Occupazione ed investimenti a rischio nel mondo del gioco

rischio nel mondo del gioco

In questo momento di caos generale in cui vive il gioco ed i casino online affidabili, ognuno cerca di far valere la propria posizione nella filiera in modo di chiarirla, ma ancora una volta si crede che questa “individualità” sia totalmente sbagliata: infatti, proprio ora il mondo dei giochi dovrebbe dimostrarsi coeso per “andare avanti” tutto unito in modo da far sentire le proprie ragioni. Quello che dovrebbe essere il concetto comune e predominante è che “i giochi non possono essere ancora considerati un pozzo senza fondo od un bancomat illimitato”, un punto a cui attingere per qualsiasi evenienza. Insomma, questa ennesima stretta fiscale non va a mettere in difficoltà solo le imprese che di gioco vivono, ma mette a rischio la terza industria nazionale, purtroppo frenando consumi ed investimenti.

É evidente che queste considerazioni “seguano” la nuova stretta sui giochi contenuta nel Decretone con il suo ulteriore aumento dello 0,75% dell’aliquota del Preu sulle Awp e l’innalzamento, dall’8% all’11% della tassazione sulle vincite di 10 e Lotto. Non può che suscitare scontento, ma anche profondo sgomento, questo ulteriore intervento del Governo Giallo-Verde che sembra accanirsi quasi esclusivamente nei confronti dei giochi quando oltretutto proprio da lì deve recuperare le risorse necessarie per “soddisfare” le proprie promesse pre-elettorali. Infatti, si è segnalato più di una volta il disappunto delle imprese di gioco che dopo il Decreto Dignità, e sino ai giorni nostri, non trovano più pace poiché l’Esecutivo continua ostinatamente a bersagliare il settore ludico con aumenti di ogni genere. Spesso la parte più “minuscola” delle imprese ludiche è insofferente e vive commercialmente un percorso economico sempre meno sostenibile e sempre più difficoltoso.

E quel che è peggio, purtroppo, è che questo Governo del Cambiamento non ricerca e non accetta di ascoltare la voce di queste piccole e medie imprese e, sopratutto, non intende ritornare sui propri passi pur essendo cosciente che il “perdurare di questo accanimento economico” nei confronti dei giochi porterà “allo sfascio” l’intero settore con tutte le conseguenze sia economiche che occupazionali che ne discenderanno. E senza considerare che questa eccessiva tassazione porterà forzatamente una riduzione degli investimenti e dei consumi con una ripercussione notevole sullo stesso gettito fiscale di cui, invece, l’Esecutivo intende usufruire per il suo “noto tornaconto”. Che dire: non si è mai assistito, od almeno recentemente, ad uno scontro così “unilaterale” nei confronti del gioco. Io Governo ti ordino, tu impresa devi obbedire: senza ascoltare esigenze o ragioni od ancora la situazione economica dell’intera filiera, e quindi delle sue imprese e dei suoi operatori.

Tutti i giochi sono in pericolo: oltretutto si aspettano ancora qualche sorpresina dall’Esecutivo Giallo-Verde che recentemente ha abituato questo settore a “ricevere una particolare attenzione”: tutto questo non può che riportare al titolo di questo articolo “occupazione, consumi ed investimenti a rischio nel settore ludico” e tanta apprensione per un futuro non certo radioso e particolarmente pieno di (negative) sorprese. Quel che forse è più grave, oggi, è che sono in subbuglio tutti i comparti: i gestori degli apparecchi di gioco in testa, ovviamente, viste le restrizioni che devono subire e le ultime tassazioni, i bar ed i tabaccai che ospitano le Awp che si sentono sminuiti nei confronti delle sale giochi, ritenute invece privilegiate, le imprese di gioco online che non possono più “pubblicizzarsi” visto il divieto assoluto inserito nel Decreto Dignità. Insomma, non esiste alcun comparto dei giochi che non sia “bersagliato” da qualcosa di negativo a livello economico e di investimenti.

Poi, per aprire una piccola parentesi sui tabaccai, bisognerebbe anche specificare che gli stessi non sono assolutamente assimilabili alla figura di un qualsiasi altro esercente di un pubblico esercizio. Infatti, il tabaccaio è formato per gestire il gioco e ad avere anche rapporti con una clientela a volte problematica: cosa che non succede in un bar od in una sala dedicata che sembrano privilegiati nei confronti della stessa categoria tabaccai dalle norme in corso che (tentano) di regolarizzare il gioco. Nelle sale, infatti, non esiste l’aspetto di socializzazione e tutto ciò che circonda il giocatore lo invita, particolarmente quello compulsivo e problematico, a trattenersi per ore alle macchinette: quindi, la figura e la professionalità del tabaccaio dovrebbe essere maggiormente rispettata. Ma ovviamente è il parere di chi ha aperto questa parentesi e che ora la chiude velocemente.

In ogni caso, ed a parte diverse dissertazioni, le imprese si erano appena “riavute” appunto dal provvedimento del divieto totale della pubblicità ai giochi, e stavano cercando di assorbire questo intervento del Governo Giallo-Verde, che già si bussa alla porta con ulteriori aumenti che non fanno altro che aumentare la estrema precarietà con la quale le attività ludiche cercano di convivere e di portare avanti imprese (ma chissà poi perché e fino a quando sopratutto) che per qualsiasi altro settore commerciale non avrebbero più “ragione di esistere”, visti gli scarni e scarsi introiti che a fine giornata si trovano nei cassetti delle loro attività. Gli addetti ai lavori del gioco hanno dinnanzi un futuro alquanto precario, sia per sé stesse che per i propri dipendenti che si sentono continuamente minacciati di perdere il posto di lavoro che, sino ad oggi e per tanti anni, aveva dato loro gioia professionale e sicurezza economica.

Ma tutto ciò, evidentemente, non viene considerato dall’attuale Esecutivo: la tranquillità dei propri cittadini, lavoratori del gioco, non viene tenuta in considerazione. D’altra parte, se si fosse percepita diversamente questa loro dimensione non si poteva pensare di “infierire ancora una volta” con altre tassazioni ad un settore che cerca di stare a galla nuotando ormai in modo troppo affannoso per poter affrontare un mare così tempestoso che lo circonda ormai da tempo e che sta inghiottendo, senza speranza, tante imprese che ancora riescono a galleggiare… nonostante la presenza di “mulinelli” sempre più vorticosi che tendono ad ingigantirsi e dai quali non sembra ci sia speranza di riuscire ad uscirne.

Febbraio 10, 2019 Scritto da: : posted in news
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