Abusivismo ed illegalità non abitano nel mondo dei giochi

non esiste illegalita nel mondo dei giochi

Si vuole partire da un principio cardine sul quale si basa il mondo del gioco pubblico, compresi i casino online, (e, quindi, lecito): se non esistesse il mercato legale del gioco, ed in modo particolare quello delle scommesse, quelle illecite sarebbero ancora più diffuse e praticate nel nostro Paese con tutti gli episodi di matchfixing che possono essere collegati ad esse. Il significato di questa brevissima premessa è che la tutela del monopolio è basata sulla prevenzione e repressione di qualsiasi episodio o fenomeno di abusivismo e di illegalità che possono interessare il mercato dei giochi e delle scommesse con lo scopo e l’obbiettivo di impedirne ogni accesso della criminalità organizzata, ivi compreso il riciclaggio di danaro di provenienza dubbia ed illecita. Il tutto si concretizza con indagini di Polizia giudiziaria che portano alla scoperta di condotte non lecite, gravi e complicate, messe in atto da individui che operano nell’illegalità: il mezzo che viene usato sono strumenti investigativi sofisticati previsti, naturalmente, dal codice di procedura penale ed una costante opera di monitoraggio del territorio.

Monitoraggio che, ovviamente, si estende appunto dal terrestre al web: quest’ultima parte viene visionata da un nucleo speciale addetto alle frodi tecnologiche che ha, come obbiettivo, l’individuazione dei siti internet e di gioco non autorizzati e che operano, quindi, al di fuori della legalità e che al momento della loro scoperta sono soggetti ad un provvedimento di inibizione da parte dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Ma perché si sta facendo questa premessa? Semplicemente perché si “vocifera” (e le voci quando si parla di gioco sono sempre più forti del solito) che nel mondo dei giochi vi sia il rischio che i dati degli utenti siano oggetto di commercializzazione a vantaggio delle società di marketing dei casinò sul web. Ma questo non può assolutamente essere vero e questo pericolo non riguarda certamente la movimentazione effettuata sui siti leciti e controllati sia dall’Agenzia che da Sogei.

Se ci fosse “questo mercato”, sicuramente riguarderebbe le movimentazioni sui siti illegali e paralleli a quello legale, volontariamente poste in essere da quei giocatori che scelgono di giocare nel mercato illegale, conoscendone sia i rischi che “le virtù”, oltretutto rischiando anche un reato penale punibile. Al contrario, invece, tutti i dati che affluiscono alla rete lecita sono tutelati dalle più avanzate tecnologie adeguate alle recenti disposizioni relative alla privacy ed all’antiriciclaggio. Al momento, si precisa dall’Agenzia che sino ad oggi non si è mai avuta notizia di episodi di commercializzazione dei dati, né tanto meno che la rete legale sia mai stata violata o manipolata come si vuol far credere alla pubblica opinione.

Tutto ciò che è stato detto nelle righe precedenti dovrebbe “smontare” qualsiasi accusa che si possa riferire all’abusivismo ed all’illegalità dei giochi, in senso generale, ma si è già certi che non sarà abbastanza: i sospetti su questo mondo sono insiti in chi guarda il gioco non con obbiettività e del resto anche in tempi precedenti è sempre stato così e da tanti anni. Le stesse considerazioni, purtroppo, forse non in toni così accesi come da quando esiste questo Governo del Cambiamento, erano già state messe in campo in occasione di una maxi indagine sul calcio scommesse dalla quale era emersa una rete criminale vastissima in grado di alterare l’esito delle partite di calcio per poter scommettere sugli eventi. Certamente, un malaffare che faceva vedere in ogni caso e da parte dei detrattori del gioco un sillogismo tra lo stesso gioco, le scommesse e la criminalità.

Quando, invece, era veramente lapalissiano, almeno per chi voleva vedere le cose in modo obbiettivo, che questo sistema criminale fosse basato su di una rete di bookmaker illegali, per lo più asiatici ed in ogni caso fuori dall’Italia, proprio perché nel sistema delle scommesse lecite tutto questo non poteva essere attuabile, poiché il seppur minimo flusso di scommesse ritenuto “sospetto” su di un evento viene subito rilevato dalla rete e segnalato alle Autorità. E questo, come già detto, grazie alla sinergia messa in piedi dai Monopoli di Stato, dai bookmaker legali, dalla Lega Calcio e dalle Forze dell’Ordine. Fin troppo ovvio pensare che si possa riflettere sulle dinamiche presentate e fare chiarezza e trasparenza sull’organizzazione del controllo del gioco: sia, come detto, in relazione a quello terrestre che per quello online in modo che i giocatori, le imprese, gli operatori e gli addetti ai lavori siano certi di essere in presenza di un mondo dei giochi sano e “non toccato” da abusivismo e da illegalità”. E già questo non guasterebbe e metterebbe a tacere “voci” che lo vogliono forzatamente pervaso da queste due deplorevoli attività criminali.

Si vuole concludere, però, con una sorta di monito nei confronti delle istituzioni: dopo che la Commissione Antimafia, e questa è una notizia delle ultime ore, ha istituito nuovamente il Comitato sul Gioco si dovrebbero ricordare anche le parole della relazione conclusiva della precedente Commissione che si auspicava “una riforma complessiva ed organica del settore ludico in crescita costante”. L’emanazione di un Testo Unico sul Gioco che si ponga come volano attorno al quale vi sia la vigilanza nel mondo dei giochi in generale ed, in particolare, nel segmento delle scommesse che forse più di altri coinvolge emotivamente i giocatori e, quindi, deve essere forse “il più attenzionato”. Testo Unico che dovrebbe essere basato sulla centralizzazione di qualunque dato od informazione giudiziaria riguardante il gioco d’azzardo: non dovrebbe essere un “grande nuovo passo” poiché le stesse raccomandazioni sono riprese anche dal famigerato Decreto Dignità che prometteva un provvedimento di riordino generale dei giochi: provvedimento di cui ancora oggi si “attendono notizie” e la relativa stesura. Ma la pazienza è la “virtù dei forti” e pare che il mondo dei giochi di pazienza ne abbia dimostrata ad oltranza: e questo di conseguenza ne denota la sua forza, senza alcun dubbio.

Febbraio 16, 2019: •
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