Il 2018 è stato un’anno molto positivo per il Gioco

2018 anno positivo per il gioco

Si può dire, senza paura di essere smentiti, che in questo 2018 appena concluso il mondo del gioco pubblico, compresi i migliori casino online, non abbia dovuto subire “colpi bassi e contraccolpi” messi in campo dall’attuale Esecutivo Giallo-Verde che con il Decreto Dignità prima e poi con i contenuti inseriti nella Manovra di Bilancio “aggiustata” per compiacere Bruxelles ha infierito in modo cospicuo sulle attività ludiche: anzi, si è notevolmente infierito sui suoi già rosicati incassi che, mai come in questi ultimi mesi, “stanno facendo piangere i cassetti” di coloro che rappresentano lo Stato nell’offrire il prodotto gioco pubblico. Ma, visto che al gioco pubblico non piace auto-commiserarsi e nonostante i vari strumenti messi in campo (praticamente) per metterlo al bando dall’italico territorio, in questi primi giorni del 2019 ci si sente di fare ugualmente una sorta di “bilancio del suo fare”.

Bene: per l’industria del gioco pubblico italiano, anche se come detto oggi più che mai alle prese con le norme restrittive che la riguardano, con gli aumenti della tassazione e con qualsiasi altra cosa le si voglia imporre, l’anno 2018 appena terminato sembra avere conti saldamente positivi anche se si deve confrontare con un territorio ancora attualmente privo di una normativa nazionale che tutto il settore ludico richiede e sta aspettando. Quindi i conti per ora e nonostante tutto non “sono in rosso” in linea generale anche se si sa che tante “aziendine” stanno prendendo forzatamente decisioni di chiudere bottega e licenziare i propri dipendenti. Ma questa decisione e questa responsabilità non si possono far risalire agli operatori del gioco pubblico, ma bensì alle “imposizioni che lo Stato centrale mette in campo e che consente” agli Enti Locali di continuare a pronunciare.

Pertanto, esaminando l’anno che è finito da un punto di vista del business rapportato alle decisioni politiche che sono state intraprese in materia di regolamentazione del gioco, si può confermare che il 2018 è stato un anno decisamente positivo per il settore del gioco pubblico italiano. Le stime di spesa dei giocatori sono di 18,7 miliardi di euro, cosa che ha comportato una crescita nei giochi del 4% rispetto all’anno precedente, 2017. Le solite protagoniste ed interpreti principali di queste cifre sono state le apparecchiature da intrattenimento da ritenersi “responsabili” di oltre il 50% della spesa, nonostante si sia registrata una leggera flessione nel segmento e le lotterie che veicolano il 30% della spesa: invece, questo segmento ha registrato un +5%.

La crescita della spesa dei giocatori è da far risalire ai “nuovi indirizzi di gioco”: le scommesse sportive, prodotti omnichannel, i virtual ed il gioco online, complessivamente cresciuto del 30% grazie ai casinò ed alle slot machine. Forse, in futuro, anche le scommesse ippiche potranno rientrare tra i giochi “importanti”, ma oggi sono ancora a livelli di volume trascurabile: senz’altro con la imminente approvazione di nuove regolamentazioni, dove vi sarà un ampliamento delle scommesse abbinato alle immagini delle corse, anche questo segmento diventerà significativo. Ciò che può diventare oltremodo significativo ed interessante è l’evoluzione dell’online che ha quasi raddoppiato l’incidenza sulla spesa rispetto a tre anni fa: un segnale realistico che l’Italia si sta allineando ai trend internazionali a seguito dell’evoluzione naturale dei consumi che si sta sempre di più orientando verso i servizi via web.

Queste le cifre nude e crude che rispecchiano lo scenario del gioco pubblico: gioco che deve ritornare a lottare con la politica molto restrittiva che è tornata “a demonizzare il gioco”. Ovviamente, di fronte al trend del mercato dei giochi ed ai suoi risultati bisogna sottolineare che il livello politico presenta elementi di incertezza che ben si accompagnano al clima di forte contrasto nei confronti del settore ludico. Si sa che i giochi continuano a dibattersi in un momento di stasi che non consente alcun programma di investimenti poiché alcune gare come il bingo e le scommesse o come le concessioni online sono ancora attualmente in stand-by e ci si trova a fronteggiare una “politica ostile”. E poi quali saranno gli effetti del Decreto Dignità sulle attività terrestri ed online? Certamente, ha dato una grossa scossa al settore, generando ulteriore incertezza e paura tra gli operatori. Ma questo riguarda il prossimo futuro.

E nel prossimo futuro i giochi dovranno fare i conti con l’aumento del Preu che avrà un impatto a medio termine sulla filiera, riducendo ulteriormente i margini per i concessionari e provocando decisioni sulle attuali attività con scelte purtroppo obbligate. Peccato che sarà ancora tutto da dimostrare se i provvedimenti del Decreto Dignità, per quanto riguarda il controllo del gioco patologico e la tutela dei minori, saranno positivi oppure se tutto questo “sacrificio per l’industria del gioco”, particolarmente per il gioco online, sarà un “immolarsi al nulla”. Sicuramente, “ringrazieranno le risorse” che lavorano nei segmenti interessati dal Decreto Dignità: si troveranno “a spasso” nella ricerca di una chimera lavorativa che nel gioco, invece, avevano trovato e nella quale professionalmente stavano anche molto bene, insieme alle proprie famiglie.

Intanto, il mondo dei giochi si prende il risultato positivo di questo anno appena trascorso, traversie a parte, e “starà alla finestra”, almeno quanti potranno ancora farlo, per vedere cosa succederà: sopratutto, sarà da monitorare il comportamento dei giocatori che saranno sottoposti ad alcune restrizioni od imposizioni come la tessera sanitaria che sembra quell’intervento più giusto e mirato, in ogni caso già messo in pratica da altri Paesi con ottimi risultati. Che dire: nel Decreto Dignità qualche cosa di positivo si può trovare, ma anche tanto di negativo ed ostativo alle attività ludiche che, nonostante tutto questo, si trovano “chiamate” dal Governo centrale, che le stesse rappresentano a mezzo della concessione che consente di offrire il gioco pubblico, a rispondere “obbedisco” per tutti gli ulteriori aumenti che l’Esecutivo Giallo-Verde ha messo in campo. Ma il gioco pubblico non tradisce mai: certo non si può dire la stessa cosa dello Stato che rappresentano.

Gennaio 28, 2019 Scritto da: : posted in news
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