Gioco: Ma il Piemonte non è una regione come le altre?

piemonte regolamento gioco

Non si riesce a comprendere perché la Regione Piemonte non debba essere un territorio uguale a tutte le altre “consorelle” e perché lì, il mondo dei giochi e dei casino online, non debba vivere “abbastanza tranquillamente” come in altri punti della nostra Penisola. Quasi unicamente in quella Regione le norme sul gioco hanno sostanzialmente espulso quello lecito dai propri confini, dandogli la possibilità di relegarsi in luoghi non certamente commerciali e redditizi con ulteriori investimenti per gli spostamenti e l’incertezza di ciò che potrà riservargli il futuro.

Gli operatori piemontesi è evidente che siano “arrabbiati” oltre tutto per non avere ottenuto risultati con gli incontri e le manifestazioni che hanno organizzato per sottoporre questa situazione alle istituzioni locali. Risultati? Nessuno: tanta mancanza di chiarezza e trasparenza e tanta presenza di insicurezza per la vita a venire: l’unica certezza per le imprese di gioco piemontesi è che questo settore in Piemonte “non dovrebbe esistere”. Evidentemente a quelle istituzioni discriminare la libertà di impresa può sembrare lecito e forse anche… utile.

Tutto rimasto invariato per il settore ludico anche dopo il Consiglio Regionale degli scorsi giorni ove veniva richiesto di bloccare la retroattività della legge, di rivedere il “distanziometro” applicato a tutte le slot machine, rendere omogenee le fasce orarie degli apparecchi di intrattenimento su tutto il territorio ed, infine, l’importantissima approvazione dell’art. 89 che regola i trasferimenti delle attività di gioco in caso di introduzione di nuovi luoghi sensibili dopo il maggio 2016. Richieste evidentemente ritenute inutili, ed in ogni caso disattese. E così l’industria del gioco piemontese esce da questo Consiglio Regionale assolutamente distrutta e senza futuro percorribile: senza possibilità di studiare qualsivoglia tipo di investimento.

Ma quel che più importa è constatare con quanto “piglio proibizionista” le istituzioni sono intervenute contro questo benedetto settore ludico, mentre avrebbero potuto intervenire su altri settori e su altre problematiche con pari rigidità, settori che hanno numeri “molto più interessanti” dal punto di vista socio-sanitario e che invece sono stranamente “lasciati in pace”. Dopo un anno dall’applicazione della Legge sul Gioco piemontese non sembra proprio si siano raggiunti risultati degni di nota se non il sacrificio di centinaia di imprese sane e lecite e dei propri lavoratori: mentre un altro sviluppo negativo di queste norme è il ricorso ai vari Tribunali che, nel frattempo, si troveranno occupati ad emettere sentenze, cercando di fare luce e trovare soluzioni a scontri continui con la filiera del gioco.

Ma per il resto le normative non hanno cambiato il mondo del gioco lo hanno solo distrutto e sacrificato. D’altra parte per aprire una strada che conduca dalle istituzioni all’industria del gioco bisognerebbe avere il coraggio e l’intelligenza di valutare, guardare, confrontarsi ed ascoltare: e per fare ciò necessitano occhi per guardare ed orecchie per sentire: ma sembra che queste siano qualità introvabili in Piemonte particolarmente nelle locali istituzioni. Come si fa a non comprendere che confrontarsi con le eventuali problematiche che toccano il mondo dei giochi significherebbe crescere e, sopratutto, salvare quelle imprese e quei lavoratori che dovrebbero avere pari diritti di tutti gli altri?

Chi si occupa dell’istruzione, del lavoro e della formazione professionale dovrebbe sapere “cosa si vuole salvare” e trovare il sistema per arrivarci. Rifiutare il confronto e non ascoltare i problemi per trovare soluzioni condivise arrivando ad un obbiettivo finale comune dovrebbe essere il compito delle istituzioni, che siano centrali o decentralizzate poco importa. Continuare a negarsi e non affrontare problemi non sembra “degno” di chi in fondo non è stato obbligato a scegliere di schierarsi al servizio dei cittadini nei quali sono ovviamente compresi anche i lavoratori del settore ludico. E poi come dimenticarsi dell’articolo 89? Sembra una presa in giro per la filiera del gioco: obbliga chi ha trovato, magari con immensa fatica, una collocazione rispettando le distanze dai cosiddetti luoghi sensibili a spostarsi ulteriormente qualora dovessero aprire nelle vicinanze uno degli innumerevoli punti sensibili.

Certamente, però, le istituzioni “concederanno” per fare questo del tempo (!): ma come si fa ad approvare una cosa simile? Una attività commerciale che si avvia con tanta fatica non si può spostare da un momento all’altro senza creare uno scompenso notevole: come fanno le istituzioni a pensare di far spostare le attività di gioco come se fossero soldatini di latta che si muovono sul terreno di battaglia con una semplice mossa? Probabilmente, chi gestisce le nostre istituzioni non è certamente uno “stratega” altrimenti non verrebbero in mente queste soluzioni astruse che non stanno né in cielo e neppure in terra!

Ma tutti questi discorsi in Piemonte evidentemente sono vani: si continua nel percorso proibizionista che impone tutto questo, senza alcuna remora, al gioco legale ed autorizzato dallo stesso Stato e non ci si cura delle migliaia di lavoratori che non questa Legge sul Gioco rischiano di ricevere una serie infinita di lettere di licenziamento. E non c’è ovviamente da che esserne fieri… anche perché questa situazione rischia di diventare una delle più gravi crisi dell’occupazione di questa Regione. Nessuno poteva pensare che dopo la Conferenza Unificata dello scorso anno con l’accordo sul riordino che ne è uscito, e sottoscritto da tutte le Regioni, si potesse concretizzare una situazione simile e, sopratutto, che non venisse affrontata in “modo decoroso” dalle istituzioni locali.

Sembra che si debba assistere ancora ed ancora alla “caccia alle streghe” ed un forte accanimento nei confronti del settore ludico: eppure lo stesso rappresenta un punto importante per l’economia del nostro Paese ed è stato riprovato ancora una volta dall’ultima Manovra… Di questo, però, non parla nessuno e nessuno ne tiene conto: tutto passa quasi sotto silenzio: solo gli operatori del settore sanno che avranno un ulteriore aumento del Preu che renderà non poco alle solite casse dell’Erario che di quelle risorse tiene ben conto. Invece l’Esecutivo Giallo-Verde non tiene conto del destino di migliaia di lavoratori del settore del gioco e del loro incerto futuro.

Dicembre 4, 2018 Scritto da: : posted in news
Sito Informazioni Licenza Visita
888 casino logo
888 Casino
20€ Gratis + 500€
legale aams
Visita
snai casino logo
Snai Casino
10€ Gratis + 1000€
legale aams
Visita
starcasinò logo
StarCasinò
125 Giri + 1000€
legale aams
Visita
casino.com logo
Casino.com
10€ Gratis + 500€
legale aams
Visita
betfair casino logo
Betfair Casino
25€ Gratis + 1000€
legale aams
Visita
eurobet casino logo
Eurobet Casino
Esclusivo 1000€ Bonus
legale aams
Visita
betflag casino logo
Betflag Casino
30€ Gratis + 1.000€
legale aams
Visita
merkur win casino logo
Merkur Win Casino
10€ Gratis + 1000€
legale aams
Visita
tianbet casino logo
Titanbet Casino
20€ Gratis + 1000€
legale aams
Visita
eurobet casino logo
Netbet Casino
10€ Gratis + 1000€
legale aams
Visita
voglia di vincere casino logo
Voglia di Vincere
50€ Gratis + 1200€
legale aams
Visita
unibet casino logo
Unibet Casino
100% Fino a 300€
legale aams
Visita
32red casino logo
32Red Casino
10€ Gratis + 160€
legale aams
Visita