La situazione del Casinò di Campione desta allarme

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Senza ombra di dubbio la situazione della Casa da Gioco di Campione d’Italia ha fatto scorrere fiumi di parole e scrivere articoli su articoli poiché il suo proposto fallimento ha destato riflessioni sulla gestione della stessa struttura, ma anche di tutte le altre, e sopratutto ha fatto sopravvenire l’idea che forse era tempo di intervenire sull’organizzazione dei quattro casinò tricolore, in modo particolare nella loro gestione che coinvolgeva partecipazioni di Stato. Infatti, appare alquanto importante sottolineare che “proprio il peso delle proprietà” sia ciò che costringe queste aziende a “correre” per poter coprire questa “posta in bilancio” alla quale non riescono a far fronte anche per la flessione commerciale che i Casinò stanno subendo da un po’ di tempo a causa della “concorrenza” degli altri punti di gioco terrestri disseminati sull’italico territorio.

In ogni caso, per ritornare esclusivamente alla Casa da Gioco campionese, si vuole sottolineare quanto fa discutere la presentazione al Giudice Delegato del Tribunale di Como dello stato passivo della stessa struttura ludica che si concretizza proprio a pochi giorni dall’udienza nella quale la Corte di Appello di Milano discuterà i reclami presentati dalla direzione del Casinò di Campione d’Italia, dal Comune e dalla Banca Popolare di Sondrio contro il fallimento per insolvenza della Società di gestione. E come se questo non bastasse, si aggiungono le dichiarazioni esposte dal Commissario Prefettizio del Comune di Como secondo il quale esiste, oltre a quella definita nello stato passivo, “un’altra partita” ancora da definire: si è “materializzata”, infatti, un’altra richiesta di circa 18 milioni di euro “che verrà valutata quanto prima”.

É chiaro che questa nuova serie di debiti del Casinò verso il Comune, e che si attesta in 18 milioni di euro, va a creare non poche perplessità considerando che dalla fondazione della Società di Gestione, avvenuta abbastanza recentemente verso la fine del 2017, il debito era stato quantificato dal Commissario Liquidatore del Comune di Campione in “soli” 20 milioni di euro. Ma a tale proposito, quanti di questi 20 milioni contabilizzati si sono generati nel secondo semestre del 2017 se questo è stato il trend del primo semestre del 2018? Non è tutto qui, però: sul fronte bancario, infatti, colpiscono (ed anche forte) i 36 milioni di euro di debito della “vecchia Società di gestione” nei confronti della Banca Popolare di Sondrio, tenendo presente una cosa alquanto importante sulla quale riflettere.

É prassi consolidata e convenzionale che una grande azienda (come il Casinò di Campione) possa avere debiti verso le banche nella misura di un terzo del proprio fatturato che, prima del definitivo crollo dell’ultimo anno, sfiorava per quel che riguarda appunto questa struttura, i 100 milioni di euro. Debito che non è stato ristrutturato. Ed ancora non finisce qui il tutto: infatti, bisognerebbe peraltro ricordare che al momento sia la Banca Popolare di Sondrio che il Comune (che rappresentano 56 dei 73 milioni di euro di debito complessivi), si stanno opponendo al fallimento con due distinti reclami che sono stati presentati al Tribunale di Como.

Certo che questa posizione economico-finanziaria debitoria non può non far riflettere e discutere, ma sopratutto fa anche determinare che “il tutto” non sia stato professionalmente ben seguito da chi ne aveva il compito, altrimenti non ci si troverebbe in questa situazione in modo particolare guardando la posizione occupazionale che anche se verrà salvata in qualche modo non è certamente delle più “radiose”. Bisogna anche pensare che tutta questa situazione che gravita attorno al Casinò di Campione d’Italia avrà una forte eco mediatica (cosa che si è già verificata per gli avvenimenti che hanno accompagnato sino a qui la Casa da Gioco e la sua forza lavoro) e che verrà guardata anche a livello internazionale, concretizzando certamente un’immagine “poco seria” del gioco rappresentato dai nostri Casinò italici. Questo sarà un ulteriore colpo negativo per il nostro gioco e per ciò che lo stesso si impegna a rappresentare con le sue imprese e con i suoi operatori che professionalmente e seriamente prestano il proprio lavoro seguendo le norme e le direttive in essere, anche se a volte con enormi sacrifici.

É stato un “brutto colpo” a livello di immagine quando si è parlato, ed a lungo, del fallimento del Casinò campionese perché, ovviamente, potrebbe trascinare con sé il destino di tante persone che, anche se verranno collocate in altro modo, non avranno la vita facile visto che chi professionalmente opera nel settore ludico ha quel tipo di esperienza che non si può “usare” in altri settori: un croupier ovviamente non può essere usato in altra azienda se non in un altro casinò… Quindi, bisognerà in realtà vedere come si svilupperà e si concluderà in futuro la situazione nel suo complesso ma, in modo certo, non “si brillerà di gioia” per qualunque modo la situazione verrà sbrogliata. Oltre tutto, si prevede che i tempi non saranno certamente brevi, mentre le persone che gravitano attorno alla Casa da Gioco avrebbero necessità di conoscere il reale proprio destino ed il proprio reale futuro.

Mentre tutto ciò che per il momento è certo è la data dell’udienza in cui si discuterà del futuro del Casinò di Campione d’Italia, struttura antica, possente, elegante ma che nascondeva anche qualcosa di poco chiaro e, sopratutto, poco corretto. Ma vedremo come andrà a finire: si continuerà a discutere ed a riflettere senz’altro, e questo non risolverà nulla, ma dovrebbe servire per un futuro non solo di questa struttura ma anche per le altre Case da Gioco che sono “leggermente tentennanti” nella loro gestione e che non riescono a raddrizzare ed incentivare gli incassi, il numero dei visitatori ed a suscitare quell’interesse nel gioco che un tempo era alquanto vivo. Bastava dire ad un amico: “Andiamo a giocare al Casinò” che subito si notava una spinta ed una gioia nell’andare incontro ad una serata diversa, piena di adrenalina, curiosità, eleganza, rischio: ora non è più così.

Febbraio 4, 2019 Scritto da: : posted in news
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