Il Governo del cambiamento ripropone la lotteria dello scontrino

lotteria dello scontrino

“Rendi in resto” altro nome affibbiato qualche anno fa alla più nota “Lotteria dello scontrino”, tanto vilipesa e discussa era stata dichiarata “pericolosa” relativamente alla deriva verso il gioco problematico che avrebbe potuto (seppur lontanamente) causare. Di conseguenza non era riuscita a decollare oltre tutto dovendo anche coinvolgere impegni finanziari da parte degli esercenti per l’acquisizione di appositi terminali confacenti a questa “azzardata” iniziativa. Ma, probabilmente l’attuale Governo, oggi in carica, non disprezza più e non discute su percorsi scelti dalle varie legislazioni precedenti ed è andato a riesumare questa fantomatica lotteria cambiandole nome da “Lotteria dello scontrino” che già era entrata nelle menti dell’opinione pubblica, con una denominazione non dal suono così dolce in “Lotteria dei corrispettivi”: il concetto è identico. Si spinge indirettamente il cliente a spendere il resto di ciò che acquista.

Per fare anche un “po’ di storia” della Lotteria dello scontrino si ricorda che era il lontano 2010 quando ancora i Monopoli di Stato godevano di un clima di fiducia e di dichiarata autonomia: allora, esisteva ancora l’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato conglobata successivamente all’Agenzia delle Dogane. All’Ente gli erano stati concessi poteri speciali dal Governo di allora con l’obbiettivo di raggiungere “mete straordinarie di cassa” legate alle emergenze portate con sé dalla ricostruzione dell’Abruzzo dopo il tragico terremoto che tanti danni aveva causato alla popolazione di quel territorio. Proprio in virtù di questi poteri, il direttore di allora decise di bloccare l’iter attuativo di quella disposizione di legge che nel medesimo tempo era già stata approvata anche dalla Commissione Europea, ritenendo questa forma di gioco d’azzardo troppo “forte ed impattante” sulla vita quotidiana di quella parte di cittadini influenzabili e particolarmente sensibili.

Allora si vedeva nella possibilità di puntare il resto ricevuto da un cassiere di un supermercato, o di qualsivoglia attività, una misura estrema per “raschiare il fondo del barile”, andando ad incidere nelle tasche degli italiani anche per la semplicità del gioco e per gli automatismi negativi che lo stesso poteva procurare. Da questa convinzione la decisione di fermare tutto con la norma che andò a decadere per poi essere, come di legge, abrogata. Ma a distanza di tempo questa “lotteria” faceva la sua ricomparsa sembrando per i vari Esecutivi sempre una “strada comoda” per fare cassa sulla cittadinanza. E così, cammin facendo, ci si trova ai nostri giorni, quando la notizia appare però decisamente clamorosa e diversa dalle apparizioni precedenti, visto il contesto governativo che ora gestisce la vita del popolo italico che ha continuato ad affermare la propria avversità nei confronti del gioco d’azzardo e dei migliori casino online legali.

Clamorosa particolarmente dopo le ultime dichiarazioni del vice premier Luigi Di Maio che aveva provveduto a rassicurare gli italiani nei discorsi intrattenuti relativamente al reddito di cittadinanza che “non avrebbe consentito l’uso dei quattrini ricevuti in dote dallo Stato per operazioni di gioco”. Lo stesso, poi, continuava a promettere che avrebbe proseguito la sua personale battaglia contro il mondo dei giochi ritenendo “immorali” le spese di questo tipo. Spese “immorali” in senso generale, ma forse non per lo Stato se si pensa alla “riesumazione della Lotteria degli scontrini” o quella dei corrispettivi come si vorrà chiamare.

Queste dichiarazioni del Ministro Luigi Di Maio non sono le sole che lasciano “leggermente perplessi”, ma anche quelle dalle quali è emerso, in modo chiaro ed inequivocabile, che il “divieto di utilizzo dei soldi della cittadinanza” riguarderà esclusivamente il gioco d’azzardo, mentre le sigarette ed altri acquisti saranno ammessi (quindi, anche gli alcolici): e magari anche l’acquisto della cannabis di Stato che, nel frattempo, è stata legalizzata. Qui, si vuole anche riferire un’altra dichiarazione del nostro vice-premier quando precisa gli utilizzi del reddito di cittadinanza: “Perché il gioco è una piaga sociale che noi stiamo debellando con tutte le nostre forze ed il mio primo provvedimento da ministro è stato togliere di mezzo la pubblicità sul gioco d’azzardo nel Decreto Dignità” (ma ricorrere alle sue risorse per lo Stato invece vale).

L’intenzione dichiarata del vice premier penta-stellato, per quanto riguarda il gioco, è quella di togliere le sale slot vicino alle scuole, ai parchi giochi e la riduzione delle apparecchiature da intrattenimento ed altri interventi di svariato genere: ma viene da pensare se la strategia del nuovo Governo non sia quella di sostituire l’attuale forma di gioco con altre sue “strane forme” come appunto la “Lotteria dei corrispettivi” e la Lotteria Italia, peraltro unica forma di gioco dichiarata “immune” dalla legge derivante dal divieto di pubblicità contenuto nel Decreto Dignità. Ma ogni persona che abbia seguito, in questi ultimi anni, i vari percorsi del mondo del gioco d’azzardo e di tutto ciò che vi gravita attorno, crede fortissimamente che anche la nuova forma di lotteria sparirà presto dal testo della Manovra Finanziaria, nella quale compare quasi sistematicamente.

Ma intanto sono ben altre le criticità che la stessa manovra evidenzia, come del resto rilevato dalla Commissione Europea che ha definito il Def presentato dal Ministro Tria “fonte di serie preoccupazioni”. Ma ciò non preoccupa solo l’Europa, preoccupa maggiormente l’italico popolo che si trova in balìa di una classe dirigente che, come di consueto, è alla caccia perenne di coperture e di nuove entrate. Anche questo Governo del Cambiamento, quindi, mette in atto un vero e proprio “azzardo di Stato” e questa è la pura sensazione che si percepisce: azzardo promosso e pubblicizzato come ogni giorno viene fatto da una serie infinita di ministri e dai vice premier che lanciano strali e guanti di sfida nei confronti dell’Europa. Sperando che tutti questi atteggiamenti Giallo-Verdi “controcorrente” portino minor danni possibili alla cittadinanza italica, che già di sofferenze in questi ultimi anni ne ha dovuto subire a sufficienza. O no?

Ottobre 25, 2018 Scritto da: : posted in news
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