Anche il mondo dei videogiochi nel mirino di criminali informatici

videogiochi presi di mira da hacker

Che il gioco d’azzardo, casino online sicuri compresi, sia uno dei mondi preferiti dalla criminalità organizzata è stato sottolineato più volte: nel settore ludico le mafie vedono potenziali affari con pingui interessi ed un modo molto redditizio per riciclare il proprio danaro proveniente da loschi affari, applicare interessi esorbitanti a chi avesse bisogno di danaro per tenere aperte le proprie aziende e, quindi, far viaggiare l’usura nel mondo del gioco diventa un vero e proprio business. Senza dimenticarsi di aggiungere l’imposizione e l’estorsione relative alle apparecchiature da intrattenimento, anch’esse parte principale di uno specifico segmento del settore ludico, e forse anche quello più che redditizio, oltre che essere quello più “gestibile”. Si dice gestibile, ma si intende “manipolabile”: infatti, negli apparecchi di gioco possono essere manomessi i sistemi che determinano le vincite, così come il ciclo delle partite che può diventare una perenne, quanto inutile, ricerca di una vincita per l’ignaro giocatore che pensa di trovarsi dinnanzi ad un’apparecchiatura giustamente tarata.

E non succede solo negli apparecchi con vincita in danaro, questo intervento illegale è presente sempre più spesso, purtroppo, anche con i videogiochi. Quindi, criminali informatici minacciano anche questo mondo, insieme ai furti di account che ormai sono all’ordine del giorno e dei quali, forse, non ci si spaventa neppure più, seppur siano interventi che possono essere, senza ombra di dubbio, alquanto pericolosi: ma la loro “frequenza” quasi li fa percepire una “normalità” anomala. Nel rapporto di una piattaforma che espressamente si occupa della distribuzione dei contenuti online, si è evidenziato che in un periodo di circa 17 mesi si sono registrati niente meno che 55 miliardi di attacchi alle credenziali e 12 miliardi sono quelli che hanno messo nel loro “mirino” l’industria dei videogiochi. Industria che, a questo punto, viene seriamente e profondamente minacciata e compromessa da vere e proprie organizzazioni criminali che al loro interno operano con una sorta di organigramma ben definito nei ruoli.

Un insieme di sviluppatori, progettatori, addetti alle vendite arrivando sino agli addetti al marketing ed alle pubbliche relazioni che si occupano di pubblicizzare fornitori e prodotti. Se ne può dedurre, senza paura di essere smentiti, che a fronte di questi dati tutta l’industria dei videogiochi è in pericolo. Ogni giorno diventa una sfida per la sicurezza ed, indubbiamente, i criminali informatici sono una minaccia più che costante e senz’altro cosa che non può far lavorare in tranquillità gli operatori del settore che “stanno dalla parte giusta della barricata, quella legale”. Può essere che si riesca ad attaccare gli account di gioco per colpa od attraverso la divulgazione di liste di password: riescono a colpire coloro che, giocando, riutilizzano sempre le identiche password e non hanno abilitato l’autenticazione multi-fattore e questi sono gli account più facili da “raggiungere”: purtroppo, oggi è sufficiente una ricerca alquanto banale su YouTube per riuscire ad ottenere un numero inimmaginabile di video tutorial su come effettuare il tutto nei confronti di specifici giochi.

Senz’altro, una delle cose che i giocatori non sanno è che, una volta compromessi, anche i frammenti di un account possono avere un determinato valore per un criminale informatico che è alla ricerca dei dati di identificazione personale che sono d’aiuto, anzi che sono indispensabili, per potersi spostare in altri account, magari di valore maggiore. Ed un’altra cosa che il giocatore non tiene presente è la mancanza di percezione che i videogiochi, purtroppo, possano essere considerati come vettori di un potenziale attacco alle proprie finanze. Mentre, invece, il giocatore conosce benissimo i pericoli ed i rischi legati all’home banking ed ai siti di shopping online: infatti, quando ne fa uso opta per password più impegnative, senza dubbio diverse da quelle che vengono usate per giocare che sono solitamente meno complesse e di conseguenza più facili da rubare. Si può dire, quindi, che di certo il videogioco è il nemico che non ti aspetti e che non fa “suonare il campanello d’allarme” per quello che riguarda l’attenzione sulle password che si possono usare appunto per giocare: e mai errore potrebbe essere più fatale, purtroppo!

Per esempio, gli account Fortnite verificati con validi metodi di pagamento vengono sicuramente venduti su di un mercato “nero od oscuro”: una volta, poi, che il criminale informatico è riuscito a prosciugare un conto di valore, passa immediatamente ad un’altra operazione e così facendo riesce a realizzare utili significativi, anzi decisamente importanti. Tutto ciò di cui si è scritto in queste righe si può ricavare dal Soti Security Report, dedicato espressamente al mondo del gaming e che viene pubblicato in questi primi giorni di settembre, e che sarà seguito da tantissime imprese che hanno la necessità assoluta di difendersi da questi attacchi che rischiano di distruggere un comparto che sta da poco cercando di rialzare la testa. Ma come è giusto che sia, vi sono modi per potersi proteggere, a parte l’attenzione che ogni giocatore dovrebbe prestare nel comunicare dati e credenziali per essere nel mondo del gioco d’azzardo: gli editori dei giochi utilizzano per combattere i criminali informatici un approccio multistrato.

Ed è con un’intelligenza attiva, che potrebbe essere Bot Manager, che si permette ai team di sicurezza di assumere decisioni aziendali difficili sui cambiamenti e sui processi e, sopratutto, di concentrarsi sul sistema più efficace per combattere le minacce. Diventa evidente che le aziende di questo settore devono innalzare gli standard di sicurezza, ma devono anche prevedere di non frustrare troppo i giocatori, visto il periodo che tutti stanno attraversando per colpa del Coronavirus, trovando un compromesso senza dubbio difficile, ma indispensabile e che in alcuni casi è stato raggiunto con soddisfazione e che tutela entrambi, azienda e giocatore. Soluzione che sembra sia stata trovata da Microsoft, che gli amanti e frequentatori di giochi conoscono molto bene e che, quindi, non ha certo bisogno di presentazioni: la sua Xbox console risulta essere la meno colpita dal furto di credenziali e risulta alquanto difficile trovare nomi dei suoi utenti e relative password nel dark web così temuto da diverse aziende di gioco.

Settembre 22, 2020: •
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