Uk: Non si riesce ad impedire ai minori di giocare d’azzardo

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Chi pensa che sia solo il nostro italico Regolatore ad affrontare la tematica del gioco d’azzardo ed i minorenni senza ombra di dubbio incorre in un grave errore: persino in Gran Bretagna dove il mondo dei giochi è super-regolato e super-organizzato si trovano impedimenti nei pub inglesi nel non consentire l’accesso ai minori al gioco d’azzardo. Infatti, su quel territorio, quasi il 90% dei gestori non riesce ad impedire l’accesso ai minorenni alle apparecchiature da intrattenimento ed alle slot machines destinate al mondo degli adulti. Questo, purtroppo, è il risultato di un test condotto su un campione di esercizi e commentato dalla Gambling Commission del Regno Unito, ente che ha collaborato con le Autorità preposte che hanno provveduto al rilascio delle licenze relative al gioco e con la Polizia locale: test indirizzato al controllo delle leggi in essere.

La Gambling Commission è profondamente preoccupata di questa situazione di “mancato controllo sui minori” e invita il segmento dei pub a farsi parte diligente nell’agire nel modo più veloce possibile per far rispettare le leggi in vigore per proteggere i giovanissimi dall’uso delle macchine da gioco progettate e messe sul territorio per il mondo degli adulti. Inevitabile, naturalmente, che ci si aspetti dagli esercenti un intervento immediato, data l’importanza di questo fenomeno, e la Gambling Commission terrà il tutto sotto controllo insieme alle Autorità per supportare qualsiasi intervento nei confronti di coloro che “non rispettano i requisiti” e non intervengano per arginare il dilagare di questa “cattiva abitudine”, alquanto pericolosa se non combattuta con pervicacia.

Per comprendere l’apprensione che agita i “mari della Gambling Commission” britannica, bisogna raffrontare questo insuccesso degli esercenti dei pub (circa il 90%, come detto all’inizio) con un tasso di insuccesso medio del 15-30% relativo agli altri prodotti soggetti ai limiti di età e relativi ad alcool o tabacco. Questo ha spinto, come è ovvio che sia, la Commission a scrivere all’industria dei pub sottoponendo i risultati di questa indagine e chiedendo ufficialmente miglioramenti nel modo più immediato possibile per non far cadere i giovani nel giocare al casino online. Nel frattempo, il Governo Britannico ha anticipato all’aprile 2019 il taglio nella puntata massima sui Fobt, taglio già peraltro previsto: i Fobt, per chiarire per chi ancora non conoscesse questo termine, sono i terminali per le scommesse a quota fissa, ed intervento ritenuto imprescindibile ed urgente particolarmente dopo le pressioni dei politici e le dimissioni del Ministro dello Sport.

Anche nel Regno Unito, però, nonostante il gioco sia più regolamentato e faccia parte del sociale, al contrario dei nostri attuali “usi e costumi ludici”, si deve pensare a compensare il mancato gettito fiscale (quindi, non è un privilegio solo del nostro Esecutivo): il risultato per questa compensazione si è concretizzato con un aumento delle tasse sui casinò online nell’ordine di circa il 6%. Di conseguenza, la relativa tassazione passerà dal 15% al 21% apparentemente “senza alcuna alzata di scudi” da parte del segmento interessato. E mentre nel Regno Unito si cerca di intervenire velocemente per la problematica che tocca la parte più giovane della società, anche in Italia non si vuole “essere da meno” e si interviene, però, con il solito distanziometro ed i soliti luoghi sensibili che questa volta vanno a toccare anche le discoteche.

In questo caso si parla del Regolamento sul Gioco appena approvato a Riccione e, quindi, si parla dell’Emilia Romagna, ancora una volta. E ciò accade proprio mentre si moltiplicano a dismisura gli appelli degli operatori del settore ludico alla politica, affinché la stessa ridiscuta la Legge sul Gioco vigente in Emilia Romagna alla luce delle gravi conseguenze occupazionali, ma sembra, e tanto per cambiare, senza ricevere alcun riscontro sia da parte del Governo centrale che neppure dalle istituzioni decentralizzate. Infatti, l’ultimo provvedimento approvato è proprio il Regolamento sul Gioco di Riccione approvato nei giorni scorsi che sostituisce il testo precedente, in vigore dal “lontano” 2007 e che nel testo attuale ha una particolare peculiarità relativa ai cosiddetti “luoghi sensibili”.

Infatti, si parla nel testo delle discoteche “strumento di richiamo” particolarmente nella città romagnola ed in tutta la riviera, durante il periodo estivo e punto di ritrovo della gioventù: ritenuto, pertanto, dal regolamento sul gioco un punto off limits per l’offerta appunto del gioco d’azzardo. Sono, poi, stati inseriti anche gli asili nido ed i Centri di Buon vicinato e gli ormai immancabili luoghi di culto, gli istituti scolastici di ogni grado e gli impianti sportivi. Quindi le discoteche sono la new entry…

Naturalmente, non si vuole equiparare il “pubblico giovane” che va in discoteca (nel nostro italico Paese) a quello che frequenta i pub del Regno Unito anche se qualche analogia, senza dubbio, esiste: ma si vuole semplicemente dire che il pubblico giovane e giovanissimo deve essere particolarmente tutelato in quanto si presume sia più influenzabile e sensibile e va protetto dalle istituzioni in modo che non incorra in “tenera età” nelle derive che il gioco d’azzardo può presentare se non se ne conoscono i rischi ed i lati oscuri. C’è sempre tempo per avvicinarsi a questo mondo dell’intrattenimento con più cultura e più responsabilità e maturità.

Bisogna lasciare che la parte più giovane della nostra società futura, così come quella del Regno Unito, faccia “il suo corso” e non si avventuri troppo nelle pieghe oscure del gioco d’azzardo in quanto lo stesso può essere pericoloso e difficile. L’avvicinarsi con troppa superficialità diventa un’arma “a doppio taglio” che vale la pena di affrontare quando l’individuo è pronto ad essere più consapevole ed informato sui rischi che gli si possono presentare. Bene, quindi, che i minori ed il loro mondo vengano tutelati anche con leggi severe che possono sembrare troppo eccessive, ma che in questo caso si condividono apertamente e senza remore: che siano quelle dell’italico Paese o quelle magari più avanzate del Regno Unito. I giovani minori sono viaggiatori del Mondo e vanno assolutamente tutelati, sempre e dovunque.

Novembre 27, 2018 Scritto da: : posted in news
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