Casinò di Campione: In arrivo novità importanti

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Un anno è lungo da passare, ma in realtà solo ora si “muove forse qualcosa” per quanto riguarda la penosa situazione di Campione d’Italia, del suo Comune e della sua Casa da Gioco: situazione che ha travolto purtroppo tutta la popolazione campionese che a causa del dissesto dell’Ente Locale non ha potuto usufruire di alcuni servizi primari e che ha visto trascorrere tutto questo tempo senza alcun intervento da parte dello Stato. Nè per il Comune, né per la Casa da Gioco struttura dalla quale dipendono tantissime famiglie che sono quasi da un anno senza stipendio e senza futuro: almeno sino ad oggi. Già, perché nei primi giorni di luglio verrà presentata la relazione del Commissario Straordinario Maurizio Bruschi, deputato a trovare una soluzione che possa cercare di arginare il pericolo economico di tutte queste famiglie dei dipendenti del Casinò di Campione d’Italia. Il rapporto dovrebbe prospettare l’eventualità del salvataggio della Società di gestione della Casa da Gioco da un lato, e dall’altro la costituzione di una nuova società.

Si attende con ansia il parere del Commissario Straordinario che in quella grande confusione che ha racchiuso per mesi il Casinò, ed anche il casino sul web, apparentemente poteva anche non vedere una via d’uscita: inoltre, ciò che voci di corridoio politiche fanno anche percepire è che sembra vi sia intenzione da parte del Governo di riattivare la Casa da Gioco, anche se ci sono voluti quasi undici mesi per arrivare a questo. La struttura ludica è l’unica grande impresa che sostiene, in pratica, l’economia del territorio campionese e che deve necessariamente ripartire per poi sviluppare anche altre attività economiche collaterali, incentivate sempre dalla Legge di Bilancio recente. Quindi, l’attesa e l’apprensione per la lettura del rapporto di Bruschi sembra quasi “palpabile”, poiché come già sottolineato, dai percorsi che in esso si possono prevedere dipende veramente tutta la parte lavorativa campionese. Sempre le stesse voci di corridoio non escludono un decreto studiato proprio per questa situazione per costituire una nuova società di gestione di tutte e quattro le Case da Gioco tricolore, ivi compresa ovviamente quella di Campione d’Italia.

Chi ha un minimo di memoria storica del gioco, e particolarmente del segmento degli italici Casinò, forse ricorda che quest’ultima possibilità era già stata ventilata nella famigerata Conferenza Unificata dall’allora sottosegretario ai giochi, Pier Paolo Baretta che era un sostenitore “cosciente e coscienzioso” di quest’unica struttura alla quale fare capo per la gestione di tutto ciò che poteva riguardare le Case da Gioco sul nostro territorio. In quel momento, però, forse era più urgente arrivare a quel famoso accordo tra Stato, Regioni ed Enti Locali di cui si stava discutendo per il gioco terrestre che presentava problematiche “più urgenti”. Quello che si può dire è che forse Baretta “aveva visto lungo” nella visione dei Casinò e voleva inserire anche questa parte nell’intesa (che, poi, tra l’altro nessuno ha rispettato, seppur sottoscritta da tutti i protagonisti). Ma per tornare esclusivamente alla questione di Campione d’Italia si deve sottolineare che il Governo è già intervenuto per “mettere una pezza” alla situazione del Comune che nonostante non sia un intervento definitivo mette, comunque, una base per la ripresa futura.

Ma in questo momento era importante intervenire nella situazione dell’Ente ed in quella economica dei dipendenti, garantendo oltre tutto i servizi essenziali ad una comunità veramente molto provata dall’andamento di questi lunghissimi mesi. É noto che l’Ente, con la riduzione drastica dei suoi dipendenti non potrà essere in grado di fornire i servizi necessari alla comunità: quindi, è sin troppo evidente che questo va affrontato con serietà ed umanità dalle istituzioni sia a tutela sia dei cittadini “coinvolti in questo dissesto” che per rispetto dei diritti dei lavoratori, particolarmente per quanto riguarda il loro futuro. Lo stesso discorso, per quel che afferisce i dipendenti, vale per quelli in carico alla Casa da Gioco che sono tantissimi: si palesavano soluzioni diverse ma sino a quando non sarà pubblico il report del Commissario Straordinario saranno tutti ancora con il fiato sospeso. É una bruttissima situazione, sia per il discorso relativo all’occupazione sia proprio per la struttura del Casinò che, chiusa da così tanto tempo, avrà subìto anche “qualche contraccolpo fisico”.

Senza contare che, dato il lungo tempo di chiusura, bisognerà riacquistare la clientela persa che, ormai, si sarà abituata ad un’altra struttura di gioco che, ovviamente, nel frattempo ha approfittato della debacle del Casinò di Campione d’Italia. Questa pure sarà una parte difficile da affrontare: quando un giocatore si assesta in un’altra dimensione è alquanto difficile “riportarlo a casa” e togliere quelle nuove abitudini e consuetudini cui nel frattempo si è abituato. Tutto questo farà parte, all’eventuale riapertura della Casa da Gioco campionese, di una sorta di ricostituzione e resurrezione sulla quale bisognerà lavorare parecchio per riportare il tutto a luglio scorso: e la situazione non è di certo invidiabile. C’è da sperare, e credo che tutto il “gruppo dei dipendenti”, sia quelli del Comune che quelli della Casa da Gioco pregherà per questo, che il Commissario Straordinario abbia trovato un’idea particolarmente brillante per far tornare “le cose (e le persone) al proprio posto”.

Impresa veramente impegnativa, difficoltosa e non di facile realizzazione. Oltre tutto, come si può ben comprendere, chi ha un’esperienza lavorativa nel settore del gioco difficilmente riesce a trovare una collocazione in diversa occupazione: è un reparto lavorativo alquanto particolare e le esperienze che si possono accumulare sono sfruttabili unicamente in una struttura similare. E questo è assolutamente evidente: non è che un croupier può facilmente inserirsi in un ambiente alternativo ad un Casinò! Queste sono le difficoltà pratiche: poi, è ovvio che ognuno pur di lavorare si adatterà a fare qualsiasi altra cosa, però ci si trova davanti ad un gruppo corposo di lavoratori in carico alla Casa da Gioco e far assorbire una massa di persone così importante sarà un’altra “missione (quasi) impossibile”, indubbiamente ardua e difficile: vedremo cosa succederà ma bisogna essere speranzosi…

Luglio 14, 2019: •
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