La connessione tra videogiochi e gioco d’azzardo

videogiochi e gioco azzardo

Loot box e giovanissimi: un fenomeno che ha suscitato l’attenzione degli addetti ai lavori ormai in gran parte del mondo e che ha spinto i principali Regolatori del gioco d’azzardo a richiederne la disciplina, e con una certa urgenza, poiché tocca la parte più giovane della futura società e, quindi, la necessità di intervenire viene considerata pregnante senza alcun dubbio. E poi a considerare: quali sono gli effetti della spesa nel gioco particolarmente indirizzato ai giovanissimi? Ed ancora: si sente il bisogno di una regolamentazione maggiore e più forte nel settore dei videogiochi? Come sempre, il Regno Unito è il Paese più sollecito quando si tratta di intervenire sul mondo dei giochi, sia degli adulti che dei ragazzi, e per questo una specifica commissione della Camera dei Comuni, si riunirà e cercherà di rispondere a questi interrogativi ed approfondirà, nel contempo, i legami (se esistono, ovviamente) tra il mondo dei videogame e quello del gioco d’azzardo, compresi i casino su internet.

La Dcms, Commissione del digitale, della cultura, dei media e dello Sport, in questi giorni sta portando a termine insieme ad una inchiesta specifica sulla tematica delle richiamate “loot-box”, anche una lunghissima indagine sulle fake news, sulle politiche relative alla privacy online, sul regolamento generale sulla protezione dei dati Gdpr. Insomma, una inchiesta-studio a largo raggio, avendo particolare riguardo a sviscerare una problematica che è emersa recentemente: la meccanica di gioco accusata di creare volontariamente e deliberatamente la dipendenza tra i videogiocatori. Quella che sembra presa in prestito dal gioco d’azzardo (dei grandi) e che prevede l’offerta di premi “randomizzati” venduti in cambio di danaro reale.

Per essere chiari il più possibile trattandosi di problematica “giovanile”, bisogna evidenziare che la Commissione britannica (e si spera che si prendano iniziative anche nel nostro Paese) ha deciso di indagare sul diffondersi di “tecnologie coinvolgenti che creano dipendenza”. E questo per poter essere in grado di consigliare al Governo sul come concretizzare politiche che possano proteggere il pubblico dagli effetti negativi del gioco problematico che può discendere anche dai videogiochi. Si vuole mirare a “scoprire” il connubio od il legame tra il gioco e l’azzardo: è diventato uno dei punti chiave sul quale questa indagine si svolgerà ed alla quale la Commissione tiene in modo particolare.

Quindi, bisognerà studiare e controllare se giochi come Fifa, Overwatch e Call of Duty davvero conducono bambini in età scolare a spendere quasi 500 sterline per esempio per giochi come Fifa e prendono l’abitudine a spendere 15 sterline a settimana per questo intrattenimento. Di conseguenza, dopo parecchie segnalazioni, si deve intervenire per valutare se questi giochi sollecitino la compulsività e se questa sia realmente presente e coinvolga così tanto i “giocatori in erba”. Altri giochi, invece, come il popolare sparatutto multiplayer Fortnite, non contengono esattamente le meccaniche del gioco d’azzardo, ma sono ugualmente nel mirino dell’opinione pubblica poiché si ritiene siano portatori di una sorta di assuefazione in modo particolare per quello che riguarda i giovanissimi.

Questa inchiesta dovrà portare a delineare i provvedimenti adatti per proteggere i più giovani dagli effetti negativi dei giochi, ma senza danneggiare indebitamente l’industria dei videogame che in questo periodo si sta sviluppando con una certa continuità. Bisognerà, indubbiamente, prestare una estrema attenzione a qualsiasi intervento si renderà necessario: non bisogna dimenticare che anche nel settore dei videogiochi la tecnologia avanza in modo esponenziale come in altri comparti del gioco. Infatti, la realtà virtuale e la realtà aumentata sono già una risorsa molto importante sia per l’industria del gioco che per la formazione simulata e si dovrà assolutamente comprendere ancor meglio il potenziale effettivo di questa tecnologia e l’impronta futura che tutto questo potrebbe avere sulla società.

Non ci si può nascondere alle novità che si stanno facendo largo nei giochi e che vi sono industrie che in questo settore offrono un enorme potenziale destinato a crescere: ma questo, naturalmente, non deve spaventare né per la novità tecnologica sempre all’avanguardia, né per quello che può rappresentare per il mondo dei giovani e dei giovanissimi: va solo accettato, ma controllato, ricercato ma con consapevolezza e tutto si svolgerà nel migliore dei modi coperto da una regolamentazione studiata appositamente per tutelare tutti coloro che vorranno ricorrere a giochi, videogiochi, e nuove scoperte.

Altro argomentazione che deve essere ben presente è la preoccupazione circa la crescente quantità di tempo che si trascorre in compagnia nel mondo online, che sia dei giochi o di altro e particolarmente sulla natura coinvolgente che stanno assumendo i social media ed anche gli stessi giochi. I ragazzi, persino i più giovani, trascorrono ore ed ore in compagnia dei loro strumenti tecnologici più avanzati: chi per studio e chi per divertirsi. Ma rimane il fatto che in questo mondo online si può trovare di tutto e di più ed i giovanissimi devono essere protetti nel modo maggiore possibile, anche se prima la famiglia e dopo la scuola debbono tenere gli occhi ben aperti su questo “nuovo costume” che coinvolge l’intrattenimento online.

Tutte queste preoccupazioni sono importanti e vanno, quindi, approfondite ed esaminate in questa indagine della Commissione che dovrebbe, poi, trarne le giuste risposte per poter definire le politiche per il futuro. Non bisogna, però, dimenticare che sia per i videogame che per i giochi da adulti, la dipendenza che ne può discendere, così come il comportamento compulsivo, ovviamente “vanno oltre il gioco”. Infatti, sia Facebook che Twitter sono stati ampiamente criticati per aver messo in campo un comportamento che potrebbe spingere alla “assuefazione”: hanno studiato un design molto simile ad una slot machine che sembra poter incoraggiare il pubblico, grande o piccolo che sia, a “tornarvi più volte” al giorno. Se non bisogna riflettere su questo e sul futuro dei nostri ragazzi, di cosa si sta parlando? Ovviamente il discorso vale per i ragazzi di tutto il Mondo e non solo quelli del Regno Unito: quindi, a “buon intenditor… poche parole”!

Dicembre 28, 2018 Scritto da: : posted in news
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