Il modello Danese per il gioco d’azzardo sarebbe quello da seguire

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Fino a poco tempo fa, quando si tenevano eventi particolarmente a livello internazionale relativi al gioco d’azzardo ed ai casino online sicuri ed affidabili, il modello italico, compreso il suo regolamento, “facevano scuola” e venivano additati e tenuti ad esempio da seguire dagli altri Paesi e sopratutto tenuti in alta considerazione dagli altri Regolatori. Successivamente, poi, con l’intervento dell’ormai famigerato Decreto Dignità, e particolarmente per il divieto alla pubblicità ai giochi ed alle scommesse che racchiude, questa “positiva attenzione” nei confronti del nostro gioco ha lasciato il nostro “territorio” e, purtroppo, non veniamo più indicati come “esempio da seguire”. Anche perché troppe cose sono successe nel nostro settore per considerare lo stesso un modello, troppe Leggi inique sul gioco sono state permesse dal Governo centrale, troppe restrizioni e strumenti limitativi messi in campo per questo settore.

Negli altri Paesi, pur parlando di quelli europei senza “allargarci” tanto, il gioco d’azzardo viene certamente regolarizzato severamente, ma anche considerato come possibile risorsa economica ed in altri territori viene senza dubbio rispettato per l’occupazione che impiega, particolarmente nell’ambito giovanile. Ora, soltanto a pochi anni dall’avvenuta regolamentazione del suo gioco pubblico, la Danimarca si propone come un modello da seguire e preso ad esempio, quindi, dalle altre giurisdizioni europee per avviare il proprio processo di regolamentazione del mercato del gioco d’azzardo: la Danimarca, oggi, ha dato vita ad un comparto che vale oltre 9 miliardi di euro… e non è indubbiamente poco per essere una “giovane iniziativa”.

Infatti, si deve risalire soltanto al 2012 quando lo Stato danese introduceva il suo modello di gioco disciplinando il segmento online, operazione ritenuta non più procrastinabile in relazione al diffondersi del fenomeno del gioco a livello globale ed inserendolo all’interno dell’offerta di gioco tradizionale che, anche in quella nazione, viene rappresentata dai casinò terrestri, dalle lotterie e dagli apparecchiature da intrattenimento. In Danimarca il mercato del gioco pubblico viene considerato sicuro e regolamentato, mettendo al centro del proprio intero sistema normativo il giocatore e la sua tutela: obbiettivo quest’ultimo da raggiungere ad ogni costo ed a mezzo di qualsivoglia strumento sino a studiarne di nuovi ed innovativi che possano aiutare tutti i protagonisti di questo meraviglioso mondo del gioco, sano, divertente, accattivante e coinvolgente.

Tra le strategie che lo stato danese ha messo in campo è il registro di autoesclusione dei giocatori (soprannominato Rofus) che ha destato inizialmente perplessità provenienti da altri Paesi europei, ma che è divenuto uno strumento così importante da venire imitato, Infatti, oggi, quello stesso strumento è stato adottato anche nel nostro Paese imitandone il percorso di ispirazione e regolamentazione. Ma per entrare nello specifico, e per comprendere meglio “Rofus”, e per conoscere come lo stesso funziona, si ricorre alle spiegazioni della Dga, l’Authority locale che governa il settore dei giochi: per registrarsi si accede al sito web di Dga tramite NemlD, accesso personale e sicuro che si usa nelle operazioni online sul suolo danese.

Avvenuto questo, è possibile scegliere tra due opzioni: l’esclusione temporanea che prevede la tempistica di 24 ore, oppure 1, 3, 6 mesi od un’esclusione permanente. A decorrere dallo scorso 2017 il registro “Rofus” include anche i casinò terrestri e questo significa che un giocatore che si è registrato a partire da quella data non potrà più entrare in un casinò terrestre all’interno della Danimarca finché rimane registrato. Sempre nel 2017 ai giocatori iscritti in “Rofus” è stata anche offerta la possibilità di dire no alla pubblicità del gioco d’azzardo. Ma è anche importante conoscere il numero dei giocatori che hanno scelto di escludersi dalle attività di gioco: sono ben più di 16mila al 1° ottobre 2018 e di questi, ben 11mila circa si sono esclusi in maniera permanente, ma il numero delle persone iscritte a “Rofus” sta crescendo.

Interessante anche valutare quanti giocatori in totale esistano in Danimarca: per avere dati certi bisogna risalire ad un rapporto del 2016 che ha evidenziato che l’82% dei danesi adulti ad un certo punto della vita ha provato a giocare d’azzardo ed il 63% ha giocato nell’ultimo anno. Certamente è importante valutare, o fare una sorta di bilancio, di questo strumento di autoesclusione che appare, e questo anche nel nostro Paese, particolarmente utile per risolvere “in proprio” una situazione che sta sfuggendo di mano. Alla fine di quell’anno si contavano già 1.456 iscrizioni: oggi, a sei anni di distanza, vi sono più di 16mila giocatori registrati e questo probabilmente si deve alla crescita della consapevolezza della positività dell’iscrizione nel registro da parte degli stessi giocatori.

Un altro “strumento” messo in campo sul gioco responsabile è una nuova App che si chiama MitSpil (tradotto in inglese MyGame) per il momento non ancora scaricata moltissimo, ma che potrebbe essere molto utile nella personale gestione del gioco. Infatti, l’utente può registrare quanto ha giocato e qualunque cosa sia stata vinta, calcola il totale delle perdite e dei guadagni e fornisce una sorta di “panoramica” sul suo gioco e può far capire quanto si spende, realmente, nel gioco d’azzardo e se sia mai arrivato il momento di “fermarsi”. Si ritiene possa essere uno strumento di sensibilizzazione sul gioco responsabile ed è stato supportato da campagne informative in televisione e su altri canali di distribuzione ad opera della medesima Dga.

A breve verranno imposte nuove ed ulteriori regole sul gioco che sono attualmente allo studio: e ciò significa che esiste una particolare attenzione sul gioco d’azzardo responsabile da parte della politica dello Stato danese. Si vuole guidare i giocatori che si trovano nella zona a rischio di dipendenza verso una linea diretta creata appunto per questa problematica. E vi saranno, poi, anche limitazioni sul modo in cui i fornitori di giochi potranno offrire i bonus nel loro marketing: ciò dovrebbe esortare l’industria del settore a sottostare ad un codice etico di condotta che sarebbe utile per tutti coloro che vedono nel gioco un sano intrattenimento.

Gennaio 22, 2019 Scritto da: : posted in news
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