Consiglieri Regionali che emettono proroghe sulle leggi sul gioco

proroghe alle leggi sul gioco

Veramente, per quanto riguarda il mondo del gioco d’azzardo, non ci si capisce più nulla! Da una parte di plaude ad una presa di posizione da parte degli Enti Locali che si stanno “ravvedendo” nei confronti delle restrizioni che le attività di gioco continuano a subire e che hanno portato alla situazione economica disastrosa di questo periodo e dall’altra si vogliono “frenare” queste stesse iniziative. Non si riesce a comprendere, con quale animo si possa richiedere “di fermarsi” a taluni Consiglieri Regionali che, con coscienza, stanno “prendendo tempo” nei confronti di un riordino a livello nazionale che è “quasi ultimato”, ma che ancora non arriva: evidentemente, questo operato da una certa parte dell’opposizione non è assolutamente condiviso. Quindi, cosa pensare? Senza ombra di dubbio bisognerebbe, invece, essere contenti di vedere le Amministrazioni locali che “prendono iniziative” per “sistemare autonomamente” la situazione commerciale ed economica delle imprese di gioco, considerando che le stesse non riescono più a sopravvivere, sono costrette a chiudere ed a licenziare i propri dipendenti!

Mentre lo Stato centrale, ancora ad oggi, non si esprime e non agisce con chiarezza sul riordino del settore ludico, comprese le piattaforme migliori di casino online, e chissà quando e se mai lo farà. Gli Enti Locali, anzi, qualcuno degli Enti Locali, non questi chiari di luna cerca di “salvare” il proprio territorio, e la relativa autonomia, rendendo meno oppressive le norme relative alle attività di gioco e “temporeggia” sul loro entrare in vigore per dare spazio alle novità governative che si attendono con apprensione. Posto tutto questo “tira e molla” sulle normative e sulle proroghe relative al mondo dei giochi, problema che sta diventando un argomento di fatto “sentito” dalle Amministrazioni Comunali, “ci piace” riferire che alcuni senatori dell’opposizione chiedono al Governo di fare finalmente il punto sul riordino del gioco pubblico. Chiedono, oltretutto, che si adottino misure contro le stesse proroghe di entrata in vigore dei vari distanziometri regionali che tanti guai stanno creando alle attività commerciali ludiche.

Si richiede all’Esecutivo Giallo-Verde, che aveva considerato nel “contratto di Governo” una serie di misure finalizzate a ridurre il fenomeno del gioco problematico, a che punto siano questi lavori e, sopratutto, quali iniziative si intendano intraprendere al fine di bloccare le “spinte delle Lobby sui Consigli Regionali, con l’obbiettivo di adottare le già menzionate proroghe all’entrata in vigore dei distanziometri dai cosiddetti luoghi sensibili. L’obbiettivo di questi quesiti sono i Ministeri dell’Economia e Finanze, dello Sviluppo Economico e delle Politiche Sociali: ciò particolarmente in previsione dell’entrata in vigore del divieto della pubblicità ai giochi ed alle scommesse, contenuto nel Decreto Dignità. Ed, anche, in modo particolare a seguito del parere dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni che con le proprie Linee Guida si è espresso sottolineando che esiste il “rischio che le modalità attuative del divieto di pubblicità, sponsorizzazione e tutte le altre forme di comunicazione a contenuto promozionale relative ai giochi con vincita in danaro, possano rendere inefficace tale divieto”.

Onestamente, chi capisce qualcosa in tutta questa confusione di norme, divieti, decreti e limitazioni è veramente “super bravo”, poiché prevale il concetto che quando si parla di gioco debba forzatamente nascere un “caos totale con piena confusione e poca chiarezza”. Ma a questo il mondo dei giochi è ormai purtroppo abituato: soltanto che oggi, a pochi giorni dall’entrata in vigore di questo benedetto divieto totale della pubblicità “si comincia a mordere il freno per la totale incertezza”che vi regna attorno. Ecco, forse, il motivo per il quale alcuni deputati si sono mossi per sollecitare il Governo “a fare qualcosa” per venire a capo di questa situazione, accelerando magari la tempistica per il riordino e per mettere dei paletti dai quali ripartire per regolamentare un gioco pubblico che quasi ormai non esiste più… e quel poco che riesce a stare ancora in piedi, arranca e barcolla sotto il peso di inesattezze ed insicurezze.

E gli stessi deputati ricordano al “Governo del Cambiamento” che era stato siglato un accordo dove, in tema di gioco d’azzardo, ci si impegnava a prevedere una serie di misure per contrastare il fenomeno della dipendenza: cosa che crea, indubbiamente, danni all’economia reale e produttiva del Paese. Si prevedeva l’ingresso del divieto assoluto di pubblicità, cosa che è stata portata infatti a termine con il Decreto Dignità: ma rimangono ancora “aperte” le eventuali iniziative sulla trasparenza finanziaria per le società che si occupano di gioco d’azzardo, le strategie di uscita delle slot machine e delle videolottery e le forti limitazioni alle forme di “azzardo con puntate ripetute”, l’obbligo di utilizzo della tessera sanitaria personale per prevenire l’azzardo minorile, l’imposizione di limiti di spesa, la tracciatura di flussi di danaro per contrastare l’evasione fiscale e le infiltrazioni mafiose. Tutti interventi che ad oggi non sono stati fatti e che se non “comparirà” il riordino del gioco si farà anche fatica a vedere.

Insomma, si pretende dal Governo una presa di posizione chiara e definita: l’opposizione “vuole che l’Esecutivo dichiari da che parte sta”. Se da quella dei cittadini, dalla parte civile della società (locuzione che si sottolinea sempre dal Pd), oppure se si abbia intenzione di continuare a stare nell’ambiguità: cosa che denuncerebbe il rapporto di contraddizione che, da sempre, esiste tra il Movimento Cinque Stelle e la Lega. Ed anche che si voglia tenere in considerazione quante volte la Consulta Nazionale Antiusura abbia denunciato che dietro la ludopatia ci siano disastri economici e personali per tante famiglie, ma anche l’intrusione nel mondo del gioco d’azzardo pubblico della criminalità organizzata che predilige questo settore nel quale ravveda la possibilità di poter riciclare il danaro proveniente da azioni fraudolente e criminali e farlo ritornare “alla luce del sole, lavato e stirato” e pronto ad essere immesso sul mercato legale. Cosa sta aspettando il Governo? Forse che qualcun altro gli tolga le “castagne dal fuoco”? Dovrebbe sapere che questo è praticamente impossibile, oltre che iniquo e deprecabile.

Luglio 6, 2019: •
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