Chissà se il gioco beneficerà del famoso ristoro delle aziende

benefici per far ripartire il gioco

Nel Dpcm del 24 ottobre 2020 insieme alle restrizioni non vengono indicate (è stato fatto successivamente con altro provvedimento) le categorie in lista per ricevere i già famigerati “ristori” che accompagneranno i mancati introiti delle imprese costrette a chiudere per limitare il contagio da Coronavirus. Il fatto che le attività di gioco in parte saranno operative ed in parte chiuse, e che questo non sia stato dettagliatamente indicato, mette una certa apprensione poiché come ben si sa i rapporti tra Esecutivo e mondo del gioco non sono di certo idilliaci e non si vorrebbe che questo inficiasse “i buoni propositi del Premier Conte quando afferma che “nessuno sarà lasciato solo”. Anche se purtroppo questa frase, obbiettivamente, fa mettere in moto gesti di scaramanzia visti i precedenti che proprio il gioco, casino affidabili compresi, ha dovuto affrontare e confrontare “anche a muso duro”, inoltrando rimostranze a seguito di “inconvenienti” incontrati molto spesso nell’acquisizione delle risorse particolarmente della cassa integrazione.

Inconvenienti incontrati non solo da parte delle imprese del gioco pubblico, come evidenziato in parecchie testate ed a mezzo TV. Quindi, la situazione del gioco, che è aperto in parte ed oltre tutto in ostaggio delle leggi regionali pare alquanto pericolosa nella valutazione degli “eventuali ristori” che le imprese totalmente chiuse dovrebbero ricevere: si spera, però, che almeno questa volta si tenga in considerazione che il settore ludico è uno dei settori più compromessi dal primo lockdown ed anche da quello “mini” attuale. E certamente non basta più al mondo dei giochi la dichiarazione che “lo Stato ci sarà per tutti” da parte del Premier, unita alla conferma del Ministro Roberto Gualtieri che si è parecchio esposto assicurando che gli indennizzi arriveranno il più presto possibile alle imprese coinvolte nella chiusura, ma serviranno fatti reali. Difficilmente però si riesce a credere a quanto dichiara il Governo centrale che ha sbagliato tanto in passato in situazioni similari a questa.

Di certo “perseverare negli identici sbagli sarebbe diabolico”, ma quando si parla di istituzioni e (sopratutto) di rapporti con il mondo del gioco tutto diventa “realizzabile”. Sopratutto, di certo non accontenta gli imprenditori il sentirsi dire che lo Stato centrale andrà ad effettuare “un indennizzo superiore di quello ricevuto la volta scorsa”: e chi non lo ha ricevuto per nulla o lo sta ancora aspettando cosa deve pensare? Però, oggi, vengono rilasciate dichiarazioni che possono sembrare più veritiere ma che coinvolgono un numero impressionante di imprese: infatti, si parla di ristori per 300-350 mila aziende, compresi gli esercizi pubblici che sono soggetti alle restrizioni inserite nel Dpcm 24 ottobre 2020, senza citare espressamente il settore del gioco pubblico che pure di restrizioni ne ha subite abbastanza e molto più a lungo di altri comparti. Ed il Premier aggiunge anche che questi ristori, visto il sacrificio importante che viene richiesto a determinate categorie, sono soltanto una parte delle misure che verranno emesse a sostegno delle aziende coinvolte nella chiusura.

Infatti, si parla di tre mesi di credito di imposta sugli affitti, dell’eliminazione della rata IMU a scadenza a dicembre e naturalmente della Cig e l’indennità di mille euro per i collaboratori: tante “belle promesse” che il gioco desidera accettare come vere e ci spera questa volta davvero, anche se qualche dubbio rimane, e non si può davvero evitare anche perché se ne ha senz’altro motivo. Ciò che si percepisce, almeno seguendo le promesse, è che questa volta lo Stato centrale voglia far arrivare i contributi di sostegno alle imprese coinvolte con la chiusura con velocità cercando di abbreviare la tempistica. E sopratutto abbreviare la burocrazia della quale l’amministrazione statale è piena ed anche, se si può dire, schiava ad oltranza anche quando si dovrebbe finalmente aver capito che in questo frangente andrebbe in qualche modo bypassata se non si vuole ottenere una sorta di “insurrezione popolare” come quella che sta avvenendo nelle piazze.

La gente, cittadini ed imprenditori, è stanca di comportamenti obsoleti che dovrebbero essere stati già messi da parte da questo Esecutivo che invece sembra sguazzarci tra un Dpcm e l’altro: anche se forse questo termine può sembrare irrispettoso. Ma onestamente visto e considerato che il Premier usa spesso i Dpcm forse potrebbe farne uno che “abolisce la burocrazia”: si sa che è una sciocchezza ciò che si è detto ora e che non si può cancellare tutto un pregresso assurdo ed obsoleto, ma che sarebbe parecchio utile fare qualche passo tangibile per evitare i 40 documenti per fare una richiesta di sostegno, oppure abbreviare gli otto mesi di attesa per ricevere il contributo della cassa integrazione! I parlamentari e la politica forse dovrebbero maggiormente mettersi nei panni di chi aspetta questi contributi e non sa più a chi rivolgersi, tra amici e parenti, per avere sostegno economico per poter provvedere alla propria famiglia. Sembra proprio che a Roma in Parlamento si viva in un’altra dimensione che non è quella terrena dei comuni mortali cittadini che ancora non si sono “attrezzati” per fare “la moltiplicazione dei pani e dei pesci”, ma che si stanno allenando per arrivare a questo obbiettivo di sopravvivenza.

Bisogna anche sottolineare che “la torta dei ristori”, sulla cui suddivisione evidentemente stanno lavorando “senza sosta” ed in strettissimo contatto il MEF, lo Sviluppo Economico, Lavoro e Politiche agricole si sta allargando a dismisura in quanto oltre alle categorie coinvolte che sono bar, ristoranti, palestre, attività culturali e comparto dell’agro industria si sono aggiunte le richieste della Lega Calcio e Federcalcio che lamentano anch’esse fortissime perdite e chiedono l’estensione dei sostegni anche a tutto il calcio professionistico che comprende la Serie A-B e C. Quindi, sarà indispensabile un’abile ed intelligente divisione di questo “dolce”, apparentemente corposo ma che con tanti “commensali” seduti alla tavola diventa sempre più piccolo per soddisfare tutti. Speriamo che non sia così poiché di speranze, di promesse e di attese ormai tutte le attività ne hanno ricevute a iosa: ora toccherebbe passare alle vie di fatto e “servire una piccola fetta di torta” per ognuno che ne abbia necessità, ovviamente mondo dei giochi e scommesse compresi.

Novembre 17, 2020: •
SitoRecensioneLicenzaVisita
888 casino logo
888 Casino
20€ Gratis + Fino a 500€
legale aams
Visita
snai casino logo
Snai Casino
10€ Gratis + 1000€
legale aams
Visita
starcasinò logo
StarCasinò
125 Giri + 1000€
legale aams
Visita
leovegas casino logo
Leovegas Casino
225 Giri + 1000€
legale aams
Visita
netbet casino logo
Netbet Casino
10€ Gratis + 1000€
legale aams
Visita
betway casino logo
Betway Casino
5€ Gratis + 1350€
legale aams
Visita
eurobet casino logo
Eurobet Casino
5€ Gratis + 1000€
legale aams
Visita
gioco digitale casino logo
Gioco Digitale Casino
150 Giri + 500€
legale aams
Visita
big casino logo
Big Casino
55€ Gratis + 3000€
legale aams
Visita
bwin casino logo
Bwin Casino
50 Giri + 200€
legale aams
Visita
betflag casino logo
Betflag Casino
30€ Gratis + 1.000€
legale aams
Visita
casino.com logo
Casino.com
10€ Gratis + 500€
legale aams
Visita
unibet casino logo
Unibet Casino
100% Fino a 300€
legale aams
Visita
voglia di vincere casino logo
Voglia di Vincere
100% Fino a 1000€
legale aams
Visita