Con il mondo del gioco d’azzardo ci vuole coerenza

con il gioco azzardo ci vuole coerenza

Con il mondo dei giochi e dei casino migliori “coerenza” è un termine piuttosto lato e quasi mai applicato quando ci si riferisce a questo benedetto delicato settore. Così come “certezza”, altro termine che il gioco ha imparato a non considerare più nel consueto vocabolario: ma nonostante questa situazione piuttosto difficile da percorrere l’industria del gioco, in questi giorni “rappresentata dal gioco rosa” perennemente in piazza con una caparbietà insospettabile, incontra uno dei suoi interlocutori “preferiti”, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che sta di fianco al gioco pubblico come mai prima era accaduto. ADM, quindi, pronta a difendere il settore a spada tratta ed a sostenere le relative esigenze che dopo più di 270 giorni ininterrotti di chiusura indiscriminata stanno diventando pressoché insanabili. Oltre tutto, il mondo ludico deve destreggiarsi tra il poco interesse, purtroppo, anche del nuovo Esecutivo e fare i conti con le valutazioni di quello vecchio che continua a trascinarsi durante l’emergenza sanitaria e che non sono mai state rivalutate.

E ciò, nonostante le sue attività abbiano dimostrato nel brevissimo tempo cui è stata consentita loro l’apertura, che nei punti di gioco d’azzardo si applicavano protocolli sanitari più che restrittivi e punti dove mai si è creato neppure un focolaio di contagio. Ma evidentemente questo non è bastato all’allora Esecutivo Giallo-Rosso, ma neppure serve oggi ad una rivalutazione di rischio medio/alto “appioppato” alle sue attività e per questo ci si ritrova ancora in piazza per cercare di attirare l’attenzione su questi più di 270 giorni di chiusura che appaiono veramente tanti e “vagamente contrari alla Costituzione italiana” . Proprio in funzione di queste incertezze ed altalenanze di comunicazioni, il gioco vuole stringere i tempi e mettere ADM ancora una volta di fronte alla richiesta di una ripresa a breve termine di tutte le sue attività, ma anche perché si interessi a far ottenere dal Governo maggiori sostegni economici al settore, l’accesso al credito indispensabile per riuscire “anche in proprio” a fronteggiare i disagi pandemici ed anche dei ritardi nella cassa integrazione.

Il tutto contornato da una sospensione dei versamenti del PREU e dei canoni allo Stato quanto meno per il tempo necessario a bypassare le conseguenze così disagevoli che l’emergenza sanitaria ed economica stanno facendo pagare a tutte le imprese. Problematiche che sono ben note sia ad ADM che alla politica e che si stanno “ingessando” in una situazione generale che ancora oggi pare senza fine seppur qualche spiraglio si possa percepire: anche se le speranze del gioco e delle scommesse vengono spesso disilluse e la possibile ripartenza delle attività continua a slittare. Ma è doveroso sottolineare che ciò coinvolge quasi tutte le attività “non essenziali” e, quindi, vale sempre il vecchio adagi “Mal comune mezzo gaudio” che si va ad applicare, ma che non dà assolutamente alcuna “soddisfazione”. AMD, nella persona del suo Direttore Generale, ha incontrato una delegazione del “gioco rosa” che parla per tutto il comparto come già sottolineato più di una volta, ma sinceramente che è quella rappresentanza che recentemente forse è stata quella più ascoltata: bisognerà, poi, verificare se “tutto questo ascolto, anche volonteroso” si svilupperà a venire.

Senza dubbio incontro positivo, come anche i precedenti con ADM ed anche con il sottosegretario con attribuzione di futura delega ai giochi, Claudio Durigon, anch’esso informato della situazione devastante di tutto il mondo dei giochi. E persona che ha dichiarato la sua disponibilità a tenere sott’occhio la situazione precaria del settore ludico e che andrà a caldeggiare una riapertura prima possibile, seppur compatibilmente come è per tutti con la curva epidemiologica: come andrà a sostenere interventi veloci per risolvere tutte le tematiche messe sul piatto. Ma, come ben si sa e come i vari TG continuano a rendere noto all’opinione pubblica, sono tante le categorie in profonda crisi economica a partire dai tanti ristoratori e commercianti e con essi tutti i titolari degli esercizi pubblici, naturalmente incluso il gioco ed poker: tutti con il medesimo obbiettivo, divenuto inderogabilmente essenziale, di una riapertura il prima possibile ed anche la possibilità di ricevere ulteriori sostegni senz’altro più sostanziosi.

La scelta della data dell’agognata riapertura delle attività è “in corso d’opera” poiché tanto dipenderà dall’andamento dei contagi, ma si dovrebbe decidere tra Governo e Regioni dove i Governatori chiedono di valutare una sorta di calendario per la ripartenza di tutta l’economia nazionale, cosa che darebbe respiro a tutte le attività, particolarmente a quelle maggiormente colpite dalle chiusure anche di quelle pasquali. La data che in questi giorni “era circolata” era quella dei primi di maggio, ma più recentemente il Ministro del Turismo Massimo Garavaglia ha fatto trapelare quella del 2 giugno come data definitiva possibile per la “ripartenza”. E questo slittamento di un altro mese, senza dubbio non è piaciuto alle imprese che sono chiuse da quasi un anno e che “scalpitano” per riappropriarsi delle proprie attività e per riaprire i battenti: cosa concepibile e perfettamente comprensibile.

Come è altrettanto comprensibile che, sopratutto le imprese di gioco, non siano assolutamente soddisfatte degli importi che dovrebbero essere erogati, ammesso poi che questa volta arrivino veramente alle imprese destinatarie e non come in precedenza poiché altrimenti il tutto suonerebbe veramente come un’ulteriore presa in giro. Sono risposte che il mondo del gioco, bingo online compreso, aspetta: o dal Governo o da ADM o dal sottosegretario Durigon. Che qualcuno, infine, decida perché sono tanti gli addetti ai lavori che se non rialzano le saracinesche non riescono ad avere gli stipendi per sopravvivere, ma pur essendo una esigenza senz’altro comune non solo al gioco, non si arriva a mettere in campo un piano “strategico” per le riaperture e, finalmente, per far ripartire l’economia nazionale che fa “acqua” da tutte le parti. Soltanto che “nuotare” non è per tutti e tante imprese rischiano veramente di affogare!

Aprile 29, 2021: •
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