2020: Anno orribile anche per il gioco d’azzardo legale

2020 anno orribile gioco azzardo

L’occasione della fine dell’anno, special modo di “questo benedetto 2020” farà un’eccezione alle regole consuete di vita e farà trovare finalmente tutti d’accordo: senz’altro sia i cittadini che le imprese se lo ricorderanno come un anno terribile per chiunque e che ha devastato persino le vite di qualcuno. 2020 che ha distrutto la quotidianità dei cittadini e fatto crollare le certezze di tanti imprenditori che avevano messo i loro sacrifici, per anni, nelle proprie imprese e se le sono viste distruggere a causa dell’emergenza sanitaria che ha costretto il Governo ha emettere provvedimenti restrittivi per contrastare il proseguire del contagio che, anche così, ha comunque provocato danni incontenibili. Una situazione, si è ribadito più e più volte nel nostro “dire”, imprevista ed inimmaginabile alla quale nessuno era preparato persino la nostra attuale politica che si è dovuta confrontare con momenti veramente pericolosi per il nostro Paese che ancora non sono stati superati, ma che sono stati in qualche modo, a volte anche discutibile, arginati.

O, forse, sono stati rimandati a quando arriveranno i famosi aiuti dall’Europa sperando di avere veramente dei realistici programmi e dei progetti validi per la ricostruzione dell’economia del nuovo Sistema Italia che non dovrebbe farsi sfuggire l’occasione per mettere a posto l’attuale antiquato sistema di gestione del Paese, la sua (pare) irrinunciabile burocrazia, la sanità che è senz’altro stata messa a dura prova, la tassazione. E non appare uno scenario povero di interventi, anzi: in ogni caso l’anno trascorso per tutti, incluso il mondo dei giochi e dei casino virtuali, ci ha fatto affrontare esperienze nuove in assoluto e bruttissime sopratutto perché ci ha messo di fronte ad una sorta di “disfacimento” del Paese, dell’economia, dell’industria, dell’occupazione. Tutta una sorta di avvenimenti che non potevano trovarci preparati e che sono risultati i più gravi dal dopoguerra.

Oggi tutti i settori, chi più o chi meno, hanno subito danni importanti e si dovranno rimboccare la maniche pensando a rinascere dalle macerie di questo 2020 e dalle conseguenze della pandemìa che ancora non consente di fare programmi per un vicino 2021 sino a quanto non si sarà certi di aver debellato questo virus. E questo, senza ombra di dubbio, ha toccato anche i cittadini normali privandoli delle proprie tradizioni ed imponendo regole anche per le festività natalizie, delle proprie quotidianità e persino dei suoi momenti di divertimento e di gioco d’azzardo. Di certo le imprese, tutte, non potranno restare ferme un altro anno a livello commerciale e dovranno inventarsi qualcosa di particolare per poter stare “in piedi, seppur barcollando” in attesa di una ripresa economica che deve forzatamente avvenire, altrimenti sarebbero veramente guai per tutti. Proprio per questo il gioco pubblico, che quest’anno ha dovuto subire più o meno 180 giorni di chiusura totale, non può attendere ancora il famigerato riordino nazionale dell’intero settore.

Riordino che darebbe a questo comparto la speranza di poter “rivedere la luce” alla riapertura delle attività. E non sarà un’impresa semplice perché il gioco probabilmente ha già “giocato tutte le sue carte” per sopravvivere in questo lungo periodo di lockdown ed ora il suo destino è in mano al Governo che deve, e si sottolinea deve, far nascere il riordino del gioco. Ma questa volta davvero senza se e senza ma, se non vuole provocare una catastrofe oltre a quella della chiusura di moltissime imprese anche a livello di occupazione. Ma la preoccupazione vera, per quanto riguarda gli addetti ai lavori del gioco e delle scommesse sportive, è che ciò non avvenga come invece lo è la certezza che ancora non si sia “fuori dal tunnel pandemico” e che ci vorrà ancora pazienza e sopportazione per trascorrere i prossimi mesi che non saranno indubbiamente “radiosi”. Saranno mesi ancora di attesa, di ristrettezze economiche e di attività che andranno piano a piano a “spegnersi” perché ormai risulta pacifico che lo Stato non riesce ad aiutare tutte le imprese mettendole in condizioni di resistere aiutandole a pagare le spese aziendali correnti, che regolarmente si ripresentano mensilmente.

Indubbiamente, questo aspetto è quello peggiore: la consapevolezza per gli operatori del gioco pubblico che già sono stati sottoposti a due lunghi lockdown e che non hanno più risorse personali per proseguire, che la pandemìa non se ne andrà a breve termine. Quindi rimane una indicibile voglia di “buttare il cuore oltre l’ostacolo”, ricominciare, studiare strategie per offrire un gioco pubblico migliore e più tutelato: purtroppo, la sensazione sempre più netta è quella che anche il 2021 sarà un anno coinvolto nell’emergenza che ci consegna quotidianamente ancora dati preoccupanti. E non è che il vaccino sia “il salvatore della Patria”. Sicuramente ci darà più certezze per la salute, ci farà sentire più tranquilli e non ci si dovrà confrontare con il numero di vittime che è sempre troppo alto, ma non ci metterà subito in condizioni di rinascere, cosa che per mesi rimarrà senz’altro un obbiettivo di tutti, ma la ripartenza sarà da valutare piano piano con i dati che il Comitato Tecnico Scientifico consegnerà.

Ed, oltre tutto, con i provvedimenti che questi dati comporteranno e con i risultati che si andranno a raccogliere sempre che tutti siano rispettosi dei “consigli” per evitare il contagio. E questo per quello che riguarda l’emergenza sanitaria che, però, si è intrecciata inevitabilmente con quella economica con i vari addetti ai lavori che faranno una fatica enorme a gestire le conseguenze dei diversi lockdown oltre a dover affrontare, ed oggi non si sa ancora come, quel passaggio verso quell’oscuro ritorno alla normalità di cui tutti si “riempiono la bocca” ma che veramente in pochi riescono davvero ad immaginare. Il mondo dei giochi, poker online compreso, sicuramente non è all’altezza di comprendere cosa succederà in effetti, come o dove andranno a finire i lavoratori che saranno costretti a lasciare le proprie aziende. L’unica speranza per il gioco, è che profondamente si “sente una Riserva di Stato” e spera che anche se all’ultimo momento quest’ultimo farà qualcosa per il “suo gioco pubblico”.

Gennaio 14, 2021: •
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