Il Governo conosce veramente il settore del Gioco?

governo conosce il gioco

Quando si è sentito il nostro Ministro dell’Economia, Giovanni Tria, dire in una intervista televisiva presso un programma importante sulla rete nazionale che prenderà i soldi dalle “macchinette slot machine legali, dai videopoker” si è avuto la percezione netta che indubbiamente non è informato in modo corretto su un settore dal quale l’Esecutivo sta “raccattando” ciò che gli serve per non mal figurare a livello europeo. Ma, purtroppo, con questa dichiarazione si evince che chi ci amministra, e legifera, non è informato su di un settore che dovrebbe tra l’altro rispettare, essendo la terza industria dello Stato. Detto questo, non si può avere fiducia di un Ministro che si esprime in questo modo nei confronti di un settore che “ha tenuto in piedi” i bilanci dei vecchi Governi che si sono succeduti, ed anche quest’ultimo Esecutivo Giallo-Verde, che tanto disprezza l’industria del gioco.

Ora, posto questa premessa, si crede di poter sollevare un’obiezione relativa all’aumento del Preu di oltre l’1% dal primo gennaio 2019: ma come si farà mai con i tempi tecnici che ci vorranno per cambiare ed omologare gli apparecchi che ora sono “tarati ed indirizzati” ad un’altra percentuale? Il Governo si sarà soffermato su questa tematica, oppure ha deciso l’aumento e, non conoscendo affatto il settore, non ha pensato minimamente al percorso tecnico che con questo “piccolo aumento” si dovrà affrontare? E poi, senza ombra di dubbio, non ha pensato se il settore ludico sarà o meno in grado di sopportare questo ulteriore aumento vista l’incertezza normativa che veleggia nel mare dei giochi, le leggi regionali che incombono ed i vari distanziometri, che esistono in connubio con le fasce orarie che stanno costringendo tante attività alla chiusura.

Non bisogna dimenticare che un aumento dell’1,25% sugli apparecchi, e quello dello 0,25 soltanto sui gratta e vinci, è un trattamento assolutamente non equo, sopratutto perché ai “grattini” non serve l’impiego di personale, servizi di assistenza, riscossione e trasporto degli incassi, quindi… In ogni caso, sembra proprio che si voglia distruggere un settore sano e proficuo, ma bisognerebbe avere almeno una sorta di integrità mentale e di dichiararlo apertamente, mentre tutta questa battaglia nei confronti del gioco viene messa in campo chiaramente in malafede. Forse, questo ultimo aumento metterà il novello Esecutivo al sicuro dalle ire della Commissione Europea, ma quanto costerà all’italica economia? Le conseguenze di questo ultimo provvedimento saranno a danno delle piccole e medie imprese, e dei relativi dipendenti: senza contare che tutte le leggi regionali, assurde, stanno già opprimendo il gioco e stanno mettendo in serio rischio la sopravvivenza dell’intero settore ludico.

Ma un argomento importante per i giochi sul quale “dovrebbe intervenire” il Governo è la salvaguardia della figura del gestore che è vincolato da contratti capestro con i concessionari che hanno la forza di essere alquanto vessatori. Infatti, non è concepibile che un concessionario possa avere la possibilità di rescindere un contratto, che ha comportato programmi ed investimenti da parte del gestore, senza alcuna motivazione, cancellando magari un’impresa esistente da tantissimi anni e fondata sul sacrificio. Servono idee chiare e concrete a tutela delle aziende di gioco e dei suoi occupati: è inutile, però, che l’Esecutivo oltre a non conoscere il settore sino in fondo si rifiuti, ancora oggi, di avere un confronto costruttivo, ma si limiti esclusivamente ad emettere provvedimenti ed emendamenti che possono dare soltanto il colpo di grazia ad un settore già “piegato su sé stesso”, senza futuro e senza possibilità di vivere il presente come dovrebbe avere chi ha una autorizzazione statale fra l’altro pagata profumatamente!

Quello stesso confronto che i protagonisti della filiera del gioco continuano a sollecitare e che l’attuale Esecutivo Giallo-Verde continua ostinatamente a negare, rivolgendosi al mondo dei giochi solo per inserire nella Manovra aumenti indiscriminati che nessun componente di questo settore riuscirà a fronteggiare. Quindi, senza paura di essere smentiti, si deve sottolineare che il Governo non è assolutamente leale con i cittadini che “partecipano attivamente” al settore del gioco e delle scommesse online. Infatti, le relative imprese vengono chiamate, ancora una volta, a sostenere lo Stato ed il suo gettito erariale a pochi mesi dagli aumenti già programmati per i prossimi quattro anni, ed ovviamente mal digeriti dalle imprese ed aumenti partiti lo scorso mese di settembre. E questo senza avere alcuna certezza di un programma futuro, ma dovendo oltretutto fronteggiare investimenti e risorse per l’aggiornamento degli apparecchi.

Anche qui si percepisce che il Legislatore non conosce profondamente le dinamiche ed il funzionamento del mondo dei giochi e della relativa filiera, altrimenti doveva rendersi conto che in questi anni, in modo conseguenziale, si sono “perdute aziende e posti di lavoro” senza contare una marea di investimenti andati in fumo per la “gratuita concessione” dello Stato alle Regioni ed agli Enti Locali di poter emettere Leggi sul Gioco assolutamente ostruzionistiche le attività ludiche. Lo Stato centrale non ha fatto nulla per fermare queste Leggi ed ha consentito che le istituzioni decentralizzate facessero il “buono ed il cattivo tempo” nel settore ludico a proprio piacimento “ma per la salvaguardia dei territori”: quale assurda falsità nel gestire questa situazione e che “brutta latitanza” dell’Esecutivo nella mancata protezione delle imprese di gioco e dei suoi dipendenti!

Servirebbe, e tantissimo, un atto di responsabilità da parte del Governo Giallo-Verde che renda il settore del gioco sostenibile, compensando magari con un ulteriore diminuzione del payout l’aggiornamento tecnologico degli apparecchi, ma considerando anche la tempistica per l’omologa degli stessi e posticipando di almeno sei mesi l’entrata in vigore dell’ulteriore aumento della tassazione. Lealtà e consapevolezza da parte del Governo centrale nei confronti del settore ludico non solo per garantire il gettito, ma per salvare e tutelare le aziende e gli operatori della filiera per fare in modo che possano sostenere le entrate dello Stato, altrimenti sarà una Caporetto annunciata e la responsabilità non potrà certamente farsi risalire ai giochi, almeno questo…

Gennaio 11, 2019 Scritto da: : posted in news
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