Cosa rappresentano gli Esports per il futuro del Gioco

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Innanzi tutto, quando si parla di giochi e videogiochi e particolarmente degli eSports bisognerebbe fare una riflessione, importantissima, se si vogliono fare valutazioni che portino a qualcosa di interessante: nel videogame c’è un grande elemento di socialità, non è vero che tende ad isolare. Senza dimenticare anche che il Wall Street Journal ha evidenziato che gli eSports potrebbero essere un modo per trovare lavoro che di questi tempi sembra ai giovani (e sopratutto per i meno giovani) veramente una chimera. Queste considerazioni non sono di chi scrive, che probabilmente non ha le conoscenze necessarie per esprimersi con tanta certezza, ma un docente di psicologia della comunicazione e membro del Comitato Scientifico dell’Archivio Italiano dei Giochi che aggiunge: “Noi stiamo parlando da esperti sul banco dei relatori, ma gli esperti veri sono quelli che oggi stanno seduti in platea ai quali si è mostrato un video di un campione di Tetris, è quella la vera competenza”. Questa frase era diretta ai tanti bambini presenti.

Si sta parlando del Convegno Nazionale organizzato dall’Uisp al Festival del Gioco e delle Tradizioni di Orvieto nel quale si parla del fenomeno degli eSports e di cosa possono rappresentare nel futuro del gioco. Si deve anche fare un’altra considerazione: in pochi anni si è visto passare il numero dei suoi giocatori da ottomila del 2012 sino ai diciassettemila del 2015 e questo fenomeno dovrà pure significare qualcosa di particolare e di speciale per il mondo dei giochi visto anche che potrebbe rappresentare una disciplina come sport olimpico e, sopratutto, nuove possibilità di business.

Per sottolineare l’importanza di questo evento, il Primo Cittadino di Orvieto magnifica la piazza principale libera da macchine e piena di ragazzi che si muovono e giocano creano un colpo d’occhio indubbiamente bellissimo. Il Sindaco continua nella sua esposizione confermando che la città sta mettendo in correlazione i videogiochi con le tradizioni di Orvieto: d’altra parte la tecnologia continua nel suo percorso e ci si deve adeguare ai tempi, ma nello stesso momento bisogna dare dei limiti alla parte più giovane della futura società e dire loro particolarmente come ci si deve comportare e relazionare con il mondo dei giochi. Bisogna investire sempre di più nella prevenzione in relazione alla quale sembra di non fare mai abbastanza e questo è un tema che sta particolarmente a cuore e la città si sta muovendo in questa direzione con sempre più caparbietà.

Al convegno interviene un esperto di giochi e vice presidente di Playres che si esprime sugli eSports specificando che questi sono competizioni tra video giocatori dove si trovano elementi di agonismo: il gioco è uno sforzo volontario di superare ostacoli non necessari ed ha il fattore di divertimento. Consta che sia una percentuale alquanto alta, si parla del 97%, di adolescenti che giocano, mentre l’età media di un gamer è di 37 anni a livello mondiale: i giochi rendono autonomi nella libertà di scelta e nella capacità di decidere e giocare aiuta ad avere uno scopo. Sulla Terra si giocano circa 3 miliardi di ore alla settimana! Questo è il vero fenomeno sul quale, evidentemente, bisogna interrogarsi.

Ma corre anche l’obbligo, oltre che fare presente questo particolare fenomeno degli eSports, parlare del disturbo che discende dall’abuso del videogioco che è composto da diversi elementi. Il primo è senz’altro un disturbo dell’attenzione se si passano troppe ore giocando: è vero che il gioco aumenta la competenza ma non può e non deve essere l’unica cosa da perseguire. Troppo stazionamento dinanzi ai videogiochi può portare all’obesità e l’Organizzazione Mondiale della Sanità inserirà come malattia l’uso compulsivo dei videogiochi a partire dal 2020. Ma i videogiochi competitivi serviranno ad aiutare a socializzare e non ad isolare i potenziali malati di gioco e di casino online: esiste l’esempio dei piloti di Formula 1 che si allenano anche fisicamente oltre che nei simulatori per poi gareggiare. Bisogna ricordare che evitare gli eccessi significa evitare le dipendenze e dopo il tanto parlare del mondo dei giochi quasi tutto hanno “incasellato” questo concetto importantissimo da incamerare.

Ed allora nasce spontanea una domanda: “Come si fa a rimanere in forma giocando?” Ma nel gioco ci sono elementi in cui si aumenta la concentrazione, si conoscono gli spazi, si aumenta la fantasia e si coopera anche con gli altri e queste cose funzionano. A volte si riescono a sfruttare le competenze acquisite dai videogiochi per risolvere problematiche con gli amici e la famiglia: certo il mondo dei giochi è bellissimo, ma può anche essere pericoloso se non viene avvicinato con intelligenza. Nasconde il problema della sedentarietà, ma chi frequenta il mondo dei videogiochi sa che esistono alcuni cabinati che prevedono proprio il movimento fisico: e nel mondo degli eSports si possono creare mondi competitivi sia mentali che fisici.

Ovviamente, non ci si limita a tenere il mouse in mano, giocare comporta anche una crescita personale ed il concetto importante da tenere presente è sempre quello: non eccedere mai e controllarsi, meglio giocare in compagnia così si alimenta l’agonismo e non ci si isola. Nei giochi è importante la cooperazione diretta con il prossimo: è importante sapere che grazie ad alcuni giochi c’è chi è riuscito ad abbattere barriere linguistiche e culturali e, sopratutto, a conoscere persone che poi sono diventate “amici per la vita”. L’incontro che si è tenuto ad Orvieto è da ritenersi per gli eSports una grande iniziativa poiché è in grado di unire i videogiochi competitivi con l’intrattenimento classico ed i giochi delle tradizioni.

Però bisogna capire questo fenomeno degli eSports e vanno fatte delle distinzioni: un conto è parlare di videogiochi semplici ed un conto è parlare dell’evoluzione di questo fenomeno. A livello mondiale ci sono ben 500 milioni di giocatori e di questi circa il 50% lo fa almeno una volta al mese. Ma a questo bisogna anche aggiungere l’audience del pubblico che segue le competizioni in streaming: la fan base più estesa raggiunge oggi un milione di giocatori. Quindi, indubbiamente gli eSports non sono il futuro del gioco, sono già qui dentro di esso.

ottobre 8, 2018 Scritto da: : posted in news
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