gioco è stato chiuso prima su di una parte e poi sulla totalità del territorio in tutte le sue attività. Dalle sale giochi, alle sale scommesse ed al bingo e si precisa che l’interruzione dei campionati a livello planetario ha senza dubbio fatto piombare nell’abisso gli introiti anche del gioco online. Si aggiunge che alla riapertura il settore del gioco, come tutti gli altri (e meno male) avrà bisogno di una certa tempistica per “riprendersi” gradualmente. Proprio per questo si è reso necessario valutare di uniformare le scadenze di tutte le concessioni al 2022, comprese quelle del gioco a distanza, ma ovviamente il tutto a titolo oneroso.

Ma vediamo di proseguire nell’excursus della bozza del Decreto Rilancio: alle proroghe onerose delle concessioni di gioco fa seguito la costituzione del “Fondo per il rilancio del sistema sportivo nazionale”, di cui si è sentito parlare a lungo in questo periodo, dove particolarmente il calcio sta passando ore impegnative per la decisione se riprendere o meno il campionato nazionale, con che protocolli, e con la valutazione delle perdite (cospicue) in caso di annullamento o sospensione dell’attuale concorso. Ed ecco che spunta l’idea brillante di applicare una quota per sostenere il “Fondo” da attingersi dalle scommesse relative ad eventi sportivi di ogni genere, “anche a livello virtuale effettuate in qualsiasi modo e mezzo, sia online sia canali tradizionali”: ma non viene per il momento indicata la quota esatta della percentuale da “estorcere alle scommesse”. Un’ipotetica percentuale su ipotetici incassi che non si sa ancora quando potranno avvenire: ma si parla di gioco e, quindi, lo Stato “azzarda su di una possibile eventualità”.

Segue una sequela di riferimenti a vari provvedimenti sul come arrivare al versamento al detto “Fondo” e si conclude che lo stesso viene determinato in misura non inferiore a 20 milioni di euro per quest’anno, 40 milioni di euro per il 2021 e 20 milioni di euro per il 2022. Si prosegue illustrando che tale sostegno alle società operanti nel settore sportivo è stato studiato considerate le enormi difficoltà di queste ultime visto lo stop dei diversi campionati. E come non trovarsi d’accordo per il sostegno allo sport? Ma, purtroppo, anche nella bozza del Decreto Rilancio non si parla di sostegno economico al mondo del gioco pubblico che continua ad essere in bilico tra la non assistenza del Governo, le tasse che devono pagare le imprese, il pagamento degli stipendi (visto che la cassa integrazione tarda ad arrivare… ammesso che arrivi), e la riapertura delle varie aziende che ancora non vedono la luce in fondo al tunnel. Infatti, ad oggi, ancora non si riesce a sapere quando effettivamente si aprirà la “fase 3”, categoria di appartenenza del gioco pubblico.

Bisogna ancora aspettare lo sviluppo della “fase 2” che, apparentemente, si sta svolgendo con attenzione da parte dei suoi fruitori: il monitoraggio della situazione continua, ma è ovvio che attendere la fine di questa settimana è essenziale anche se le Regioni continuano a sollecitare il Governo per autorizzare le altre aperture in base ai vari territori ed in base al contagio che negli stessi viene costantemente tenuto d’occhio. Appare “umano” che le attività vogliano riaprire, particolarmente quelle dell’intrattenimento, considerato che il periodo estivo si sta avvicinando e che non vogliano perdere completamente la stagione poiché hanno già subito la chiusura del periodo pasquale anche se ciò non è colpa di nessuno. Ma le cifre mancanti sono tante ed importanti e gli operatori turistici e dell’intrattenimento si stanno organizzando nei vari territori per aprire in assoluta sicurezza, basta aprire! Ed anche il gioco lo vorrebbe fare, con tutte le sue forze e con tutta l’attenzione possibile.

Maggio 21, 2020: •
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