Le recensioni negative sui giochi devono rimanere in rete

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Il mondo attuale tecnologico si muove in rete ed ormai siamo (quasi) tutti condizionati a mettere “like” o “cuoricini”, oppure ad esprimere recensioni e pareri su questa o quella cosa: questo a volte fa dimenticare che tutto ciò che si scrive rimane come in una “sorta di archivio” e può contribuire al successo, oppure no, di questa o quella iniziativa, di questo o quel ristorante, di questo o quel gioco dei casino online, di questa o quella canzone. Tutte le espressioni, quindi, dei giudizi che mettiamo in rete fanno in modo che possa servire “da esperienza” per le altre persone, qualora ne ricerchino appunto i diversi pareri. Ora, il Tribunale di Roma ha emesso una sentenza che si porterà dietro “un codazzo” di dissertazioni sull’argomento: i Giudici decidono, infatti, che le recensioni lasciate online dai clienti, su qualsiasi oggetto, non possono essere cancellate. Tutto ciò che come parere personale si esprime nei confronti di locali da gioco, ristoranti, negozi e di varie attività commerciali rivolte al pubblico, non gode del “diritto all’oblio”.

Questa sentenza, non vi è dubbio, che sia destinata a fare giurisprudenza sulla materia del gioco, materia complessa ma estremamente attuale, che potrebbe tornare molto in voga anche in un futuro, tenendo conto della particolare offerta e diffusione dei prodotti che vengono proposti dalle varie piattaforme di gioco ed anche da quelle “normali”: TripAdvisor, Amazon, Airbnb o Google. Tanti “obbiettivi” delle recensioni sono costituiti da vari locali di gioco, come i casinò per esempio, soggetti sempre più spesso a recensioni in rete tutt’altro che positive, sopratutto nell’ultimo periodo: che poi siano “locali di gioco” legali o meno questo poco importa per la recensione che quando espressa, si sottolinea ancora, non potrà più essere cancellata. E non bisogna dimenticare che anche Codacons, recentemente, aveva avanzato critiche pesanti ed azioni legali contro il colosso Facebook sul tema proprio delle recensioni.

In pratica, il Tribunale di Roma ha sancito che le recensioni in rete, ovviamente, hanno il diritto di esistere anche a prescindere dalla volontà diretta di chi viene recensito, perché questo rientra nel diritto di critica da parte degli utenti: anche (e sopratutto) se in presenza di recensioni negative. L’interesse generale, “coperto” da recensioni, prevale quindi su quello del singolo (recensito). La premessa di queste righe nasce dal fatto che un chirurgo plastico di Roma si era trovato a confrontarsi con quattro recensioni alquanto negative sul proprio operato professionale e messe in rete su Google My Business, servizio che permette agli utenti di recensire qualsiasi attività. Il chirurgo, infatti, accanto a parecchie recensioni positiva aveva trovato “quelle estremamente critiche” che avevano messo in dubbio la sua professionalità a tal punto da suggerire di non rivolgersi proprio al suo studio: in seguito a ciò aveva richiesto l’immediata rimozione della propria scheda od, almeno, la cancellazione dei commenti negativi.

“Il diritto di critica può essere esercitato anche in modo graffiante e con toni aspri”: questa la motivazione della 18a sezione del Tribunale Civile di Roma che ha respinto il ricorso del chirurgo plastico e, quindi, chi offre un servizio “pubblico” deve accettare le relative critiche, comunque vengano esposte e, sopratutto, Google ha l’obbligo di non filtrare i contenuti delle recensioni degli utenti. E con tale sentenza, senza dubbio, il professionista si dovrà confrontare tenendo anche conto quanto sia ovvio pensare che nella mole di lavoro e di interventi che lo studio di chirurgia plastica da lui gestito è evidente che vi sia qualche persona insoddisfatta. Il diritto di esprimere la personale opinione e di recensirla in rete è salvo, come è giusto che sia: il diritto all’oblio, bella frase che risuona di “vecchie espressioni” tanto care alla nostra Giustizia, non deve essere applicato ed il chirurgo dovrà convincere i propri pazienti con il “fare” allontanandoli con le sue “opere” da recensioni che mettono in dubbio la sua professionalità.

Certo è che queste recensioni, viste in modo obbiettivo, possono cambiare il “corso” di qualunque cosa e di qualsivoglia attività: c’è anche la possibilità, poi, che vengano espresse in un momento di rabbia o di poca razionalità. Ma ora visto che si sa che tutto ciò che si scrive rimane “impresso nella storia di quel determinato prodotto o di quella attività” ci si augura che coloro che mettono tutte le proprie sensazioni in rete, magari non soffermandosi tanto a riflettere sulle conseguenze che questo può portare al diretto interessato, siano un poco più cauti nell’esprimersi anche se chi scrive il dubbio che questo possa accadere in pratica. Ed anche pensando che “girava voce” che le recensioni venissero “comperate” (particolarmente quelle negative) per mettere in campo una sorta di concorrenza sleale nei confronti degli avversari commerciali: ma si spera che siano veramente soltanto voci e che non sia la realtà perché sarebbe alquanto triste averne la conferma.

Ma bisognerebbe anche pensare, per fare un paragone tra le recensioni di oggi e le comunicazioni a mezzo stampa di ieri, a come un articolo anche piccolo, che viene confezionato per i giornali, possa accrescere o distruggere una carriera, un personaggio, un libro, un film: quindi, non è cambiato nulla dai “vecchi tempi ad oggi”. É tutto solo più veloce, immediato e messo a conoscenza globale dal mondo immenso di internet: basta che una persona starnuti due volte e si parla di una epidemia epocale od addirittura peggio… Si fa, ovviamente, per dire e per sdrammatizzare una cosa che però è estremamente seria e dalla quale può in ogni caso dipendere il presente ed il futuro di una determinata iniziativa o di una seria professione. Ma questo è il mondo di internet e sembra, purtroppo, che tanti non ne possano più fare a meno, né riescono ad evitarne “il contagio” che spesso e volentieri è positivo, ma che quando non lo è può provocare seri problemi.

Marzo 10, 2019 Scritto da: : posted in news
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