Il nuovo gioco d’azzardo a livello mondiale

gioco azzardo a livello mondiale

Per rendersi conto a che livello è e cosa sta vivendo l’italico gioco d’azzardo pubblico, bisognerebbe avere la forza di guardare anche cosa succede negli altri Paesi: cosa sta succedendo al gioco a livello mondiale è l’unico mezzo che si può “attivare” per poter fare delle riflessioni sugli sviluppi che si potrebbero studiare “per il nostro gioco” e, sopratutto, per vedere se lo stesso sia “troppo vecchio” per competere con quello del Regno Unito, degli Stati Uniti, oppure del Brasile e con quello dell’Argentina. Il nostro gioco pubblico, probabilmente, ne uscirà “con le ossa rotte” visto il periodo storico che sta attraversando, che non è certo dei migliori: ma si deve avere la forza di confrontarsi per crescere e, di conseguenza, è ciò che si vuol fare per vedere che “idea di crescita” si potrà mai applicare al gioco nostrano. Interessa comprendere se il medesimo può ancora competere con quelli più avanzati visto che, al momento, sembra ancorato a normative sicuramente in evoluzione (ma a livello negativo per lo sviluppo del gioco), ma costretto a rimanere “al palo” perché non “si può più muovere sul territorio” in alcuna direzione.

Ma tant’è: con questo bisogna fare i conti e con questo ci si deve confrontare. Prima di passare all’esame del “gioco globale” ci si sente, però, di specificare che il 2019 per gli operatori italiani si è aperto con una serie di aumenti delle tasse introdotti con i più recenti decreti che costeranno decine di milioni di euro: questo scenario potrebbe anche essere condiviso con altre realtà e con altri mercati europei del gaming nei quali altri titolari di licenze di gioco potrebbero affrontare le stesse condizioni più dure a livello economico. Ma, considerato che “mal comune mezzo gaudio” non sembra si possa riferire ad un “serio” esame delle prospettive per il gaming europeo, si fa riferimento, per fare un punto fermo su quello che devono affrontare gli operatori italiani, soltanto a due dei principali aumenti delle imposte italiche sul gioco: aumento della tassa online di 5 punti percentuali, al 25%, mentre l’imposta sulle scommesse sportive online sale di 2 punti percentuali, e quindi arriva al 24%.

Con le indicazioni relative al mercato italiano del gaming si puntualizza che nel 2018 Playtech ha fatto una grande scommessa sul mercato del nostro Paese, acquisendo Snaitech, e con queste novità per la tassazione la stessa Playtech ha dichiarato di volersi impegnarsi nell’esame di ciò che faranno altre imprese del settore prima di intraprendere qualsiasi tentativo di mitigare tale aumento. Senza dimenticare che a questi abbondanti aumenti della tassazione si deve aggiungere il divieto di pubblicità e sponsorizzazione per i giochi e le scommesse che il nostro Esecutivo Giallo-Verde ha varato lo scorso anno con il famigerato Decreto Dignità che sta “trascinando con sé” la possibile chiusura di tante piccole e medie imprese di gioco, mettendo i relativi operatori veramente in difficoltà. Fatte queste premesse per “presentare” il quadro del mondo del gioco d’azzardo nel nostro Paese, si vuole dare un’occhiata, come detto all’inizio di questo articolo, alle altre realtà mondiali per vedere innanzi tutto se vi è qualcosa “da imparare” dalle altre gestioni di questa particolare economia.

Il settore e-gaming nel Regno Unito, per esempio, sta pianificando un percorso simile a quello del nostro Paese con un divieto volontario sulla pubblicità nel corso degli sport live. L’Industry Group for Responsible Gambling, di conseguenza, ha modificato il proprio codice pubblicitario, cosa che diventerà ufficiale nell’estate di questo anno ma, a differenza di ciò che accade nel nostro Paese, nel Regno Unito il settore del gioco sta tentando l’autoregolamentazione della pubblicità in modo da riuscire ad evitare un divieto totale come è successo in Italia. Anche l’imposta sui migliori casino online dovrebbe aumentare di 6 punti ed arrivare così al 21%, con decorrenza da aprile 2019, e verranno anche modificate le misure per “mitigare” la perdita di entrate fiscali dai terminali di scommesse a quota fissa. Se si vuole guardare il mercato italiano e quello del Regno Unito si evince che gli stessi arrivano a rappresentare il 41% dell’intero mercato europeo dell’e-gaming ed, ancora oggi, vengono considerati i mercati più interessanti ed importanti per il loro tornaconto economico, anche se il 2019 si presenta come un anno di maggiori incidenze a livello normativo e di pressione fiscale.

Si vuole dare un’occhiata anche agli USA dove l’abrogazione del divieto delle scommesse sportive, avvenuto lo scorso 2018, ha dato un vero e proprio impulso e nuova spinta per il settore. Alcuni marchi europei si sono affrettati nel siglare accordi e trovare spazio su “questo nuovo mercato”. Nel 2019, negli USA, si continuerà ad assistere alle delibere dei singoli Stati proprio riguardo a questo comparto delle scommesse sportive, comparto destinato a generare quasi 1 miliardo di dollari di entrate in questo anno appena iniziato. Questa cifra, già imponente, potrebbe persino raddoppiarsi entro il prossimo 2022: ovviamente, più Stati saranno coinvolti in questo cambiamento, più l’opportunità di nuovi “guadagni” aumenterà. L’unica preoccupazione che può derivare da questo cambiamento è che le scommesse sportive vengano guardate come una fonte di entrate fiscali “facile” e che si impostino le aliquote fiscali “di conseguenza”. Questa è la paura maggiore.

Forse, questo è l’unico risvolto negativo che potrebbe limitare sia la possibilità di guadagnare profitti interessanti da parte dei titolari di licenza che nella possibilità di accontentare la richiesta di questo mercato. Per finire, si guarda alle novità che ci stanno consegnando Brasile ed Argentina dove è stata messa in campo una legislazione che consente le scommesse sportive a quota fissa, sia online che terrestri. Non è ancora chiaro come il mercato si svilupperà: se sarà concorrenziale o di “Stato”. Ma quello che è certo è che dopo anni di ritardo rispetto agli altri Paesi nel firmare altre leggi sul gioco d’azzardo, sembra un passo avanti nella direzione giusta e, sopratutto, è una grossa novità per quei territori.

Marzo 6, 2019 Scritto da: : posted in news
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