Torna sotto i riflettori il Boss sicialiano dei Casino

boss siciliano dei casino

La storia, perché di “storia” effettivamente si tratta, di Francesco Corallo risale a tanti anni or sono ed è inutile tediare chi ancora ci legge con le varie sue vicissitudini anche se conoscerle, anche solo sommariamente, potrebbe essere utile per capire il personaggio. Ma quello che si vuole affrontare in queste righe è un risvolto “umano” del boss siciliano dei casinò che ha affrontato, e sta affrontando, un momento particolarmente difficile e tragico della sua pur complicatissima vita: questa volta non si parla né di macchinette, né di gioco d’azzardo, né di casinò. Si vuole riferire “per dovere di cronaca” solo un accadimento umano al signor Francesco Corallo che da sei mesi viene detenuto in una stazione di Polizia di Philipsburg in condizioni inumane per qualsiasi persona ed in virtù di questo “trattamento” la Corte di Strasburgo condanna l’Aja al risarcimento dei danni.

Ecco, quindi, che nuovamente i Paesi Bassi sono stati condannati da una sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo a Strasburgo che, appunto, ha dichiarato “inumana la detenzione del boss dei casinò Francesco Corallo a Saint Maarten” ed è proprio per questo trattamento che lo stesso riceverà un risarcimento di 5000 euro ed i Paesi Bassi dovranno pure pagare 5500 euro di spese legali. In virtù del trattato che è stato ratificato dai Paesi Bassi, gli stessi rispondono anche per le violazioni dei diritti umani compiuti nelle isole caraibiche: nel 2016 l’Aja è stata richiamata per la situazione dei detenuti condannati all’ergastolo. Solo e sempre per dovere di cronaca, bisogna ricordare che per i Paesi Bassi Francesco Corallo è considerato come il capo della mafia a Saint Maarten ritenendo che il suo impero fu la base principale sulla quale si era fondata l’ascesa al potere dell’ex primo ministro Schotte a Curacao.

Esattamente lo scorso anno è stato condannato per riciclaggio e corruzione dopo che Francesco Corallo aveva trasferito ingenti somme di danaro nel 2010 a conti privati della moglie e proprio questo danaro, secondo gli inquirenti, è servito per costruire la carriera politica di Schottes, cominciando dal partito MFK che vinse proprio quell’anno le elezioni e Corallo sembra abbia avuto assolutamente un ruolo centrale e di primo piano nella formazione di quel Governo: per questo avrebbe ricoperto un incarico di rilievo nella Banca Centrale dell’isola caraibica se non fosse intervenuto il Governo dell’Aja a fermare tutto ciò. E come tanti sanno, Francesco Corallo, in Italia, era ricercato per evasione fiscale inerente anche al mondo del gioco d’azzardo, come si è detto nelle prime righe, riciclaggio di danaro sporco e per i suoi legami con la mafia.

Nel dicembre del 2016, Roma ne aveva richiesto l’estradizione ed il boss dei casino è stato rinchiuso per sei mesi nelle celle della stazione di Polizia di Philipsburg: in quel periodo ha dovuto condividere la sua cella “di ben 16 metri quadrati”, con altri cinque detenuti ed a volte anche di più. Nella cella c’era un solo bagno che perdeva, senza separazione od indipendenza ed alcuni dormivano sul pavimento e la stessa era senza luce naturale o ventilazione. In forza di questo accadimento, il Comitato Europeo per la prevenzione della tortura, il CPT, ha affermato che i detenuti possono rimanere in queste celle dei commissariati non più di tre giorni: Francesco Corallo vi è stato trattenuto per ben 114 giorni! Qualunque cosa lo stesso abbia fatto, questo stazionamento così lungo prima di tutto è illegale e, come è stato dichiarato, sopratutto è inumano.

A questo punto, forse, sarebbe anche utile conoscere meglio il Re italiano delle slot machine e delle video lottery che è stato alla ribalta per tanto tempo in questo settore, accompagnato dalle sue varie vicissitudini amministrative e sanzionatorie che hanno portato il suo gruppo a perdere la concessione di gioco da parte dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli dopo che era stato travolto da una ulteriore inchiesta effettuata dalla Procura di Roma per riciclaggio assieme all’ex leader di AN, Gianfranco Fini e, quindi, essendo venuto meno il “principio di fiducia” che devono rivestire gli intestatari delle concessioni di gioco di Stato.

A seguito di questa decadenza dalla concessione, naturalmente, si apriva un grande spazio sul mercato in quanto la società Global Starnet Ltd (ex BPlus) del Gruppo Corallo avrebbe dovuto “spegnere circa 57mila slot machine e 10mila Vlt” sparse su tutto l’italico territorio che rappresentavano circa 500milioni di euro di gettito erariale in meno. Il procedimento per la “decadenza della concessione relativa alla conduzione operativa della rete per la gestione telematica del gioco lecito” mediante apparecchi da divertimento ed intrattenimento continuava, mentre i Monopoli di Stato analizzavano le controdeduzioni della Global Starnet, ritenendo successivamente in effetti che dopo “una attenta valutazione ed un approfondimento” sussistessero i veri e reali presupposti per disporre la decadenza della concessione in modo definitivo.

Dopo varie vicissitudini, si arrivava quindi allo “sprint finale” dell’inchiesta della Procura di Roma che otteneva l’arresto di Francesco Corallo, accusato di aver riciclato danaro anche attraverso conti correnti offshore riconducibili anche ad altri imputati. L’inchiesta ha consentito di accertare un coinvolgimento politico di Corallo con Giancarlo Fini per un “presunto accordo” che avrebbe aiutato lo stesso boss siciliano a diventare il numero uno in Italia nella gestione delle slot e delle video lottery. In cambio avrebbe ottenuto, tra il 2008 ed il 2015, circa 4 milioni e 200mila euro erogati attraverso le varie società del Gruppo Corallo: danaro in parte proveniente dal Preu, il prelievo erariale unico legato alla tassazione sulle vincite delle slot machine. D’accordo, si può dire che Francesco Corallo, indubbiamente, non sia uno “stinco di santo” e che apparentemente ha sfruttato alcune occasioni per diventare il Re dei casinò, ma farlo restare per sei mesi in una cella sembra anche a chi scrive davvero una pena troppo pesante.

Ottobre 31, 2018 Scritto da: : posted in news
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