La Regione Puglia e la legge sul gioco d’azzardo pubblico

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Visto che in questi giorni si sta facendo una sorta di bilancio delle Leggi Regionali sul Gioco e sui casino online, che in modo abbastanza evidente stanno mettendo a dura prova la tenuta del settore ludico, e visto che si è parlato della Regione Piemonte, perché non allargare i nostri orizzonti di riflessione guardando anche alla Legge della Regione Puglia che dovrà assumersi la responsabilità di un bel numero di “nuovi disoccupati”: il settore del gioco avrà, infatti, circa 20mila posti di lavoro in meno che andranno a sommarsi a quelli delle altre Regioni in cui sono in essere Leggi (capestro) sul Gioco. É un numero rilevante quello dei disoccupati e solo in questo mondo ludico. Si andranno a sommare a tutti coloro che da anni sono in cerca di occupazione nella vana possibilità di trovare qualcosa che possa andare bene per il proprio bilancio familiare. E tanti sanno che trovare un lavoro, oggi, è quasi una chimera!

Le associazioni di categoria, quindi, invitano il Governo Regionale della Puglia a dire se preferiscono consegnare il settore pubblico dei giochi, al suo completo, nelle mani dell’illegalità e della criminalità organizzata ma per questo dovranno assumersene appunto la responsabilità. Nel contempo, però, devono anche rendersi consapevoli di voler con queste leggi distruggere un intero settore produttivo che dà lavoro a 20mila soggetti e che con queste norme faranno chiudere centinaia di piccole e medie imprese, esercenti, bar e tabaccai: tutto in nome e per conto della salvaguardia della salute dei cittadini e per preservarli dal disturbo da gioco problematico.

Tutto ciò è assurdo particolarmente perché tanti studi, indagini e ricerche hanno affermato che con i “distanziometri” dai cosiddetti luoghi sensibili e con le fasce orarie di accensione, oltre tutto differenziate da città in città, non si allontana la gente dal gioco, ma la si “costringe” a rincorrerlo ove esiste con meno ristrettezze: si crea, di conseguenza, quella sorta di pendolarismo del gioco d’azzardo che non è utile a nessuno e decreta invece la morte di talune attività. E da cosa dipendono queste affermazioni? Semplicemente, derivano da una nota congiunta con la quale le associazioni di categoria come Sapar Puglia, Assotrattenimento, Sistema Gioco Italia, Agire, Utis ed Assotabaccai hanno segnalato lo slittamento al 30 ottobre del voto sulla proroga delle licenze e la proposta di modifica della legge contro il gioco patologico. Slittamento ritenuto un ulteriore “perdita di tempo” per il mondo del gioco che ha bisogno, oggi, di assolute certezze.

Tutti coloro che si occupano di gioco e, particolarmente, chi ne è protagonista in prima persona, guarda con ansietà al Testo Unico votato in Conferenza Unificata Stato Regioni e che è stato condiviso dal Governatore della Puglia, testo unico che secondo le varie associazioni rispetta le attività ludiche esistenti e particolarmente la vita di tante piccole e medie imprese. É quasi naturale percepire che i colpi che il Movimento Cinque Stelle sta assestando al mondo dei giochi, e la demagogia che in quello schieramento regna sovrana, sta quasi imponendo il proprio pensiero ed anche chi si era trovato d’accordo con l’intesa sottoscritta in Conferenza Unificata, ora fa “marcia indietro” e chi ha cambiato così in fretta idea dovrà spiegare il perché di questo “voltafaccia”.

Il tutto dovrà essere spiegato anche e sopratutto all’opinione pubblica alla quale si dovrà chiarire cosa è cambiato recentemente per questa inversione di marcia e per i mancati bonus, ma si dovrà spiegare tutto questo particolarmente a quei 20mila disoccupati in più che girovagheranno per il territorio pugliese in attesa di una nuova chimera chiamata “occupazione fissa”, cosa che il mondo dei giochi era riuscita a concretizzare per tantissime persone. Ci si dovrà fermare a riflettere, ed a questo punto anche profondamente, in relazione all’allarmismo ed alla demonizzazione e distruzione del settore del gioco che il Movimento 5 Stelle continua a diffondere sia sul territorio pugliese che su quello nazionale, visto che si fanno fallire centinaia di piccole imprese “bruciando”, senza ombra di dubbio,migliaia di posti di lavoro. Ma si deve, sopratutto, decidere se il mondo dei giochi dovrà diventare di “spettanza della criminalità”.

Ma da che parte sta lo schieramento 5 Stelle, quello proprio capitanato dal Ministro del Lavoro che non interloquisce assolutamente con le organizzazioni di settore, ma emette esclusivamente provvedimenti che vanno proprio nella direzione di mettere in difficoltà l’industria del gioco, i suoi operatori ed i suoi addetti ai lavori? Si mettono in campo provvedimenti ostativi al cammino delle attività di gioco, distanziometri che non sono certamente la panacea per tutti i mali: il gioco è un fenomeno che cambia e si trasforma velocemente con le tecnologie che fanno parte del “suo essere” ma che intasano il mercato. Come la Regione Puglia, però, altre Regioni si stanno mettendosi di traverso al cammino del gioco lecito, autorizzato dalle concessioni e spingono, purtroppo, con questo atteggiamento i giocatori verso apparecchi non omologati e fuorilegge, privi di qualsivoglia permesso od autorizzazione statale.

La Puglia, quindi, come le altre Regioni, non risolverà il problema del gioco problematico con la Legge sul Gioco: sarà solo responsabile del fallimento di tante attività che non avranno altra scelta che cominciare a licenziare e questo toccherà a circa 20mila lavoratori pugliesi. Certamente, la lotta al gioco problematico va portata avanti, ed anche con maggiore serietà e severità, ma gli strumenti che si sono adoperati sino ad ora non sono quelli destinati a risolvere questo importante fenomeno. E ciò è un errore terribilmente grave, un macroscopico abbaglio che senza dubbio è anche evidentemente difficile da ammettere. Basterebbe, però, soltanto leggere la consulenza tecnica d’ufficio redatta per conto del Consiglio di Stato per avere contezza di ciò che si è asserito in queste righe.

novembre 6, 2018 Scritto da: : posted in news
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