Una sospensiva ai licenziamenti del casinò di Campione

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La problematica del Casinò di Campione d’Italia, la sua dichiarazione di fallimento ed il licenziamento di tantissime risorse che gravitavano nella Casa da Gioco ed in Comune, è stato argomento di cui ultimamente si è parlato abbastanza diffusamente in quanto situazione particolare sia perché riguarda una delle quattro strutture italiche dedite al gioco, sia sopratutto per tutte le persone coinvolte in questo accadimento assai particolare. Vi sono state manifestazioni alquanto “partecipate” mirate anche a coinvolgere la cittadinanza ed a richiamare l’attenzione di tutto il popolo italico, trattandosi di cittadina italiana “residente in territorio svizzero” e non si voleva che il “resto d’Italia” si dimenticasse della comunità campionese quasi come se stessa fosse una “comunità fantasma”. Qualche obbiettivo a seguito delle manifestazioni è stato raggiunto anche se quello principale, la riapertura della Casa da Gioco, ed anche del suo casino su internet, ancora non si è concretizzato, e chissà quando potrà avverarsi, con una conseguente perdita economica e di immagine per tutti coloro che hanno (anzi avevano) qualcosa a che fare con il Casinò.

Ma come detto poc’anzi un “piccolo” grande risultato, nel mare magnum di problematiche campionesi, si è raggiunto: il Tar del Lazio ha dato seguito alla sospensiva del taglio di 86 unità del Comune di Campione d’Italia disposto dall’allora Sindaco, taglio consentito ai sensi della normativa sui comuni in stato di dissesto. Tali Giudici, infatti, facendo seguito alla prima sospensiva, appunto consentita per carattere di urgenza, ne hanno disposto una ulteriore al 19 novembre 2019, giornata in cui il ricorso presentato dai dipendenti del Comune, sarà discusso nel suo merito. Un sospiro di sollievo, ancora per qualche mese, per queste risorse che hanno il loro futuro legato a Tribunali, Comune, Casa da Gioco sperando che qualcosa si sblocchi e che, finalmente, l’Esecutivo Giallo-Verde faccia qualcosa di tangibile anche se il problema riguarda il gioco, argomento alquanto ostico per l’attuale Governo. Ma senz’altro il Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico “qualche cosa andrà a fare” non fosse altro per rispettare la carica che questo Ministero gli impone.

Ovviamente, i Sindacati sono soddisfatti di questa decisione del Tar che dà respiro ai propri assistiti, sottolineando che i Giudici hanno concesso alla politica nazionale di intervenire e dato il tempo necessario per farlo con questa “proroga”. Ora, dipenderà dalle organizzazioni sindacali chiedere che i lavoratori del Comune vengano retribuiti, visto che non percepiscono lo stipendio da ben dodici mesi e nonostante questa grave situazione gli stessi dipendenti comunali hanno sempre avuto certezza che il ricorso presentato potesse andare nella “giusta direzione”: cosa che per il momento è avvenuta. Ancora una volta bisogna dire che questi ultimi “hanno salvato i servizi pubblici” della comunità campionese ed hanno anche avuto la gran forza di intravedere degli spazi oltre l’ostacolo che si è parato dinnanzi alle loro vite lavorative. Hanno creduto in qualcosa in cui la politica non è stata in grado di fare alcunché. Si può dire che, anche se solo temporaneamente, sono stati salvati dei servizi che in caso contrario rischiavano veramente di affondare ed almeno c’è speranza che qualcosa cambi politicamente entro il prossimo 19 novembre 2019.

Un plauso, quindi, ai dipendenti comunali di Campione d’Italia, ma anche ai Giudici del Tar del Lazio che considerano, nell’ordinanza che concede questa ulteriore sospensiva, che ad un esame dell’attuale situazione e considerato anche il numero di dipendenti che risulterebbero in eccedenza, e si parla di ben 86 unità, si deve ritenere che sussistano i presupposti per accogliere l’istanza presentata appunto dai dipendenti del Comune di Campione d’Italia: ciò al fine di non “pregiudicare le ragioni dei ricorrenti nelle more della decisione sul merito e di un più approfondito esame delle questioni oggetto del ricorso”. Gli stessi Giudici del Tar del Lazio fanno anche riferimento al disposto dell’articolo 25 della Legge 17 dicembre 2018, denominato “Misure per il rilancio di Campione d’Italia”, dove viene prevista la nomina di un Commissario straordinario al fine di elaborare azioni di risanamento del gestore della Casa da Gioco campionese, od anche per valutare le condizioni per individuare un nuovo soggetto per la gestione della stessa Casa da Gioco.

Per finire, si vuole però fare una considerazione, o riflessione che dir si voglia, non positiva certamente per il nostro Esecutivo Giallo-Verde: la Magistratura, seppur una parte amministrativa, con questo provvedimento sta tendendo la mano alla politica concedendo alla stessa spazio e modo per intervenire. Si ritiene da parte di chi scrive che la politica, e particolarmente il Governo centrale, abbia il dovere di intervenire in una situazione che coinvolge una cittadinanza completa, appunto quella campionese, il Comune nonché la Casa da Gioco con tutti i dipendenti che gravitano in queste strutture, così come gli stessi cittadini e dipendenti hanno il sacrosanto diritto di essere assistiti dal Governo che dovrebbe proteggerli e tutelarli prima che la situazione, già degenerata visto che il fallimento del Casinò è stato dichiarato dal Tribunale di Como lo scorso anno, non arrivi ai massimi livelli.

La Casa da Gioco di Campione d’Italia, sarebbe opportuno che la politica anche quella Giallo-Verde se lo ricordasse, ha da sempre contribuito, ed anche in modo cospicuo, a versare alle Casse dell’Erario cifre considerevoli. Almeno di questo il Governo centrale si dovrebbe ricordare, anche se l’attuale Esecutivo è di colore diverso da quelli precedenti, ma si pensa che questo debba importare veramente poco. Un Governo del Cambiamento, democratico nelle idee ma apparentemente non nel “fare”, non dovrebbe aspettare oltre ed intervenire per salvaguardare una parte dei suoi cittadini italiani, anche se territorialmente abitanti in suolo svizzero. Si è atteso anche troppo per intervenire e non si può sperare che al prossimo 19 novembre 2019 vi sia un’ulteriore proroga per risolvere questa situazione, già troppo pesante che si sta trascinando veramente da troppi mesi. Possibile che l’Esecutivo non si renda conto che centinaia di risorse non prendono lo stipendio da un anno?

Marzo 14, 2019 Scritto da: : posted in news
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