Le istituzioni devono considerare anche il settore dell’ippica

le istituzioni devono porre attenzione su ippica

Chi ci conosce sa che, ogni tanto, “ci piace” parlare di ippica anche se non capita spesso poiché l’interesse di chi scrive è sollecitato quasi del tutto dal mondo del gioco d’azzardo : ma, visto che attorno all’ippica ed a questo meraviglioso sport “girano le scommesse”, e quindi gioco, ne discende che anche questo segmento ha diritto di più attenzione di quanta ne sollevi al momento. Ma, sopratutto, avrebbe bisogno anch’esso di interventi istituzionali che ridiano all’ippica, insieme ai meravigliosi esemplari che lo compongono, quel lustro che avevano tempi addietro, prima che lo stato del settore non precipitasse in un degrado così opprimente e deprimente da riuscire a mettere tanti ippodromi in situazioni insostenibili: compreso il personale e tutto ciò che gravita attorno a queste strutture che non beneficiano più, purtroppo, dell’interesse e dell’attenzione né dei visitatori né tanto meno delle Autorità competenti.

Questo “lasciar andare” il settore ippico alla deriva sembra esattamente quello che sta succedendo al gioco d’azzardo pubblico: si vorrebbe, quasi, che questi due “settori risolvessero da sé le loro problematiche”. E non si comprende, ovviamente, come questo potrebbe mai avverarsi! Ma a volte “i sogni si avverano” ed ecco quindi “il dire” di una “autorità” presente al Gran Premio Lotteria di Agnano, il ministro delle Politiche Agricole: lo stesso, infatti, in una sua dichiarazione ricorda che la riforma dell’ippica “non sarà calata dall’alto, ma condivisa con tutta la filiera”. Cosa che non succederà, certamente, con il gioco pubblico e con le piattaforme di casino online migliori: quando e se interverrà la riforma del settore ludico verrà sicuramente fatto in assenza di un confronto con le imprese e gli operatori come è successo, come si sa, con il provvedimento di divieto della pubblicità ai giochi ed alle scommesse, contenuto nel famigerato Decreto Dignità.

Si spera, però, che l’ippica sia più fortunata del gioco pubblico ed ardentemente si spera che il suo rilancio partirà proprio dal Gran Premio di Agnano, o comunque da una delle altre massime competizioni: trasformando queste in veri e propri eventi che dovrebbero accattivare l’interesse di un pubblico che non sia solo quello degli appassionati, ma molto più ampio, composto magari da intere famiglie che con l’occasione avranno l’opportunità di conoscere la realtà dell’ippodromo e dei suoi protagonisti che si intersecano con la storia secolare di questo sport, così nobile e così trascurato. Infatti, occorrerebbe proprio trasformare l’ippodromo e l’evento sportivo delle corse, anche in un evento mediatico e mondano e, sopratutto, in un posto dove le famiglie possono portare i propri bambini a vedere e conoscere da vicino il cavallo, un essere importante ed imponente, indiscusso protagonista di ogni evento ippico, ma allo stesso momento a volte “sconosciuto” dalla parte più giovane della nostra società.

Conoscerne così le particolarità è una cosa che manca come la mancata conoscenza della storia dell’ippica, dei suoi “anfratti” ed avvicinarsi ad un mondo che i ragazzi adorano e che spesso ignorano. Purtroppo per questo sport non c’è più interesse, special modo poiché non attira più gli scommettitori come un tempo, cosa che faceva sì, però, che lo stesso mondo dell’ippica avesse una presenza ed un valore senza pari: e che oggi non c’è più. Ma con l’occasione del 70° Gran Premio Lotteria di Agnano si sono illustrati, fortunatamente, i prossimi obbiettivi per rilanciare l’ippica: uno dei più importanti è senza dubbio la valorizzazione delle iniziative che dovrebbero richiamare “un grande pubblico”. Percorso che deve essere concretizzato con campagne di comunicazione anche a mezzo web, social, radio e carta stampata che hanno, senz’altro, un effetto dirompente presso l’opinione pubblica ed accompagnare così la “rinascita” del settore.

Al momento sono state fronteggiate emergenze “dimenticate e non affrontate” per anni e sono state messe le basi per una profonda riforma del comparto ippico, coinvolgendo gli stessi protagonisti della filiera ippica con l’obbiettivo di far ricrescere l’attenzione a questo settore, tutelando special modo il benessere del cavallo che ultimamente era stato quasi completamente dimenticato: e questo deve avvenire aiutando gli allevatori a sostenere la filiera. Altro obbiettivo primario della riforma è la nomina della commissione per le attività di vigilanza presso gli ippodromi, attività gestite dalle società riconosciute che organizzano, poi, le corse di galoppo e di troppo ed all’assegnazione dei Gran Premi di trotto del 2019. Visto che chi scrive sta riferendo di problematiche ippiche, per onor del vero, ci si sente anche di riferire un appello lanciato dagli ex lavoratori dell’Ippodromo di Palermo che sollecitano lo stesso Comune di riaprire subito l’impianto.

Purtroppo, l’ippodromo è chiuso da oltre un anno con tutte le conseguenze che si possono immaginare. E non solo. Si vuole anche entrare nel dettaglio di questo appello inviato dagli ex dipendenti dell’ippodromo all’Amministrazione Comunale che si può sintetizzare così: privare una persona del lavoro significa colpirlo nella dignità di uomo (e non solo di quelli che appartengono all’ippica naturalmente) e fa ancora “peggio” vivere questa disoccupazione nella completa indifferenza di una classe politica, oppure del burocrate del momento, che sembra prendersi gioco della gente sopratutto di quei lavoratori che con tutte le forze difendono il proprio posto di lavoro (o di quello che era).

Quindi i lavoratori dell’ippodromo di Palermo si trovano ad avere una fetta di città che è vicina a loro e che ha seguito la “storia dell’ippodromo”, mentre le istituzioni continuano a fare promesse che non vengono mantenute e che si “incancreniscono” sempre di più. Certamente, la chiusura di 470 giorni è lunga da sopportare… e solo poche settimane fa il Comune ha fatto un sopralluogo dell’impianto per verificarne le condizioni e dichiarato di essere al lavoro sulla stesura del bando di gara per l’affidamento della sua gestione: però, gli ex dipendenti dell’ippodromo sono ancora in attesa della restituzione del lavoro che gli è stato strappato e che ha fatto ricomparire, come per incanto, l’illegalità in quel settore che sino ad un anno fa era tranquillo, legale, ben frequentato e ben organizzato (almeno per quel che riguarda i lavoratori), ma non di certo nella “cattiva gestione che ne ha causato la chiusura”.

Maggio 16, 2019 Scritto da: : posted in news
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